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Cooperazione Italia-Israele: 2 bandi per ricerca e industria, opportunità di crescita per università e aziende

27-09-2017 16:06 - Economia
Roma, 27 sett. - Le economie di Italia e Israele sono "complementari" ed è per questo che il potenziale della cooperazione bilaterale resta "enorme". È quanto emerso in occasione della presentazione al Ministero degli Esteri dei nuovi bandi di cooperazione scientifica e industriale con Israele per il 2018 e delle nuove opportunità a disposizione di università, centri di ricerca e imprese dei due paesi. Ed in cui esperti e diplomatici si sono confrontati sullo sviluppo della collaborazione tra Italia e Israele in materia di ricerca e sviluppo.
"Quella aperta dall´accordo quadro bilaterale di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica firmato da Italia e Israele nel 2002 è una storia di successo ancora tutta da sviluppare", ha sottolineato nell´intervento introduttivo Fabrizio Nicoletti, vice direttore generale per la promozione del Sistema Paese e direttore centrale per l´innovazione e la ricerca della Farnesina.
Insomma, la cooperazione accademica e industriale tra Italia e Israele si è rivelato uno strumento di crescita per università, centri di ricerca e imprese dei due Paesi. Le opportunità di questa operazione scientifica sono state al centro di un incontro svoltosi alla Farnesina a Roma, durante il quale sono stati presentati due bandi di cooperazione scientifica e industriale attualmente aperti. "I due bandi fanno parte di un accordo di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica partito nel 2002", come ha spiegato Stefano Boccaletti, addetto scientifico dell´ambasciata d´Italia a Tel Aviv. Ed ha poi rilevato che "le attività bilaterali tra Italia e Israele ammontano a un totale di circa 10-12 milioni di euro l´anno e l´accordo si articola con strumenti che cercano di creare una cooperazione a 360 gradi".
Il bando di cooperazione accademica scadrà il prossimo 2 novembre, mentre quello industriale il 30 novembre. Sono stati lanciati il 20 luglio scorso e quello accademico prevede la formazione di due consorzi, italiano e israeliano, di università e centri di ricerca.
Gli argomenti di quest´anno sono limitati a biologia marina, agricoltura marina e le applicazioni di fisica dei sistemi complessi. Il finanziamento prevede 100 mila euro per ogni consorzio. Il bando industriale è invece aperto a qualunque settore di interesse ed è a budget aperto: il finanziamento potrà coprire fino al 50% delle spese di ricerca e sviluppo per realizzare un prodotto o brevetto di valore commerciale. I progetti vincitori saranno annunciati in una riunione della commissione mista Italia-Israele che si terrà a Tel Aviv il 15 maggio 2018.
Nel corso dell´evento svoltosi al Ministero degli Affari Esteri sono stati illustrati due esempi di successo derivanti dalla cooperazione bilaterale in atto.
Il primo è il progetto "SURV-BLOOD", dell´azienda biotech Diatheva in partnership con l´Istituto nazionale di genetica molecolare e l´israeliana PRC Biomedical, che prevede la realizzazione di un kit diagnostico per valutare la sopravvivenza dei globuli rossi nelle sacche di trasfusione. Il secondo è il progetto IMESS di Columbus Superconductors in partnership con l´istituto SPIN del CRN e BIU University e Unirom per Israele, che si è focalizzato sulla produzione di un dispositivo superconduttore in grado di immagazzinare energia elettrica sotto forma di energia magnetica. "Crediamo molto in questa collaborazione. Invitiamo i centri ricerca e le aziende di approfittare degli strumenti che forniamo", ha sottolineato Fabrizio Nicoletti, direttore centrale per l´Innovazione e la ricerca della Direzione generale per la promozione del Sistema Paese.
I rapporti bilaterali tra Italia e Israele sono "una storia di successo che non deve essere cristallizzata, ma ulteriormente sviluppata". Le economie italiana e israeliana "sono molto compatibili, è qui il potenziale", come ha spiegato Natalie Gutman-Chen, ministro dell´ufficio commerciale dell´Ambasciata di Israele in Italia.
Nei prossimi anni, ha rilevato, "la crescita aumenterà in Israele, soprattutto nei settori dell´IT, software e ricerca e sviluppo, quest´ultimo un comparto nel quale il nostro Paese è leader negli investimenti nel pubblico e privato".
Sono più di 300 i centri ricerca e sviluppo delle aziende multinazionali nel Paese, circa 2000 le startup. "Noi abbiamo anche altri rapporti bilaterali, ma credo che il programma con l´Italia sia uno dei primi che Israele abbia avuto e uno dei più di successo. Qui c´è un ottimo sistema che funziona, vi incoraggio a esserne parte», ha concluso il ministro Gutman-Chen.



Fonte: Redazione
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