30 Settembre 2020
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Golpe Cile 1973: amb. De Masi con 43 biglietti aerei per aprire via dell’esilio a 600 cileni

05-02-2019 12:13 - Ambasciate
GD - Roma, 5 feb. 19 - A Santiago del Cile, pochi giorni dopo il “golpe” dell’11 settembre 1973 e la morte di Salvador Allende, nel parco dell’ambasciata italiana i rifugiati sono già centinaia, da Roma non arriva nessuna indicazione. “Ho interrogato la mia coscienza. Poi prima ho chiamato l’Alitalia e acquistato 43 biglietti a carico della Farnesina. Soltanto dopo ho avvertito il ministero che stavano per arrivare”. È cominciata così, per iniziativa dell’allora incaricato d’affari e oggi ambasciatore Piero De Masi l’evacuazione di oltre 600 cileni alla disperata ricerca di una via per sfuggire alla repressione del regime golpista. A raccontarlo ai giornalisti dell’Associazione della Stampa Estera in Italia è stato lo stesso De Masi, in occasione della proiezione della pellicola di Nanni Moretti “Santiago - Roma”.
Per aver aperto l’ambasciata senza alcun ‘via libera’ ufficiale dal Governo di Roma (all’epoca presieduto da Aldo Moro), il diplomatico fu per qualche tempo messo addirittura “in quarantena”. E ha osservato, scherzando, “non sono mai diventato ministro degli esteri”. “Ma feci quello che ritenevo giusto sul piano umano”, ha spiegato.
Al momento del “golpe” De Masi era l’incaricato d’affari, cioè il “numero due”, dell’ambasciata, in quanto il capo missione, l’ambasciatore Tomaso De Vergottini, era partito tre giorni prima per l’Italia. Con lui un altro giovane diplomatico destinato ad una brillante carriera, Roberto Toscano.
Il film di Nanni Moretti è stato presentato oltre che da De Masi, anche da Patricia Mayorga, oggi corrispondente da Roma della stampa cilena che, all’epoca giovanissima giornalista, si rifugiò nella residenza dell’ambasciatore italiano nascosta nell’angusto bagagliaio di un’auto, una Fiat 128, dell’ambasciata.
ll documentario racconta il dramma del golpe dell'11 settembre 1973 in Cile, che mise fine alla democrazia e al sogno di un regime socialista votato democraticamente. Il film racconta il Cile attraverso la testimonianza di chi subì la violenza della dittatura e anche di chi la praticò; ma parla anche dell'Italia di allora e di come si mobilitò per accogliere i migranti politici in fuga dal loro Paese. Inevitabile il confronto con l'oggi, per esempio con quanto sta accadendo in Venezuela.
L'ambasciatore Piero De Masi nel corso della sua carriera ha prestato servizio oltre che in Cile pure in rappresentanze diplomatiche e consolari in Spagna, Francia, Sudafrica, Cecoslovacchia, Repubblica Dominicana, Germania, Namibia, Stati Uniti e Paesi Bassi. “Santiago - Roma” è stato selezionato dall’Associazione della Stampa Estera ed inserito della lista dei candidati al “Globo d’Oro” (categoria documentari), il premio assegnato ogni anno dai giornalisti stranieri alle migliori produzioni cinematografiche italiane.



Fonte: Carlo Rebecchi
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