04 Dicembre 2020
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Finlandia: designer scultore Tapio Wirkkala torna a Venezia, con la Lapponia nel cuore

08-07-2019 09:52 - Arte, cultura, turismo
GD – Venezia, 8 lug 19 - Dalla Finlandia a Venezia con genialità e creatività artistica. Tapio irkkala è stato designer, grafico e scultore del legno. Alla sua vasta produzione si deve buona parte della scoperta del nuovo codice linguistico nordico nel mondo del design nella seconda metà del secolo scorso. Il suo è un nome importante anche nel campo del vetro e il Museo del Vetro di Murano (fino al 29 settembre 2019) rende omaggio alla sua vasta e splendida produzione, che anche in laguna ha preso vita con un'esposizione che presenta più di cento opere e identifica due anime dell'artista: quella legata alla trasparenza del vetro e alla sua materialità profondamente connessa con la natura finlandese, e quella colorata connessa con il virtuosismo artistico-esecutivo di Murano. Ma non presenta solo opere di vetro, in omaggio all'eclettismo di Wirkkala, capace di espandere il suo genio a un vasto repertorio di materiali e oggetti.
Tapio Wirkkala è nato nel 1915 a Hanko, porto nel sud della Finlandia. Ha studiato a Helsinki, dove ha frequentato la Scuola Centrale di arti applicate. Nel 1946 ha incontrato la storica vetreria Ittala, con la quale collaborerà per tutta la vita, e la sua relazione con un materiale che lo coinvolgerà in tutte le sue fasi di produzione,dalla progettazione all'esecuzione.
Nel 1951 con i suoi vetri vince tre premi alla Triennale (la prima di molte), il successo provoca un'immediata eco commerciale,anche in Italia. Di quella Triennale scrisse Giò Ponti, con un'esortazione: "Voglia Venezia invitare Tapio Wirkkala". Tra i due l'amicizia fu duratura. Proprio a Gio Ponti Tapio deve l'incontro con Venini, nel 1959. Si apre così la sua avventura veneziana, nella fornace muranese dove i suoi vetri trasparenti acquistano nuove dimensioni cromatiche. "In Finlandia il vetro di Tapio era diamante, era ghiaccio. A Venezia il vetro di Tapio era colore, era aria", ha scritto Lisa Ponti.
Racconta la figlia Maaria che Tapio Wirkkala aveva due patrie: Venezia e la Lapponia. Nei suoi ricordi di figlia bambina il legame con la laguna è sempre evidente: "Mentre noi facevamo colazione, Tapio era già a Murano, da Venini, e i primi esperimenti avevano preso forma. Voleva cominciare a lavorare assieme ai soffiatori".
La fama di Tapio Wirkkala cresce velocemente, mentre i suoi interessi continuano ad allargarsi ai più diversi materiali, dal compensato alla porcellana, dall'argento alla plastica. Disegna anche per la grande serie, una sua bottiglia di vodka è prodotta in milioni di esemplari, negli anni Sessanta inventa una lampadina,disegna coltelli, pipe, gioielli e canoe pieghevoli per i laghi della Lapponia. Continua intanto a scolpire il legno.
Negli anni Settanta Tapio Wirkkala è l'artista maggiormente riconosciuto in Finlandia e la sua fama è mondiale, con importanti riconoscimenti. Nel 1981 realizza il Museo del Vetro a Riihimäki, il suo progetto architettonico più importante. Dopo la sua morte nel 1985 e la scomparsa di Rut Bryk, sua compagna della vita e sua prima interfaccia nel lavoro, i figli hanno creato la Fondazione Tapio Wirkkala Rut Bryk, la cui collezione è stata poi acquisita da EMMA, il Museo di Arte Moderna della città di Espoo.
A cura di Harri Koskinen, Marco Romanelli, Chiara Squarcina. In collaborazione con Tapio Wirkkala Rut Bryk Foundation,EMMA Espoo Museum of Modern Art.


Fonte: Gianfranco Nitti
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