29 Settembre 2020
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Da Ca' Foscari prof. Ida Zilio Grandi neo-direttrice del primo IIC degli Emirati ad Abu Dhabi

11-10-2019 15:20 - Arte, cultura, turismo
La prof. Ida Zilio Grandi neo direttrice IIC Emirati
La prof. Ida Zilio Grandi neo direttrice IIC Emirati
GD - Abu Dhabi, 11 ott. 19 - La prof. Ida Zilio Grandi, docente di lingua e letteratura araba dell'università Ca' Foscari di Venezia, è la nuova direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi, che ha appena inaugurato la sua sede. Lo riferisce il notiziario CFNews dell'ateneo lagunare.
La sua importante formazione arabistica e islamologica, a Ca' Foscari e all'Orientale di Napoli, e i suoi numerosi viaggi di studio e ricerca in Marocco, Egitto, Tunisia, Giordania e Libano, sono probabilmente all'origine della scelta del ministero degli Esteri di Roma di conferire il ruolo dirigenziale del primo Istituto Italiano di Cultura degli Emirati Arabi.
“Credo che il Ministero cercasse una persona in grado di interagire con la cultura locale, di promuovere il 'Sistema Paese' conoscendo i presupposti di quella data realtà estera. Prima d'ora sono stata negli Emirati proprio per avviare un accordo tra la nostra Università e quella dell'Emirato di Sharjah”, ha detto la prof. Zilio Grandi.
Alla neo responsabile è stato chiesto in quale scenario apre il primo istituto di cultura italiano negli Emirati Arabi. "L'attenzione per la cultura italiana negli Emirati è molto forte: Italia vuol dire arte, design industriale, moda, buona cucina. Il nostro Paese è percepito in generale come sinonimo di sensibilità estetica, di bellezza e buon gusto; ed è stimato anche per le alte tecnologie, ad esempio la ricerca robotica. A tutto questo non corrisponde però l'attenzione per la letteratura, che pure è una parte sostanziale della nostra storia; da sempre gli italiani sanno immaginare, raccontare e raccontarsi meglio di altri, ma le traduzioni sono pochissime, e nelle università mancano ancora i corsi di lingua e di letteratura italiana. Occorre quindi sanare il vuoto, prima di tutto avviando e pubblicizzando i corsi di italiano nell'istituto di cultura, ma anche nelle università locali, e costruendo subito una biblioteca con il sostegno degli editori italiani. C'è inoltre la reale possibilità di inaugurare a breve una scuola italiana internazionale, che accosta lo studio dell'italiano a quello di altre lingue e culture. D'altra parte la presenza italiana non è affatto trascurabile, e oggi i nostri connazionali sono poco meno di 14.000, molti nell'Emirato di Dubai: gli Emirati sono abituati a importare talenti e competenze" ha risposto Zilio Grandi.
Per quanto riguarda il legame che Paesi del Golfo hanno verso arte e cultura, la neodirettrice ha sottolineato che "negli ultimi anni i Paesi del Golfo e gli Emirati in particolare hanno manifestato la precisa volontà di costituire un polo culturale oltre che economico nel mondo arabo e islamico, e i grandi investimenti vanno effettivamente in questo senso; pensiamo al Louvre di Abu Dhabi, o alla prossima apertura del Guggenheim, o alla presenza di diverse università straniere come la New York University o la Sorbona. Lo stesso Expo 2020 è inteso come un hub culturale prima che economico. Un esempio: per celebrare l'inaugurazione dell'esposizione universale, nell'ottobre del prossimo anno, il primo teatro d'opera emiratino, già attivo da un paio d'anni, manderà in scena almeno un centinaio di musicisti e artisti con un programma in arabo e in inglese dedicato a studenti e docenti delle scuole primarie".
Una considerazione: gli Emirati sono un Paese islamico, che persegue la propria legittimazione e proiezione internazionale proprio attraverso l'Islam, e quindi l'apertura alle culture straniere può suonare strana. Eppure non lo è affatto: tutti gli Emiri promuovono un Islam mediano, anti-estremista, pacifico e tollerante (esiste in effetti un “Ministero della Tolleranza” , e anche un “Forum per la Promozione della Pace”, entrambi con sede ad Abu Dhabi) rappresentato da una figura molto interessante, lo shaykh mauritano Abdallah Bin Bayyah, noto per aver confutato l'Isis sul suo primo terreno, quello dottrinale, con una lettera intitolata ‘La strada per il paradiso non è questa'. E contro la discriminazione delle comunità non islamiche, tipico della giurisprudenza islamica classica, 'i Saggi' degli Emirati insistono volentieri sul concetto di cittadinanza. Proprio ad Abu Dhabi, durante la prima visita di un pontefice nella penisola arabica, Papa Francesco e l'Imam di al-Azhar hanno siglato un documento comune sulla fratellanza umana. Questa apertura alla cultura europea e italiana in particolare è d'altra parte molto ben rappresentata nelle varie dichiarazioni del nuovo ambasciatore emiratino in Italia, Omar al-Shamsi".
Gli Istituti Italiani di Cultura promuovono all'estero l'immagine dell'Italia e la sua cultura, classica ma anche e soprattutto contemporanea. In tale scenario Zilio Grandi ha espresso l'intenzione di "mettere in luce la produzione attuale, letteraria e artistica in senso lato, ma soprattutto la capacità di fare, magari focalizzando l'attenzione su alcune città. Gli italiani sono bravissimi a produrre bellezza, e quel che è altrettanto importante è che sanno insegnare come farlo, quindi pensavo a scuole, corsi di formazione, workshop, sempre in collaborazione con le istituzioni locali. A lungo termine penserei, sempre insieme alle autorità emiratine, alla fondazione di un consorzio di università italiane, come ha auspicato appunto l'ambasciatore al-Shamsi".


Fonte: Redazione
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