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Di Maio: la politica estera di un governo M5S "non isolerà l´Italia"

13-03-2018 19:47 - Politica
GD - Roma, 13 mar. 18 - Se dovesse nascere, il governo del M5S guidato da Luigi Di Maio avrà "in politica estera una linea che non tende ad isolare l´Italia, un Paese che, anzi, comunica il più possibile con il resto del mondo, ha solide relazioni internazionali con i propri alleati". Lo ha detto lo stesso Di Maio rispondendo alle domande dei giornalisti stranieri in una affollatissima conferenza stampa nella sede dell´Associazione della Stampa Estera in Italia a Roma.
"Il mio primo viaggio come candidato premier", ha ricordato "è stato negli Stati Uniti, al Dipartimento di Stato per raccontare quale fosse il nostro programma in politica estera, e soprattutto", ha aggiunto scandendo le parole, "per rappresentare l´idea che l´Italia con noi resterà nell´Unione Europea, resterà alleata dell´Occidente, resterà all´interno della NATO e lo farà , come tutti i Governi in questi anni, con l´ambizione di cambiare alcune cose che non funzionano".
"Io non credo", ha affermato ancora Di Maio, "che ci sia da stravolgere la politica estera dell´Italia, ma c´è sicuramente da far valere di più questo Paese, l´Italia, nelle grandi dinamiche nazionali e internazionali, soprattutto nell´Unione Europea. Molti mi chiedono se il mio primo viaggio da premier sarà negli Stati Uniti o in Russia? Io dico: prima di tutto a Bruxelles. Perché è lì che dobbiamo cominciare a rappresentare le esigenze di un Paese che è tra i fondatori dell´Unione Europea, che partecipa come contributore netto al bilancio dell´Unione Europea, e che ha bisogno di difendere le proprie imprese che per il 95 per cento sono sotto i quindici dipendenti".
Per Di Maio l´Unione Europea "deve cominciare a tutelare sempre di più il Made in Italy, le nostre eccellenze. C´è tanto da fare. Io credo molto nel dialogo, ma soprattutto nella presenza, perché mentre alcuni parlamenti di Paesi europei hanno a Bruxelles anche 45 funzionari che difendono gli interessi della loro economia, noi come Parlamento italiano ne abbiamo due, e uno se non sbaglio sta per andare in pensione. Abbiamo bisogno soprattutto di schierare una squadra in campo, se vogliamo vincere la partita. E su questo abbiamo tanto da fare anche con il corpo diplomatico, che è uno dei migliori al mondo, con i nostri funzionari".
Rispetto a qualche anno fa, ha detto Di Maio a chi gli ha ricordato le posizioni anti-euro prese in passato da Beppe Grillo, "i singoli Paesi hanno nelle varie assise europee un peso specifico diverso. Noi crediamo che ci siano molti più margini di riflessione, di dialogo e di cambiamento all´interno dell´Unione Monetaria Europea. Nel 2014-2016 il blocco dei Paesi europei sembrava monolitico, impossibile da scalfire. Oggi, alla luce di quello che sta accadendo, incluso il voto italiano, credo che i paesi europei siano pronti per rivedere alcuni parametri, e quello noi lo vogliamo fare in un´ottica di dialogo. Le riflessioni che stanno facendo Germania e Francia aprono uno spiraglio di cambiamento", ha concluso Di Maio.

di Carlo Rebecchi


Fonte: Carlo Rebecchi
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