28 Novembre 2020
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ISMEA presenta "L´America First di Trump – scenari globali per il commercio agroalimentare"

20-09-2017 18:10 - Economia
Roma, 20 settembre 2017 – Nel caso in cui la politica "America First" del presidente Trump dovesse essere perseguita così come rappresentata in campagna elettorale, l´economia italiana potrebbe perdere fino a 1,4 miliardi di euro nelle esportazioni verso gli Stati Uniti di cui oltre trecento milioni nel solo settore agroalimentare. Questo scenario è analizzato in una ricerca realizzata da Ismea e presentata al Centro Studi Americani alla presenza del Ministro dell´agricoltura, Maurizio Martina.
Il report di Ismea disegna i possibili sviluppi della nuova politica commerciale degli Stati Uniti, dopo i proclami del presidente Donald Trump, il quale ha dichiarato a più riprese di voler difendere i propri prodotti nazionali con la strategia denominata appunto "America First", che potrebbe prevedere una serie di drastiche misure: dall´uso più aggressivo di dazi anti-dumping a un maggior ricorso ad accordi bilaterali fino ad una esplicita messa sotto accusa dei Paesi che registrano i maggiori surplus commerciali nei confronti degli USA.
Le esportazioni agroalimentari dell´Unione europea verso gli USA hanno raggiunto nel 2016 circa 21 miliardi di euro a fronte di importazioni pari a poco meno di 12 miliardi. Gli USA rappresentano il terzo acquirente delle esportazioni italiane sia complessive che agroalimentari. L´export agroalimentare italiano verso gli USA, che vale complessivamente 3,8 miliardi di euro, è costituito per la metà dai comparti del vino (1,3 miliardi, il 35% del totale) e dell´olio (circa 500 mln, pari al 13%). Rilevante anche il peso delle esportazioni di formaggi e latticini (289 mln di euro, 8% del totale), pasta (244 mln, pari al 6%), prodotti dolciari (198 mln, 5%) e ortofrutta trasformata (196 mln, 5%).
I risultati dello studio indicano che un maggiore protezionismo da parte degli Stati Uniti finirebbe per produrre effetti negativi sulla stessa economia americana. Pertanto – è l´indicazione di policy che emerge – per l´Italia e l´Unione Europea si tratta di partecipare ai negoziati con piena consapevolezza dei diversi scenari possibili e delle conseguenze attese per ciascun attore. Non va infatti sottovalutato il paradosso per cui alla spinta protezionista non possa seguire una maggiore liberalizzazione del mercato.
La sintesi dello studio su: www.ismea.it/Comunicati-Stampa


Fonte: Redazione
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