23 Settembre 2020
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Libro di Paola Mangia svela il prezioso patrimonio artistico custodito e nascosto delle Ambasciate italiane

12-06-2018 15:33 - Ambasciate
GD - Roma 12 giu. 18 - Un tesoro nascosto e prezioso ma spesso dimenticato e sconosciuto a molti è il patrimonio artistico che arreda le sale delle diverse sedi diplomatiche al fine di rappresentare l´immagine dell´Italia all´estero, in linea con le alte tradizioni artistiche e culturali della sua Storia.
Questo patrimonio è costituito in parte dalle acquisizioni del Ministero degli Affari Esteri ma soprattutto dai "depositi temporanei", ossia dagli arredi, per lo più dipinti, sculture, arazzi, tappeti, mobili, specchiere, lampadari, soprammobili, quasi sempre di rilevante valore, concessi in epoca lontana già dagli inizi del Novecento, dai diversi musei italiani alle Legazioni e alle prime Ambasciate. Le opere, però, sia per la scarsa visibilità ultradecennale sia per le vicende belliche che ne hanno causato spostamenti, nel corso degli anni sono diventate, talora, di difficile identificazione e reperibilità cadendo nell´oblio. L´aspettativa di molti, invece, è di conoscere e vedere proprio questo illustre frammento d´arte della nazione italiana fuori dai propri confini.
Per questo nel 2011, all´interno delle Direzioni Generali dei due Ministeri, congiuntamente, si è deciso di riportare alla luce e di riordinare questo patrimonio di opere pressoché sconosciuto o poco noto ed anche di tutelarlo e di valorizzarlo attraverso un progetto di ricognizione condiviso tra il MAECI e il MIBACT per il censimento e la valorizzazione di questi beni di competenza delle due istituzioni, finanziato da Arcus SpA. ad uso non solo degli specialisti, ma delle stesse istituzioni e dei visitatori occasionali delle Ambasciate, perseguendo gli obbiettivi richiesti dall´attuale normativa italiana in materia di censimento, catalogazione e restauro.
Ne è nato un libro altrettanto prezioso, "Tesori dalle Ambasciate d´Italia in Europa Berlino, Dublino, Lisbona, Londra, Parigi, Praga, Stoccolma e Vienna", edito da Gangemi nel novembre 2011 ma fuori commercio, ideato e scritto da Paola Mangia, specialista in storia dell´arte medievale e moderna, coordinatrice delle attività scientifiche del Progetto (2011-2015). È il volume che raccoglie e presenta al pubblico i risultati di una certosina attività di ricognizione completa svolta sul patrimonio di otto delle più illustri ambasciate italiane in Europa, prescelte per la significatività culturale dei propri arredi a conclusione di un progetto.
L´analisi ravvicinata di tutti gli oggetti di competenza del MAECI e del MIBACT delle singole opere, condotta da Paola Mangia durante gli otto sopralluoghi, capolavori poco noti e/o dati per dispersi, ha consentito di ricostruire la storia di ogni opera dal museo di provenienza all´arrivo nella sede di rappresentanza diplomatica e d´individuare sui documenti d´archivio i Musei prestatori e le importanti Collezioni di provenienza, come la Galleria Sabauda e le Collezioni già della Corona di Torino, la Galleria Nazionale d´Arte Antica di Palazzo Barberini e Corsini, il Palazzo Venezia e la Galleria Nazionale d´Arte Moderna di Roma, Palazzo Pitti e la Galleria degli Uffizi di Firenze, la Pinacoteca di Bologna e di Parma, le Gallerie dell´Accademia di Venezia, i Musei di Capodimonte e San Martino di Napoli e il Palazzo Reale e la Pinacoteca di Brera di Milano.
Le missioni all´estero, cui hanno partecipato l´ambasciatrice Anna Della Croce e il fotografo Pasquale Comegna, hanno costituito anche lo strumento di verifica ispettiva per determinare lo stato conservativo e pianificare gli interventi di restauro necessari nel tempo, alcuni assolutamente necessari e compiuti su n. 22 opere.
Il libro "Tesori dalle Ambasciate d´Italia in Europa Berlino, Dublino, Lisbona, Londra, Parigi, Praga, Stoccolma e Vienna" è stato pensato come uno strumento di lavoro "in fieri", fruibile non solo dagli Istituti del MIBACT per ulteriori ricerche in tal campo, ma anche dalle stesse sedi diplomatiche del MAECI per aggiornare i propri inventari e per arricchire il bagaglio di notizie storico-artistiche esistente.
