22 Settembre 2020
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I flussi migratori preoccupano molto gli italiani, oltre un terzo pensa a respingimenti come soluzione

11-10-2017 11:16 - Politica
GD - Roma, 11 ott. 2017 - L´Italia sente forte il problema dell´immigrazione clandestina. Una buona parte degli italiani, infatti, pensa che la paura di un´immigrazione incontrollata sia un valido motivo perché il Paese adotti una politica incentrata sui respingimenti, anche a costo di esporre i migranti stessi a trattamenti disumani, o per l´invio di soldati in Libia. È quanto emerge da un sondaggio condotto dal Laboratorio di Analisi Politiche e Sociali LAPS dell´Università di Siena con lo IAI-Istituto Affari Internazionali sulla posizione degli italiani rispetto alle strategie nazionali di politica estera, presentato alla Camera dei deputati del Parlamento italiano.
Dalla ricerca, realizzata su un campione di oltre mille intervistati, emerge che dal 2013, anno dell´ultimo sondaggio IAI-LAPS, è più che raddoppiato il numero di italiani che considerano prioritari il controllo dei flussi migratori e la protezione dei confini nazionali, con una percentuale salita dal 30 al 60%. Sono in maggioranza inoltre quelli che pensano che esista un legame tra immigrazione irregolare e terrorismo: il 55% degli intervistati.
Per fronteggiare la crisi migratoria, il 38% degli italiani intervistati sceglie la politica dei respingimenti, nonostante la stessa opzione indichi, tra le possibili conseguenze, il maltrattamento dei migranti.
Un altro terzo, il 34%, è favorevole all´invio di un contingente militare italiano in Libia per sorvegliare le frontiere, mentre il 29% crede ancora nella necessità di assicurare il salvataggio dei migranti in mare, accogliendoli sul territorio italiano.
La crisi migratoria è anche la questione di politica estera su cui l´operato del governo italiano ottiene il giudizio più basso: è bocciato dal 70% degli italiani, con una media del 2,9 su 10. Inoltre, la netta maggioranza degli intervistati ritiene che il governo italiano (59%) e l´Unione Europea (57%) stiano occultando i dati reali sugli immigrati presenti in Italia.
Oltre al tema migranti, in materia di sicurezza dal sondaggio emerge che sempre più italiani giustificherebbero l´uso della tortura su sospetti terroristi per sventare attentati. Risulta «tormentato» il rapporto Italia-Ue, con l´opinione pubblica a favore o contro l´Europa a seconda dell´argomento di cui si parla. In ogni caso, a larghissima maggioranza, l´82%, gli intervistati ritiene che l´Italia abbia scarsa influenza sia in Europa che nel contesto globale.
Il sondaggio offre alla politica «uno spaccato delle preoccupazioni degli italiani in tema politica estera Paese», come ha sottolineato il presidente dello IAI, amb. Ferdinando Nelli Feroci alla presentazione della ricerca.
Il rapporto «non presenta una situazione sconosciuta», ha commentato la vicepresidente della Camera Marina Sereni. «I dati della ricerca non ci sorprendono, non svelano grandi novità sulle preoccupazioni degli italiani intorno ai temi dell´immigrazione e della sicurezza, sul raffreddamento nei confronti delle istituzioni europee. Tuttavia dal rapporto emergono anche dati positivi, come, per esempio, il fatto che la maggior parte degli intervistati ritenga preferibile rimanere nell´Unione europea, e consideri l´Ue fondamentale sul terreno della sicurezza - esercito, difesa – e, quindi, percepisce, magari senza avere tutti gli elementi necessari per coglierne la complessità, che l´Europa sia un fattore di sicurezza. Che le paure e i problemi si gestiscono meglio in una dimensione europea che non in una dimensione nazionale». Insomma, i dati «bisogna governarli, non rincorrerli o strumentalizzarli. Alle paure dei cittadini dobbiamo dare risposte», ha concluso Sereni.
Ma vediamo in sintesi alcuni capitoli dell´indagine.
- Gli italiani e la politica internazionale - La gestione dell´immigrazione e la difesa dei confini sono nettamente in cima alle priorità degli italiani in politica estera. L´opinione pubblica è fortemente critica sull´operato del Governo in materia di immigrazione anche dopo il varo delle misure promosse dal ministro Minniti. Giudizi positivi vengono espressi sulla lotta al terrorismo e sui rapporti con gli USA. La percezione di una scarsa influenza del Paese sullo scacchiere internazionale si attesta, come in passato, su livelli molto alti.
- Gli italiani e la sicurezza internazionale - L´appartenenza alla NATO continua a trovare il consenso della maggioranza degli italiani, anche se rispetto al passato si registra una forte crescita di coloro che vorrebbero un rafforzamento del ruolo dei Paesi UE all´interno del´Alleanza Atlantica. Contestualmente è molto alto anche il consenso per la prospettiva di un´integrazione militare tra i Paesi UE. L´opposizione verso le missioni militari internazionali si segnala in deciso calo rispetto al passato. E la partecipazione dell´Italia alle operazioni militari contro il sedicente Stato Islamico riscuote il consenso degli italiani. Una netta opposizione è, invece, espressa nei confronti dell´aumento delle spese militari fino al 2% del Pil.
- Gli italiani e la Russia - Le sanzioni alla Russia dopo la crisi con la Crimea trovano gli italiani divisi, con circa la metà degli intervistati che vorrebbe mantenere le sanzioni o inasprite e l´altra metà che sarebbe favorevole ad alleggerirle o a revocarle. Largo favore, invece, esiste per una collaborazione con la Russia in materia di anti-terrorismo.
Gli italiani e la minaccia terroristica - L´impiego dei militari in funzione anti-terrorismo trova larghissimo favore tra gli italiani. Rispetto al passato, diminuisce nettamente la percentuale di contarsi all´uso della tortura nei confronti dei sospetti terroristi per sventare attacchi sul suolo nazionale.
- Gli italiani e l´Europa - Cresce lo scetticismo nei confronti dell´integrazione europea, così come il desiderio di perseguire una linea autonomia nei consessi Comunitari. L´appartenenza del Paese all´Unione Europea e alla zona € continua a trovare il consenso della maggioranza della popolazione, ma ci sono percentuali ragguardevoli di cittadini disposti ad uscire dalla UE e dalla moneta unica. Su questi temi ci sono però divergenze significative a seconda delle intenzioni di voto. La riduzione del debito non è considerata prioritaria e una quota rilevante di intervistati sarebbe disposta a rompere con Bruxelles sulla disciplina di bilancio.
- Gli italiani e i leader stranieri - I leader delle potenze sere non raggiungono alti livelli di popolarità tra gli italiani. Il capo di Governo che riscuote maggior consenso è la Cancelliera tedesca Angela Merkel, a dispetto di un calo della popolarità della Germania tra gli abitanti del Belpaese. Il presidente americano Donald Trump raggiunge invece livelli di popolarità modesti, il che contribuisce a spiegare il notevole calo di popolarità degli Stati Uniti d´America tra gli italiani.
- Gli italiani e il caso Regeni - Gli italiani sono divisi pressoché a metà sull´opportunità del ritorno dell´ambasciatore d´Italia in Egitto. Forti differenze, che travalicano i confini tra maggioranza e opposizione, sono registrabili a seconda delle intenzioni di voto.




Fonte: Redazione
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