01 Ottobre 2020
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Diplomatici in pensione, esclusione militari da taglio pensioni d´oro accentuerebbe disarticolazione apparato amministrativo Stato

25-09-2018 21:52 - Farnesina
GD - Roma, 25 set. 18 - L´eventuale esclusione dei militari e delle forze di polizia dal taglio previsto per le cosiddette "pensioni d´oro" sarebbe un "provvedimento moralmente discutibile e giuridicamente sbagliato" e, soprattutto, aprirebbe la strada verso "una china pericolosissima che potrebbe accelerare la disarticolazione dell´apparato amministrativo" dello Stato. Lo afferma il consiglio direttivo dell´Associazione Nazionale Diplomatici a Riposo (ASSDIPLAR).
Costantino Nigra in una lettera aperta al parlamentare Edmondo Cirielli (Fratelli d´Italia), il quale ha proposto di escludere i militari e le forze di polizia dal taglio delle "pensioni d´oro" in quanto ritiene "non sia tollerabile che i militari, a cui abbiamo sempre riconosciuto una specialità nel pubblico impiego, possano essere trattati appari degli altri".
Il direttivo dell´ASSDIPLAR, premesso che non si tratta di sottovalutare "le benemerenze delle forze armate e di polizia e le ragioni della gratitudine che tutti dobbiamo sentire per loro", osserva che il "principio di specialità" invocato dall´onorevole Cirielli vale "anche per altri corpi dell´Amministrazione dello Stato, e tra questi i diplomatici", insieme a prefetti e magistrati. Il problema, sottolinea, è un altro, e consiste piuttosto nel sottrarre l´apparato dello Stato nel suo complesso "dal rischio della delegittimazione e della contrapposizione delle benemerenze", e da una "china pericolosissima che potrebbe accelerare la disarticolazione dell´apparato amministrativo. Lo Stato si doti degli strumenti adeguati per accrescere la giustizia sociale nel nostro Paese, ma non accomuni i propri servitori nella colpevolizzazione indiscriminata che consiste nel far passare il messaggio che trattamenti del tutto legittimi sulla base delle leggi che li regolavano costituiscono indebiti privilegi o storture che debbono essere raddrizzate".
Il consiglio direttivo dell´ASSDIPLAR invita i responsabili politici a riflettere seriamente sui danni che sulla tenuta complessiva del tessuto sociale del nostro Paese può provocare un "provvedimento moralmente discutibile e giuridicamente sbagliato" per l´arbitrarietà della soglia oltre la quale si applicheranno i "tagli", per l´ingiustizia di "applicare presuntivamente, in modo discriminatorio e retroattivamente un nuovo sistema di calcolo solo ad una limitatissima categoria di pensionati, quando invece il sistema sul quale si incide si applica a milioni di cittadini nella medesima pregressa situazione contributiva, molti dei quali continueranno a beneficiarne ancora per moltissimi anni" e "per la disinvolta violazione del principio costituzionale che vuole tutti i cittadini uguali davanti alla legge". Un provvedimento, insomma, dal quale "trasuda una carica di livoroso pauperismo, di vendetta e contrapposizione sociale".

di Carlo Rebecchi


Fonte: Carlo Rebecchi
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