Ognuna delle otto sezioni della struttura comprende una parte storica sul palazzo ospitante, di per sé un "contenitore" monumentale per la sede diplomatica, e sulla collezione ricostruita sui documenti d´archivio e sugli inventari (Dai documenti d´archivio alle opere. Storia della collezione nel Palazzo di...), le schede scientifiche di alcune delle opere più significative, recuperate dopo anni di oblio e riacquisite agli studi (I capolavori. Acquisizioni e recuperi di alcune opere), gli interventi di restauro effettuati sia quelli da eseguire in ordine temporale (L´opera a restauro) con l´elenco delle opere in deposito temporaneo (Opere in deposito temporaneo), il Regesto di tutte le opere d´interesse storico artistico, oggetto di catalogazione ICCD (Regesto di tutte le opere d´ interesse storico-artistico, tranne i depositi temporanei), i riferimenti documentari principali citati (Appendice documentaria) e, alla fine del volume, la Bibliografia e gli Apparati, a chiusura del testo.
A distanza di 4 anni dalla presentazione da parte dei due ministri competenti, Paolo Gentiloni e Dario Franceschini, che proponevano la continuazione di tale programma di ricognizione del patrimonio degli arredi delle sedi diplomatiche, si riscontra, invece, l´interruzione di qualsiasi attività progettuale. Inoltre, il libro, richiesto da molti, è attualmente irreperibile perché fuori commercio.
Sarebbe opportuno che tale programma di valorizzazione venga ripreso in tutte le sedi diplomatiche e, in parallelo, si possa portare a conoscenza del grande pubblico tale illustre patrimonio attraverso una riedizione del volume in forma anche più ampia, atta a contenere le opere escluse dal volume precedente.
Inoltre, si propone un´esposizione a Roma delle opere non più visibili da decenni perché in "prestito temporaneo", anche attraverso mostre monografiche nei musei prestatori italiani che permettano di riunire, pur se per il breve tempo dell´esposizione, opere decontestualizzate. Infatti, quelle smembrate dalla serie di appartenenza originaria - come gli arazzi a grottesca in filo d´oro di Bachiacca (1494-1557) di palazzo Pitti a Firenze e, in parte, presso la sede diplomatica di Londra o le Nature morte di Gaetano Ottani, pittore e musicista (1720/24-1801), provenienti dal castello di Moncalieri, distribuite tra l´Ambasciata di Praga e di Stoccolma - o opere di cui si era persa la traccia - come gli arazzi dell´Ambasciata di Dublino - potrebbero essere riaccostate ai propri pendant e le serie ricomposte almeno, per il tempo dell´esposizione, se non s´intende, come invece sarebbe necessario, operarne una sostituzione con altre di analogo valore.
A tale proposito, pur riconsiderando l´opportunità che le sedi estere mantengano un arredo di opere d´arte prestigioso a cornice dei propri incontri diplomatici, con alcune eccezioni per opere rilevanti, il patrimonio della singola Ambasciata, però, dovrebbe essere catalogato nella sua interezza e tutelato da una corretta azione di restauri: impreziosito anche dal palazzo storico di prestigio in cui è collocato, potrebbe acquisire le caratteristiche di un inedito museo d´arte pubblico, unico ed esclusivo per la tipologia del suo arredo, satellite, per la sua collocazione oltre il confine italiano, e puntiforme nel territorio europeo, a testimonianza permanente della cultura italiana in ogni sede, dislocata all´Estero. Diventerebbe anche uno strumento di valorizzazione del patrimonio italiano adeguato alla conservazione dei beni dello Stato italiano, adempiendo gli stessi doveri e i compiti che vengono assegnati ad un´analoga istituzione museale operante nel territorio nazionale.

di Paola Mangia

Paola Mangia è autrice del libro "Tesori dalle Ambasciate d´Italia in Europa Berlino, Dublino, Lisbona, Londra, Parigi, Praga, Stoccolma e Vienna", coordinatore tecnico-scientifico di tutte le attività di ricognizione, tutela e valorizzazione del patrimonio conservato nelle Ambasciate d´Italia, progetto del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero per i Beni e Attività Culturali e Turismo; è stata direttore della Galleria Corsini di Roma, funzionario responsabile del Servizio educativo della Galleria Borghese e dei musei della Soprintendenza per i B.A.S. dei musei del Polo e della città di Roma.


Fonte: Paola Mangia
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