16 Ottobre 2019
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Italia-Francia: ministri degli Esteri per rilancio delle relazioni bilaterali

09-09-2019 12:43 - Politica
Il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian
GD - Roma, 9 set. 19 - Volgono al bello le relazioni tra Italia e Francia, che dopo i dissaporti recenti, ora vogliono voltare pagina, lasciandosi alle spalle oltre un anno di tensioni, insulti via social e incidenti diplomatici per tentare di rilanciare con il Conte bis «relazioni più costruttive rispetto al passato». A tendere la mano per primo è stato Jean-Yves Le Drian, ministro degli Esteri francese, che inuna intervista a Radio Europe 1, ha aperto una linea di credito al nuovo governo italiano: «Oggi appare più aperto nella sua dimensione europea, più determinato ad avere con la Francia dei rapporti positivi, più aperto all'attuazione di meccanismi migratori condivisi». Ed è su queste basi che il capo del Quai d'Orsay ha preso carta e penna per scrivere al suo nuovo neo-collega Luigi Di Maio, dicendo di essere pronto a un incontro.
Il clima, in effetti, sembra già essere cambiato, con Di Maio che, a stretto giro di posta, ha fatto sapere di voler incontrare presto il suo omologo francese per «discutere in modo positivo e costruttivo delle comuni sfide a livello europeo ed internazionale».
Parigi sembra aver superato la più grave crisi diplomatica tra Italia e Francia dalla Seconda guerra mondiale quando, appena lo scorso febbraio, il presidente Emmanuel Macron decise di ritirare il suo ambasciatore a Roma, Christian Masset. La mossa dell'Eliseo scaturì dall'incontro tra lo stesso Di Maio - che allora era vicepremier - e una delle frange più eversive dei gilet gialli, il movimento che da mesi manifestava contro Macron, paralizzando la Francia e devastando gli Champs-Elysées. Per Parigi fu «una provocazione inaccettabile», la goccia che aveva fatto traboccare il vaso.
Solo l'intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riuscì a ricucire lo strappo. «Sui gilet gialli, dunque, capitolo chiuso?», hanno chiesto i giornalisti francesi a Le Drian. «Non siamo più nella fase delle invettive», ha assicurato il ministro, «e ora c'è la volontà di agire insieme in seno all'Unione europea».
A cominciare dalla gestione dei flussi migratori, uno dei temi che accanto al dossier libico, alla Tav, alle polemiche sul franco Cfa e agli attacchi personali, avevano infiammato gli animi dei due governi. «Siamo pronti a parlare» di politiche condivise sui migranti, ha assicurato Le Drian, che vede come «un buon segno» anche la designazione dell'ex premier Paolo Gentiloni a commissario italiano della futura UE.
Scampato il pericolo sovranista e antieuropeista in Italia (ma non in patria), il capo della diplomazia francese non ha risparmiato stoccate all'ex ministro Matteo Salvini e alle ambizioni del Rassemblent National di Marine Le Pen: «Ci sono momenti in cui alcuni responsabili politici si vedono più forti di quanto siano». Salvini tornerà al potere? gli chiedono: «Non ne sono affatto certo: quando si fanno errori così grossolani, a volte ci vuole tanto»


Fonte: Redazione
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