04 Dicembre 2020
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Israele: la storia dello Stato ebraico raccontata dalle foto di David Rubinger

07-09-2018 13:17 - Arte, cultura, turismo
Il fotografo David Rubinger
GD - Roma, 7 set. 18 - Lo stato di Israele, la sua storia contemporanea e le sue molte travagliate storie raccontate con le foto di David Rubinger in mostra a Roma. C´è la foto di Golda Meir che prepara il caffè ai suoi ospiti, o che fuma imperterrita; c´è quella di Shimon Peres che, in pantaloncini, pulisce la sua libreria e spolvera i tanti manoscritti. Ci sono le immagini di Giovanni Paolo II in raccoglimento davanti al Muro del pianto e di quello che ha scritto e lasciato sul posto. Ci sono scatti che, in un´immagine del 1947, ritraggono migranti e i giovani israeliani che festeggiano la decisione delle Nazioni Unite di creare uno Stato ebraico. Al Museo di Roma in Trastevere è stata inaugurata una mostra dedicata a David Rubinger in occasione delle celebrazioni per i 70 anni dalla nascita di Israele.
All´inaugurazione hanno partecipato l´ambasciatore d´Israele in Italia, Ofer Sachs; il presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello; il vicepresidente del Senato Anna Rossomando. La mostra resterà aperta fino al 4 novembre.
Sono circa 60 opere che raccontano a 360 gradi la storia dello Stato ebraico. Rubinger morto lo scorso anno, a 92 anni, durante la sua lunga attività ha colto gli aspetti della vita politica e personale degli uomini più importanti di Israele e ha mostrato, attraverso immagini, la vita comune dello Stato ebraico.
Uomini e donne che lavorano, mangiano o difendono il Paese, come nel caso - in uno scatto del 1948 - della bellissima donna ritratta mentre impara a lanciare una granata. Rubinger è riuscito nell´impresa di raccontare con il suo obiettivo tutti i grandi eventi della storia contemporanea ed in questo modo ha delineato i tratti caratteristici di Israele.
Il fotografo ha combattuto in Europa nella Brigata Ebraica contro il nazismo, è stato reporter per "Time Life" e "The Jerusalem Post". Era l´unico fotografo che poteva entrare e scattare nella mensa della Knesset, il Parlamento israeliano.
"Fare una fotografia è come provare un sentimento, a volte orgoglio, a volte dolore", ha detto Ruth Dureghello citando parole del fotografo, "parole che possono essere utilizzate come chiave di lettura per questa mostra che in occasione del settantesimo anniversario della nascita dello Stato di Israele, riunisce per il pubblico romano alcune delle immagini più rappresentative di uno dei più noti e brillanti fotografi del nostro tempo".
Secondo Dureghello "la professione del reporter è un´icona della nostra contemporaneità perché traduce e sintetizza. Concentra un´immagine fruibile in un colpo d´occhio:in un´intera sequenza di eventi ho tutta la complessità di un personaggio che puo´ essere celebre o anonimo, gli aspetti di un luogo. E l´immagine colta nel batter d´occhio si declina dentro di noi in una pluralità di significati, si dispiega in una miriade di emozioni e risuona di una serie di echi che ci fanno sognare. Le immagini di Rubinger raccontano la storia del giovane Stato ebraico, l´orgoglio e a volte il dolore di esserne parte. Grazie a questa esposizione potrete vedere Golda Meir che imbocca il suo nipotino o prepara il caffè agli ospiti, Ariel Sharon con le pecore della sua fattoria, Moshe Dayan pensoso nel giorno delle sue dimissioni da ministro degli Esteri e Olmert che lava i piatti. Le foto della mostra che inauguriamo sono metonimie di un Paese in cui la dignità non è mai retorica, il potere non è mai cinismo, il sacrificio non è mai senza speranza e la speranza non è mai in un´illusione. Per me - ha sottolineato - è un onore aprire questa mostra perché Rubinger, attraverso il suo lavoro, ha saputo raccontare e rendere indelebile un´eredità storica che ancora oggi definisce la nostra identità".
Rubinger offre al pubblico una visione di Israele a 360 gradi nel modo più semplice e facilmente fruibile agli occhi di tutti. "Attraverso queste fotografie", ha concluso Dureghello, "viene mostrata Israele così com´è senza pregiudizi ma, soprattutto, nella sua semplicità e nel costante inno alla vita".
Le foto appartengono alla collezione di Edvige della Valle e sono state esposte in Europa. In Italia lo sono state nella Sala Spadolini del Senato nel 2008 e a Civitanova Marche nel 2009.


Fonte: Redazione
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