11 Agosto 2020
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FAO e UNHCR lanciano nuovo strumento per salvare foreste nelle aree con sfollati

20-06-2018 12:39 - Economia
GD - Ginevra, 20 giug. 18 - La FAO e l´UNHCR - l´Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati - hanno lanciato oggi un nuovo manuale per aiutare a ripristinare le foreste nelle zone con una grande presenza di sfollati, dove la forte dipendenza dal combustibile da legna mette foreste e boschi in pericolo. Circa 2,4 miliardi di persone - circa un quarto della popolazione mondiale - dipendono dal legno come principale fonte di energia per cucinare.
Nelle aree che ospitano popolazioni sfollate, spesso con scarse risorse proprie, la dipendenza dal combustibile legnoso è ancora più drammatica. Più di quattro persone su cinque costrette a lasciare le proprie case a causa di confitti usano il combustibile per cucinare e riscaldare. Questo è il principale motore del degrado forestale e della deforestazione in queste aree.
"Con l´aumentare delle crisi prolungate, abbiamo visto molte terre degradate e senza alberi in aree con un alto numero di sfollati. La FAO e l´UNHCR hanno sviluppato soluzioni a lungo termine necessarie per creare fonti d´energia, di cibo e di reddito, durevoli e rinnovabili", ha dichiarato Shukri Ahmed, vicecapo del programma strategico della FAO sulla resilienza. "Abbiamo solo bisogno di attuarli su vasta scala, ignorare il problema e andare avanti come se nulla fosse continuerà ad alimentare conflitti, con comunità in competizione per le scarse risorse e priverà le future generazioni di risorse naturali vitali", ha aggiunto.
"Una gestione ambientale responsabile è parte integrante dell´approccio attuale per affrontare il problema degli sfollati su larga scala e gestirne le conseguenze", ha osservato Andrea Dekrout, coordinatore senior per l´ambiente dell´UNHCR, della Divisione di supporto e gestione dei programmi.
Nell´insediamento di Bidibidi in Uganda, ad esempio, una delle più grandi aree di accoglienza di rifugiati al mondo, l´UNHCR e la FAO hanno stimato che il consumo annuale di combustibile fossile nel 2017è ammontato a oltre 300.000 tonnellate. Se lasciata non gestita, la fornitura di combustibile ligneo a Bidibidi, a questo ritmo di consumo, durerà solo altri tre anni, e avrà un costo molto elevato: l´esaurimento completo delle risorse forestali.
Per affrontare sfide come questa, la FAO e l´UNHCR hanno pubblicato il manuale Managing forests in displacement settings, che potrebbe essere utile a tutti gli attori coinvolti nella gestione delle foreste e nei progetti riforestazione, che lavorano per soddisfare le esigenze degli sfollati e delle comunità ospitanti.
"Il manuale fornisce indicazioni pratiche su come accelerare e sostenere il recupero e la rigenerazione delle foreste, proteggerle, riabilitare terreni degradati e sostenere il fabbisogno energetico. Comprende un elenco di azioni - dal piantare alberi all´identificazione, preparazione e cura dei vivai ", ha affermato Arturo Gianvenuti, specialista di risorse forestali e di energia derivata dal legno della FAO e coautore del manuale.
Quando i bisogni sono urgenti - come l´improvviso afflusso di grandi popolazioni di sfollati - il manuale raccomanda di piantare alberi a crescita rapida, preferibilmente autoctoni, per generare una fonte costante di legna da ardere, piccoli strumenti da costruzione e foraggio.
Il manuale raccomanda inoltre di piantare alberi per l´energia, il legname, per il cibo e per il foraggio, per generare opportunità di reddito per i rifugiati e per le popolazioni ospitanti, contribuire a costruire la loro capacità di recupero e ridurre l´impatto ambientale delle grandi concentrazioni di rifugiati.
Il manuale sottolinea che i piani di gestione forestale dovrebbero anche indicare chi detiene il diritto al raccolto del legno e dei prodotti non legnosi, e ne chi trarrà beneficio. Il coinvolgimento della comunità locale è cruciale in quanto contribuisce a creare un senso di appartenenza e garantisce che gli interventi forestali siano ben gestiti.


Fonte: FAO
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