28 Settembre 2020
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Docu-film "Miss Sarajevo e il Kosovo. Quando l´Italia fa davvero la differenza" questa sera su RAI3

04-10-2018 17:45 - Persone
GD - Roma, 4 ott. 18 - Angelipress - I Balcani, le nostre forze armate di Pace, il lavoro solidale degli italiani, da Mostar a Pristina.Sono 50 minuti di immagini e musica, da Mostar a Pristina, un racconto che parte dal Musiki Center di Pavarotti e arriva, mostrando il grande lavoro del nostro esercito, fino al racconto della vita delle donne e agli uomini della solidarietà che operano in quel territorio. Andrà in onda su RAI TRE questa sera alle ore 23,10.
Si chiama Miss Sarajevo ed è il primo di una serie di docu-film che racconteranno il lavoro delle Forze Armate "di pace", militari e civili. Descrive pure il nostro "Sistema Paese" che si è attivato per fornire sostegno concreto alle popolazioni disagiate ottenendo risultati incredibili.
Si comincia dal Kosovo e quello di Miss Sarajevo non è solo un docu-film per raccontare ciò che l´Italia ha fatto e le sfide che sta ancora affrontando al fianco di popolazioni e istituzioni, ma un racconto affettuoso e sincero che coinvolge molti attori.
Il docu-film è diviso in due parti, la prima racconta la festa del ventesimo anniversario del Music Center (Musiki Center) di Mostar. Un centro voluto da Luciano Pavarotti e aperto ai bambini di tutte le etnie, a piccoli con ogni forma di handicap. Le immagini di Nicoletta Mantovani insieme ai tre cantanti della „squadra‟ vicina alla Fondazione Pavarotti, alle bambine in azzurro con le magliette che portano la scritta "Pavarotti" e che hanno dedicato a Nicoletta e al Maestro la canzone "Marina, Marina, Marina", testimoniano come anche la musica possa contribuire alla riconciliazione tra i popoli.
La seconda parte è dedicata a Pristina, capitale del Kosovo, dove le presenze dell´Esercito Italiano e dei Carabinieri ormai da più di vent´anni, sia in qualità del Governo della KFOR (da 5 anni governata dall´Italia) sia dalle forze di sicurezza, garantiscono la pace non solo nella regione ma in tutti i Balcani.
Quanto i militari italiani siano amati, considerati e stimati emerge dalle interviste al Generale Salvatore Cuoci, a capo della missione NATO nel Paese, e dalle testimonianze degli altri protagonisti.
L´Italia al Kosovo piace, che siano i nostri militari o i cooperanti, non fa differenza. Esempio straordinario di questo rapporto di fiducia e affetto è rappresentato dalla prima casa famiglia del Kosovo, fondata da un volontario umbro (ex Caritas) che accoglie bambini "spezzati" (gli ultimi tra gli ultimi), e che sta costruendo il sistema sociale e di welfare nella giovane repubblica kosovara.
Poi c´è la storia del monastero di Decani (la Cappella Sistina dei Balcani), una delle meraviglie mondiali, salvata solo grazie ai soldati italiani; i giovani blogger di Kosovo2.0; la storia di Bekim Blakaj, che raccoglie in una "enciclopedia" dati e riferimenti di tutti i caduti di tutte le etnie, per arrivare a costruire un ´operazione di perdono collettivo.
E ancora Goran Bregovic, il musicista e compositore nato in Bosnia, che dichiara come il rapporto con l´Italia è servito per cambiare la realtà.
Miss Sarajevo vuole essere un piccolo, iniziale ringraziamento nei confronti del lavoro delle istituzioni italiane nel mondo.
Un prezioso contributo giunge anche da Behgjet Pacolli, vice premier e ministro degli Esteri del Kosovo.
Breve storia del Musiki Center - Il Music Center di Mostar è l´unica struttura che unisce, insieme al Ponte Vecchio (Stari Most), croati e serbi bosniaci, divisi dal 9 novembre 1993 quando l´artiglieria del Generale Slobodan Pralijak distrusse la struttura e da allora tutti i servizi nella città sono "doppi", dalle poste all´educazione, alla nettezza urbana. Il Musiki Center è quello che gli albanesi definiscono Vakef, piccolo tempio, un luogo dove tutti possono vivere e fare musica insieme.
Tutti ricordiamo quando Inela Nogic, miss Sarajevo 1993, lanciò un appello al mondo "Non lasciate che ci uccidano!". La forza della musica, il potere dello spettacolo globale, fecero sì che nel 1995 Luciano Pavarotti, gli U2, e tanti cantanti italiani, in occasione di due edizioni del "Pavarotti and Friends", la canzone Miss Sarajevo, scritta da Bono, la popolarità di Lady Diana che sposò la causa, costruissero (con più di tre milioni di euro raccolti). Risultato: il 21 dicembre di ventuno anni fa fu inaugurato il Pavarotti Musiki Center di Mostar.
Il progetto, gli autori e la crew. L´autrice della trasmissione è Paola Severini Melograni,da un´idea di Nicoletta Mantovani Pavarotti, la regia è di Federico Rizzo, le riprese in esterna sono di Emanuele Lucci; le immagini di repertorio utilizzate sono degli archivi Rai e archivi privati; le musiche del Maestro Federico Capranica, la post-produzione di Etabeta a cura di Claudio Fratticci. L´elaborazione redazionale è curata da Nicoletta Di Benedetto, l´organizzazione di Andrea Battilana, la segreteria di redazione di Ilenia Farinelli. Partner del progetto, la Fondazione CRT e le Officine Grandi Riparazioni - OGR di Torino, che hanno ospitato l´anteprima nazionale tenutasi alla presenza del Ministro Elisabetta Trenta e di Massimo Lapucci.
La trasmissione ha la durata di 50 minuti compresa la sigla.
Il promo (scaricabile qui https://we.tl/t-bZRQ26pOLa ) è stato presentato nel Luglio scorso durante i Dialoghi a Spoleto(vai su angelipress.com e clicca icona) nell´incontro con il Ministro della Difesa della Bossnia Erzegovina Marina Pendes e la comandante Kurda Nessrin Abdalla.

Fonte: Angelipress







Fonte: Angelipress
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