19 Settembre 2020
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Decanter World Wine Awards a Marujo 2016, vino di Maremma, della Tenuta Casteani premiato tra migliori Syrah del mondo

13-06-2019 16:42 - Made in Italy
GD - Grosseto, 13 giu. 19 - Il Marujo 2016, vino Syrah in purezza, prodotto dalla Tenuta Casteani di Gavorrano (Grosseto), ha ottenuto la Medaglia di Platino con 97/100 dalla prestigiosa rivista inglese “Decanter”, che da anni organizza il “Decanter World Wine Awards”, uno tra i più prestigiosi concorsi vinicoli al mondo, con il contributo dei più autorevoli esperti e professionisti del wine business, per cui il premio è riconosciuto a livello internazionale per l'affidabilità del rigoroso processo di degustazione e selezione.
È questo un importante riconoscimento per la terra maremmana, una delle zone vinicole più giovani della Toscana, ma con grandissime potenzialità. A vincere la stimolante scommessa è stato Mario Pelosi, ingegnere, che 20 anni fa avviava dal nulla la Tenuta Casteani, una nuova azienda vitivinicola su un terreno già minerario contando sulla qualità del territorio e sulle sue grandi risorse.
«Quello di Gavorrano», ha detto Mario Pelosi, titolare dell'azienda vitivinicola, «è un territorio in grado di creare grandi uve e grandi vini, un terreno complesso di ghiaia, argilla, limo, collinare, difficile, quasi eroico. Ma in grado di dare alle sue uve un carattere forte e distintivo, caratteristiche che si trovano molto presenti nei grappoli del Syrah che, piantato nel 2006, sta entrando nella sua piena maturazione esprimendo vini di grande potenza e raffinatezza. Il Syrah di Tenuta Casteani viene poi lavorato in modo unico e innovativo, è fermentato in giare di terracotta dell'Impruneta che consentono al mosto una micro-ossigenazione senza l'influenza del tannino del legno. Il vino viene lasciato riposare a contatto con le bucce per diverse settimane prima di svinare, consentendo una maggiore estrazione di antociani e polifenoli e dopo la svinatura riposa per altri 12 mesi, sempre in anfora».
Insomma, è un metodo nuovo ma che riprende in chiave moderna la tradizione millenaria Etrusca: nelle vicine necropoli Etrusche in antiche anfore catalogate di circa 4000 anni fa si sono ritrovati vinaccioli come dimostrazione che questo terreno era già coltivato millenni prima e poi, dopo la dominazione romana, quasi abbandonato. E infatti, ha spiegato ancora Pelosi, «abbiamo riscoperto la grande tradizione Etrusca molto fiorente in queste zone 2000 anni prima la nascita di Cristo, così come gli studiosi hanno avuto modo di verificare analizzando il contenuto di alcune anfore ritrovate durante gli scavi nelle necropoli della zona. Una grande tradizione quasi contemporanea a quella greca, che dimostra come la Maremma sia stata una delle prime aree in cui si coltivava la vite in Italia. Tale diversità riscoperta da circa 30 anni in questa zona, ci ha consentito di approfondire una nuova metodologia produttiva che, con i nostri enologi Attilio Pagli e Laura Zuddas, ci ha dato notevoli risultati culminati con questo importante riconoscimento internazionale che ci onora, ma onora soprattutto l'enologia della Maremma grossetana».
Queste in sintesi le note degustative del Marujo 2016: vino dal colore rosso rubino profondo e brillante. Ottima complessità olfattiva che spazia dai frutti rossi, accompagnati da note terrose, pepe nero pungente, cuoio e macchia mediterranea, fino ad arrivare al floreale della violetta. Bocca ampia e avvolgente con finale lungo, supportato da ottima acidità e sapidità. Tannini piacevolmente setosi. Parametri analitici: alcol 14 vol.; acidità totale 5,0 g/l; zuccheri residui 0,8 g/l.


Fonte: Redazione
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