21 Settembre 2020
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La verità sulla lotteria degli scontrini fiscali: deducibilità, non lotterie!

07-01-2020 17:17 - Opinioni
GD – Lisbona, 7 gen. 20 - In cavalleria la lotteria della Befana, con 5 milioni di € per il fortunato di turno, si torna ai gratta e vinci, al lotto e a quant'altro legato alla sorte. Gli italiani, tantissimi, ci sperano. Ma lo stato ci crede di più, visto che la Ragioneria Generale dello Stato ha computato per i giochi a premi incassi per 5 miliardi e 85 milioni di euro nel corso del 2018, mentre gli introiti dell’anno passato dovrebbero essere ancor più elevati, visto che la crisi acuisce solitamente la ricerca della felicità affidata alla sorte.
Ma in questo 2020, dato che lo Stato è sempre più famelico per via del deficit che continua a salire, c’è una grande novità, come avrebbe suggerito Lucio Dalla: la Lotteria degli Scontrini che, a partire (pare) da luglio, dovrebbe fornire premi in danaro a chi si serve delle nuove regole anti-evasione, insistendo per avere ricevuta per qualsiasi tipo di spesa. È un metodo per ridurre l’evasione dell’IVA, che nel 2017 ha toccato i 33,7 miliardi, e che è già stato sperimentato in altri Paesi, come Malta, Slovacchia, Portogallo, ma non sempre con successo.
Anzi è proprio al Paese lusitano che si è fatto riferimento con grandi squilli di tromba all'annuncio di questa nuova lotteria, rilevando come la “Fatura da sorte“, istituita nel 2014 (35 mila € sorteggiati ogni settimana e 50 mila € due volte l’anno) abbia alzato il numero degli scontrini emessi del 36% rispetto all'anno precedente, diminuendo la differenza tra gettito Iva atteso e riscosso dal 16 al 12%.
Studi e analisi fatte a Lisbona hanno però rilevato anche altro: e cioè che la richiesta di scontrini fiscali non si deve (se non in minima parte) alla lotteria, visto che nel Paese, come del resto in Spagna, ne esistono numerose e con premi ben più corposi. Ma trova la sua ragion d’essere nella possibilità in automatico di scalarsi le tasse. Andate al supermercato? Prendete un caffè al bar? comprate una tovaglia? Ogni portoghese sa bene che dando il suo Nif (il codice fiscale) al commesso di turno, automaticamente porrà la cifra sborsata nella sua casella fiscale, cosicché verso maggio, andando a verificare la propria posizione prima delle dichiarazione dei redditi, potrà scalare dalle tasse tutto quello che il ministero concederà per quell'anno fino ad un tetto previsto per legge. Logico, dunque, che da Lisbona a Oporto, da Braga all’Algarve possiate vedere ogni cittadino pagare con Bancomat o carta di credito persino un cappuccino, avendo cura di dettare il proprio codice fiscale. Perché per lui quell'atto corrisponde ad un beneficio e non alla speranza aleatoria di poter vincere qualcosina alla ruota della fortuna.
Il principio del resto è ben noto anche negli Stati Uniti dove l’evasione fiscale quasi non esiste (dati tra l’altro i rischi di finire in galera per anni). Tasse federali e statali si pagano, ma ci sono esenzioni per tutta una serie di casi: abbattono il reddito complessivo lordo i versamenti per la previdenza complementare, l’assicurazione sanitaria, i costi sostenuti per trasferimento della residenza per motivi di lavoro, gli interessi sui prestiti per motivi di studio, gli alimenti pagati al coniuge separato. Ma non è tutto: dalle tasse ti puoi scalare, se ad esempio fai un lavoro autonomo, cellulare, giornali, taxi, parte dell’affitto, abbonamento ai mezzi pubblici, viaggi di lavoro.
In buona sostanza, è permettendo ai cittadini di scalare le spese che li convinci a chiedere scontrini e fatture. Molto più difficile che lo si possa ottenere bandendo una banale lotteria che, a ben vedere, appare miserella (oltre che parecchio macchinosa stando a quel che si preannuncia in Italia) rispetto alle dirette concorrenti che promettono milioni.
Sarà anche difficile vincere questa mega-lotteria, ma se ti riesce ti porti a casa 1.586 milioni di dollari (la più alta somma mai pagata negli USA nel 2016) o i 147,8 milioni di euro vinti da noi con un Superenalotto qualche anno fa. E non soli 20 mila €, per di più con tassazione rincarata dalla finanziaria per le vincite sopra i 500 euro…
Eppure, ci vorrebbe poco per incassare più IVA, ridurre l’evasione e far felici gli italiani. Se non si riescono ad abbassare le tasse per tutti – promessa sempre annunciata, ma mai concretizzata – basterebbe allargare il perimetro delle spese deducibili. Da qualche centesimo per tutti i prodotti alimentari e di sopravvivenza a pochi euro per l’abbigliamento a cifre più sostanziose per cellulari, prodotti tecnologici e green ecology. Si incasserebbe più IVA ma, soprattutto, si darebbe una concreta e valida ragione al cittadino per chiedere scontrini e fatture. Altro che lotteria!

di Alessandro Caprettini



Fonte: Alessandro Caprettini
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