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FAO: Nuove stime suggeriscono un produzione globale record di cereali

01-02-2018 10:52 - Economia
GD - Roma, 1 feb. 18 - L´indice dei prezzi alimentari FAO rimane stabile; il rapporto tra stock finali ed utilizzazioni interne di cereali potrebbe raggiungere il livello più alto dal 2002
Secondo le ultime stime della FAO, l´attuale stagione commerciale (2017/18) dovrebbe terminare con livelli record di scorte di grano e mais, a seguito di raccolti più abbondanti del previsto.
"I mercati globali di tutti i principali cereali rimangono ben bilanciati, sostenuti da livelli record di scorte", come si legge nell´ultimo Bollettino FAO sull´Offerta e Domanda di Cereali, che prevede che lo Stock to use ratio (il rapporto tra stock finali e utilizzazioni interne), raggiungerà il livello più alto in 16 anni.
L´indice dei prezzi alimentari della FAO è rimasto pressoché invariato a gennaio rispetto al mese precedente e quasi il 3% al di sotto del livello di un anno fa, secondo il rapporto sui prezzi alimentari pubblicato oggi.
La produzione record porterà a forniture ampie - Le previsioni aggiornate della FAO per la produzione cerealicola mondiale nel 2017 indicano 2.640 milioni di tonnellate, l´1,3% in più rispetto al 2016 e il massimo mai raggiunto.
Le previsioni sono state riviste al rialzo, con un aumento di 13,5 milioni di tonnellate da dicembre, con i cereali secondari che trainano la maggior parte dell´aumento, dovuto in gran parte ad una più ampia produzione di mais attesa in Cina, Messico e Unione europea.
La FAO ha anche alzato le sue previsioni per la produzione di grano nel 2017, per le aspettative di maggiori raccolti in Canada e Federazione Russa e per il riso, in seguito a una revisione al rialzo in Cina.
Anche l´utilizzo previsto di cereali nella stagione 2017/18 è cresciuto, ora in aumento dell´1,4% rispetto alla stagione 2016/17. La revisione al rialzo include un salto notevole per i cereali secondari, il cui uso come mangime per il bestiame dovrebbe raggiungere il massimo storico grazie agli aumenti considerevoli previsti in Brasile, Cina, Unione europea e Messico.
Poiché la produzione cerealicola si sta espandendo oltre l´utilizzo, si prevede che le scorte saliranno al di sopra dei loro già alti livelli di apertura, portando ad un comodo stock to use-ratio a livello mondiale del 27,7%, il più alto dal 2001/02.
I volumi del commercio internazionale, nel frattempo, dovrebbero contrarsi leggermente per tutti i principali cereali tranne che per il mais.
I prezzi delle materie prime alimentari rimangono sostanzialmente stabili - L´Indice dei prezzi alimentari della FAO ha registrato in gennaio una media di 169,5 punti, rimanendo pressoché invariato rispetto al mese precedente, poiché l´aumento dei prezzi dei cereali di base e dell´olio di palma è stato compensato dal calo delle quotazioni dello zucchero, del burro e del formaggio.
L´indice dei prezzi dei cereali è aumentato quasi del 2,5% da dicembre, poiché l´effetto di grandi forniture è stato più che compensato dalle preoccupazioni per le condizioni meteorologiche e da un dollaro statunitense più debole. L´indice, che comprende grano, riso, cereali secondari e mais, è del 6,3% più alto rispetto al livello di gennaio 2017.
L´indice dei prezzi alimentari è un indice ponderato su base commerciale che misura i prezzi di cinque principali materie prime alimentari sui mercati internazionali.
L´indice dei prezzi degli oli vegetali è rimasto in pratica invariato a gennaio, poiché i valori dell´olio di palma sono aumentati moderatamente mentre quelli dell´olio di girasole e di quello di colza si sono indeboliti.
L´indice dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari è diminuito del 2,4% da dicembre 2017. Le quotazioni internazionali più basse del burro e del formaggio - stimolate da abbondanti scorte nell´emisfero settentrionale e in Australia - hanno controbilanciato i prezzi più elevati del latte in polvere.
L´indice dei prezzi dello zucchero è sceso dell´1,6%, un calo di oltre il 30% rispetto al livello di un anno fa, spinto dai forti risultati di produzione e di conseguenza dalle ampie disponibilità per l´esportazione.
L´indice dei prezzi della carne della FAO è rimasto pressoché invariato, poiché la debole domanda d´importazioni di pollame e carne suina ha compensato una maggiore domanda di carne ovina e una riduzione delle quantità di carne bovina offerta sul mercato dall´Oceania.


Fonte: FAO
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