25 Settembre 2020
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Grecia: amb. Marras, EU tenga conto sua importanza per nevralgico confine sud-orientale

17-03-2018 09:00 - Ambasciate
GD - Atene, 17 mar. 18 - "È importante essere riusciti finalmente, lo scorso settembre a Corfù, ad organizzare il primo incontro fra i due Governi, il primo incontro nella storia dei due Paesi, dall´Unità d´Italia ad oggi, nel quale erano presenti i due Primi Ministri, accompagnati dai rispettivi Ministri degli Esteri, degli Interni, dell´Economia, delle Infrastrutture e della Cultura". Lo ha affermato l´ambasciatore d´Italia in Grecia, Efisio Luigi Marras, facendo il bilancio dei suoi due primi anni a capo della rappresentanza diplomatica italiana ad Atene, in una intervista concessa all´agenzia di stampa greca Athens News Agency e ripubblicata in italiano sul sito dell´ambasciata d´Italia ad Atene.
D.: Vale a dire che ora l´obiettivo di intensificare i rapporti bilaterali si è fatto più concreto?
R.: È un obbiettivo che, ovviamente, c´è sempre stato e che è stato perseguito con momenti di grandi successo. Il legame però si è rivelato, ad una osservazione critica, discontinuo e non abbastanza convinto. La crisi, non parlo solo della Grecia, ci pone la responsabilità di reagire, di superare schemi comportamentali. E di sapere cogliere tutte le opportunità di collaborazione, a cominciare da quelle che sono a portata di mano, e l´Italia e la Grecia sono a portata di mano l´una dell´altra: storicamente, geograficamente e per affinità psicologiche e sentimentali! Da fare c´è tanto e a Corfù ci siamo impegnati a farlo. Non è facile. Ma la strada per chi vuole percorrerla è tracciata e semplice: maggiore collaborazione politica, economica e culturale. Nella parte politica, per esempio, abbiamo ribadito l´importanza del nostro coordinamento, ormai ben consolidato, per il tantissimo che riguarda tutta l´area del Mediterraneo. Abbiamo però deciso di estendere la nostra collaborazione anche all´area balcanica, dove la politica europea è, diciamo, ´timida´, mentre non lo è quella di altri Paesi. Eppure voi greci siete molto presenti nei Balcani, così come lo siamo noi, essendo le due grandi realtà limitrofe a ovest e a sud dell´area.
D.: In questo contesto che ne pensa delle iniziative della diplomazia greca sia nel Mediterraneo che nei Balcani?
R.: Nel Mediterraneo e nei Balcani, ma anche oltre, verso Oriente fino in Cina e Oltre Atlantico, la diplomazia greca si contraddistingue per la ricerca del dialogo e delle opportunità. L´Europa deve sapere soppesare bene l´importanza della Grecia come suo nevralgico confine Sud-orientale. Ai vostri confini state sviluppando sforzi importanti, proiettando una volontà di stabilità. Ogni successo che riuscirete a conseguire andrà a beneficio della Grecia e della Regione ed avrà anche un enorme valore simbolico di incoraggiamento e di esempio per la Comunità Internazionale, afflitta quasi ovunque da non poche tensioni e sofferenze.
D.: L´Italia come vorrebbe lavorare con la Grecia per quello che riguarda i Balcani?
R.: Con la diplomazia e l´economia, dovendolo dire in modo sintetico. Dopo il Vertice di Corfù sono venuti da Roma miei colleghi per consultazioni sui Balcani. Hanno commentato con me molto positivamente i colloqui avuti dicendomi che gli sono serviti per meglio capire le posizioni greche sui principali dossier. Il parlarsi, l´incontrarsi, avere voglia di farlo e di dedicarvi il tempo, impegnarsi a capire, serve! Quante volte la troppa fretta, le riunioni con troppi partecipanti e con ordini del giorno troppo carichi generano superficialità e persino malintesi. I tanti imprenditori greci e italiani nei Balcani potrebbero lavorare a loro volta in modo più raccordato, convergendo su ampi progetti infrastrutturali, funzionali alla Grecia e all´intera area.
D.: Un problema che unisce i nostri Paesi è l´immigrazione...
