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L´opinione - La Germania in Emilia-Romagna: investimenti produttivi e performance

11-10-2017 16:21 - Opinioni
GD - Roma, 11 ott. 17 - Italia e Germania sono storicamente legate da relazioni economiche e commerciali solide e proficue. Ai nostri tempi, questo fa sì che la Germania ritrovi nell´Italia un importante mercato di sbocco per i suoi investimenti esteri. A beneficiarne è, in particolare, il Nord della Penisola, che al sistema industriale tedesco è strettamente connesso. Secondo dati Istat del 2014, infatti, in Italia risultano attive 13.596 società controllate da capitale estero; per il 61% si tratta di capitale europeo, con la Germania a fare da capofila: 1.976 sono le aziende a controllo tedesco, di cui un terzo situate nella provincia di Milano.
Rilevante, tuttavia, è il peso economico dei rapporti tra Germania ed Emilia-Romagna. Ad approfondirli è intervenuta recentemente l´indagine "Aziende tedesche in Emilia-Romagna. Investimenti, sviluppi e performance", condotta nel secondo trimestre del 2017 dalla Camera di Commercio Italo-Germanica con la collaborazione dell´Università di Parma. Oggetto dell´approfondimento è un campione di 45 imprese, rappresentativo di una popolazione pari a 144. Dallo studio delle relazioni tra l´economia più forte del continente e una delle locomotive d´Italia, fuoriesce uno spaccato di grande interesse, che può fornire indicazioni di carattere generale. Quindi, dall´analisi delle società presenti in Emilia-Romagna il cui capitale sociale è detenuto almeno per il 50% da azionisti tedeschi, emerge che per il 70% sono piccole imprese, il 26% medie e il 4% grandi, impiegano in modo diretto oltre 5.200 addetti e per il 45% si tratta di siti produttivi, mentre il resto è composto da sedi commerciali o legali.
Se consideriamo una classificazione settoriale, inoltre, notiamo come la meccanica sia il comparto dominante. Il 25% delle controllate tedesche in regione, invero, si occupa di impianti meccanici e macchinari e il 13% di automotive. A seguire troviamo il chimico-farmaceutico e il biomedicale, poi, in rapida successione, logistica, informatica, agroalimentare ed edilizia e costruzioni.
Peculiari, inoltre, sono le modalità di ingresso degli investimenti teutonici in Emilia-Romagna, tali da presentarsi in controtendenza rispetto allo scenario globale. A livello mondiale, infatti, risultano in crescita le operazioni di Mergers and Acquisitions (M&A), anche dette brownfield. Contemplano attività di acquisizione di società già presenti sul territorio, molto spesso società concorrenti nello stesso mercato. In Emilia, al contrario, sono prevalenti gli investimenti ex-novo, anche detti greenfield, che rappresentano il 64% del campione considerato e sono stati particolarmente cospicui tra il 2000 e il 2008. Residuali sono le operazioni di joint-venture italo-tedesche, riscontrabili solo in due casi. A questo punto è necessario chiedersi quali siano i vantaggi localizzativi che più di tutti sostengono l´attrattività dell´Emilia-Romagna.
Secondo l´indagine della Camera di Commercio Italo-Germanica e dell´Università di Parma, è l´efficienza della rete logistica e infrastrutturale a fare la differenza; questa si coniuga con una posizione geografica baricentrica, di grande interesse per le imprese interessate a sviluppare reti commerciali che collegano la penisola italiana e l´area mediterranea con l´Europa centrale e settentrionale.
Non è un caso se, su 144 imprese a controllo tedesco presenti in regione, 60 siano collocate nella provincia di Bologna, snodo logistico di caratura nazionale ed europea (25 sono, invece, quelle di stanza a Modena e 14 a Parma e Reggio Emilia). In aggiunta alla disponibilità infrastrutturale, nelle scelte di investimento delle case-madri tedesche influisce la competitività dei prezzi emiliani, che, nel mercato immobiliare ad esempio, si presentano più bassi dei corrispettivi veneti e lombardi, oltre che la presenza nel mercato di prossimità di aziende specializzate e fornitori di alta qualità e competenza, che favoriscono l´inserimento in settori di nicchia ed elevata specializzazione.
La consolidata vocazione manifatturiera emiliana e l´alta competitività del suo tessuto produttivo si integrano perfettamente nelle catene del valore strutturate dalle multinazionali tedesche. Se, invece, le controllate tedesche in Emilia sono richieste di indicare punti deboli del sistema emiliano, esse auspicano un intervento pubblico sulle condizioni e l´affidabilità dei pagamenti e puntano il dito contro grandi questioni nazionali come l´eccessivo carico fiscale e la complessità della macchina burocratica.
Le imprese considerate, infine, si distinguono per l´investimento in ricerca e sviluppo. Esse, infatti, spendono tra il 2,4% e il 6% del fatturato annuo in attività di R&S e molte di loro (il 70% circa) dispongono di un dipartimento interno dedicato. Una su cinque, in più, ha acquisito un brevetto nell´arco degli ultimi 3 anni.
Si evidenzia, quindi, come l´afflusso di investimenti produttivi dalla Germania sia utile all´Emilia Romagna per vincere due problematiche che per l´Italia sono annose: la creazione di occupazione, attraverso il sostegno all´attività di impresa, e la carenza di fondi impiegati in Ricerca & Sviluppo.

di Michele Masulli
da: https://www.osservatoriorti.com/pubblicazioni/la-germania-emilia-romagna-investimenti-produttivi-performance/



Fonte: Orti Osservatorio Relazioni Territori Imprese
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