R.: I grandi flussi migratori sono oggigiorno un fenomeno di enormi proporzioni nel mondo intero. Quante migrazioni e invasioni voi e noi abbiano conosciuto nel corso dei secoli! Dico questo per relativizzare la questione, circoscrivere la paura che essa può suscitare, non certo per circoscriverne la gravità e la dimensione epocale. Da come stiamo reagendo si misura chi siamo. Nessuno è perfetto, ma direi che la ´pagella´ italiana e greca è migliore di quella di diversi altri Paesi europei. Di solidarietà europea ne abbiamo vista poca. A livello politico e delle unità operative la nostra collaborazione bilaterale è eccellente. Bisogna lavorare con sangue freddo, nel rispetto dei valori di cui andiamo fieri, con realismo, consapevoli che abbiamo a che fare con un fenomeno di lungo periodo che richiede interventi sulle cause profonde, anche a livello multilaterale da parte di tutte le istanze.
D.: Secondo lei quale sarebbe il filo conduttore per intensificare i rapporti tra i nostri due Paesi e in quali settori? Ad esempio, in campo economico?
R.: Bisogna intervenire con tutti gli strumenti e in tutti i settori allo stesso tempo. È un nuovo ritmo che, infatti, mi piacerebbe venisse impresso ai nostri rapporti. Deve consolidarsi una convinzione di cui si è sentita la mancanza e che molti amici greci e italiani condividono. I rapporti commerciali con la Grecia sono di ottimo livello e sono rimasti tali anche durante la crisi. L´Italia è il primo mercato estero di destinazione delle esportazioni greche, il primo mercato di riferimento per le vostre imprese per oltre 2,5 miliardi di euro (segue la Germania, se non sbaglio, con 1,8 miliardi di Euro). Siamo felici in questo modo di poter sostenere l´imprenditoria ellenica.
D.: L´Italia è sempre stata anche un importante Paese investitore in Grecia, ma con la crisi abbiamo visto il ritiro di molti investitori italiani.
R.: Dobbiamo certamente sviluppare gli investimenti italiani in Grecia, in sintonia con i segnali di ripresa in corso. L´Italia è però solo il settimo investitore in Grecia, con uno stock di poco più di 900 milioni di euro. Una cifra modesta rispetto al potenziale. Sono convinto che le partnership tra italiani e greci abbiano un valore aggiunto più evidente rispetto ad altre. La presenza delle nostre Ferrovie dello Stato, che hanno acquisito TrainOSE è in quest´ottica perché mira in prospettiva a dotare la Grecia di un sistema di trasporto pubblico integrato moderno e a partecipare allo sviluppo degli assi di collegamento balcanici, dove ampie sarebbero, come ho detto, le opportunità di collaborazione fra i nostri due Paesi. Analogo sarebbe l´investimento che Snam effettuerebbe a capo di un consorzio europeo con il quale sta partecipando alla gara per la privatizzazione di DESFA. Mi rendo conto che, in particolare in questa fase economica, il prezzo in questo tipo di operazioni abbia la sua importanza, ed è giusto che sia cosi. Ma ciò che è rilevante, guardando avanti, è anche la qualità, l´affidabilità e la solidità del partner prescelto, che deve essere in grado di condividere davvero competenza, efficienza e visione strategica, assicurando un futuro di successo a DESFA, facendo risaltare i punti di forza delle attitudini greche, che esistono e vanno valorizzate. Il modello Snam è inoltre storicamente caratterizzato, in Italia e all´estero, da coesione e impegno sociale, oltre che da standard all´avanguardia nella tutela dei lavoratori. Un modello di ´imprenditoria´ che, sono certo, sarebbe apprezzato anche in Grecia. Altri esempi di possibili investimenti si stanno affacciando nel settore della logistica, forse pure della cantieristica, delle telecomunicazioni, delle tecnologie avanzate del settore spaziale e spero in molti altri ancora. Ma anche voi dovete incoraggiarci a venire!
D.: Ed in ambito culturale, quali sono i programmi?
R.: La cultura è il settore per certi versi prioritario nei nostri rapporti. Lo è perché è in esso che si coglie appieno il ricchissimo legame fra di noi, il nostro essere "una faccia una razza" per riprendere lo spunto iniziale di questo nostro colloquio. Abbiamo intenzione di inaugurare a breve, entro la fine del mese, un iniziativa culturale ambiziosa che abbiamo battezzato "Tempo Forte", un termine musicale per esprimere la determinazione e l´entusiasmo del nostro sforzo. Però di questo possiamo parlare in una prossima occasione.


Fonte: Carlo Rebecchi
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