22 Novembre 2019
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Cuba: amb. Ruiz, "una formica inquieta può molestare un elefante", ossia gli USA

08-11-2019 00:26 - Politica
L'ambasciatore cubano in Italia, Josè Carlos Rodriguez Ruiz
L'ambasciatore cubano in Italia, Josè Carlos Rodriguez Ruiz
Striscione esposto in ambasciata di Cuba a Roma
Striscione esposto in ambasciata di Cuba a Roma
GD - Roma, 7 nov. 19 - Mentre all'Assemblea Generale dell'ONU oggi si discute, ormai per la 28a volta consecutiva, una mozione per rimuovere il blocco che gli USA, ormai da 60 anni, stanno praticando come una morsa soprattuto economico-commerciale contro Cuba, l'ambasciatore dell'isola Caraibica a Roma, José Carlo Rodriguez Ruiz, ha incontrato i giornalisti italiani per sottolineare, con molta determinazione e abilità, la decisa reazione del suo Paese. In maniera dettagliata, meticolosa e argomentata, il diplomatico cubano ha sottolineato con doti di ottimo press agent le diverse problematiche ma anche i notevoli danni, soprattutto socio-economici, che il blocco sta causando alla popolazione.
Un blocco, ben più che un embargo, ha detto il diplomatico, che è "una misura assurda, giustificata da un movente ideologico e politico solo di alcuni settori degli USA, eredi della dittatura di Battista scappati negli States". Anzi, restando sul filone politico, l'amb. Ruiz ha sottolineato che "gli USA non sopportano l'esempio di Cuba, come pure quelli di Bolivia, Nicaragua e Venezuela, facendo ricorso non solo ad un blocco commerciale, ma anche a terrorismo, guerre e omicidi". E a testimonianza la ferma determinazione dell'isola, ha ammonito: "Una formica inquieta può molestare un elefante", ossia gli USA, .
Il mondo e anche parte degli USA, secondo il diplomatico cubano, hanno però un sentimento diverso da quello dell'amministrazione di Washington. A tale proposito Ruiz ha ricordato che "nei precedenti 27 anni di discussioni all'Assemblea Generale dell'ONU è sempre stata schiacciante la maggioranza dei Paesi che ha chiesto di togliere il blocco a Cuba. Rimasto però solo per una squallida alleanza politica degli USA con Isreale". Anzi, ha detto ancora il diplomatico cubano, "lo scorso anno ben 191 Paesi hanno votato per togliere il blocco. Mai un tema come questo ha sollevato un rifiuto così elevato contro gli USA".
Nell'illustrare questa lunga guerra di nervi e di interposizioni, l'amb. Ruiz ha rilevato che "il blocco non è mai cessato, neppure con l'amministrazione Obama, che negli ultimi tempi del suo mandato aveva adottato l'iniziativa di una ripresa delle relazioni diplomatiche", con la riapertura dell'Ambasciata di Washington a L'Avana. Ma poi, ha aggiunto, "con il presidente Trump i pochi progressi hanno fatto enormi passi indietro". Insomma, "il blocco è ancora l'asse centrale della politica aggressiva degli USA contro Cuba".
"È una politica che lede il diritto internazionale", ha aggiunto l'ambasciatore di Cuba in Italia ricordando che "la legge Ley-Burton arriva a prevedere azioni giudiziarie da parte degli USA nei confronti dei Paesi terzi che intessono relazioni commerciali con Cuba". La legge, ad esempio, fa divieto alle navi che fanno scalo a Cuba di toccare poi porti degli USA nei successivi sei mesi, creando così enormi problemi ai vettori. L'Unione Europea ha adottato misure per contrastare e limitare gli effetti della legge Ley-Burton. Ma con scarsi risultati.
Le azioni di interposizione commerciale degli USA contro Cuba hanno interessato e coinvolto anche l'Italia. Ad esempio, ha ricordato Ruiz, Washington ha imposto una multa di 1,3 miliardi di USD alla banca Unicredit per la sua attività a Cuba; alla italo-svizzera MSC Crociere è stato fatto divieto di operare nell'Isola, verso la quale veicolava 800 mila turisti l'anno. Lo stesso è accaduto alla compagnia aerea italiana Blu Panorama, che ha dovuto rinunciare ad utilizzare i Boeing 737 della Cubana Aviacion per sviluppare la propria attività nell'isola. Non ultimo, ha aggiunto il diplomatico svelando un ulteriore particolare: "dal prossimo dicembre cessano gli accordi che abbiamo con Banca Intesa San Paolo per Mastaercard nei consolati di Cuba a Roma e Milano".
Insomma, secondo l'ambasciatore, "è ben evidente l'obiettivo di danneggiare in modo selettivo e progressivo l'economia di Cuba con una persecuzione sistematica". Eppure "noi resistiamo. La speranza di vita a Cuba è superiore a quella negli USA; la nostra spesa pubblica per l'educazione è del 12,8% del PIL, contro il 5% degli USA. Il nostro sistema sanitario è molto avanzato ed esporta medici in molti Paesi e anche il nostro settore farmaceutico fornisce prodotti terapeutici molti innovativi ed efficaci. Gli USA cercano in tutti i modi di impedire anche l'aggiornamento del nostro sistema sociale e sanitario. E il blocco finisce con il danneggiare lo sviluppo della nostra cooperazione con i Paesi Terzi".
Ed infine l'amb. Ruiz ha sciorinato una serie di cifre che testimoniano la pressione di questa tenaglia a stelle e strisce. "L'inasprimento del blocco è l'asse centrale della politica del Governo USA contro Cuba, facendo pressioni economiche lesive della sovranità di Cuba ma anche di Paesi Terzi. Il blocco ci ha causato danno quantificabili in oltre 922 miliardi di USD", ha detto.
Proprio per aggirare questi pesante situazione, come si è appreso nel frattempo, Cuba e Russia stanno "aprendo la strada" ad una maggiore partecipazione del capitale e delle società russe all'economia cubana. A dichiararlo sono i rappresentanti di entrambe le nazioni, che hanno "riaffermato i loro legami economici bilaterali" alla Fiera internazionale dell'Avana 'Fihav 2019', in corso nella capitale cubana.
Andrey A. Guskov, ambasciatore russo sull'isola, ha ribadito che le relazioni tra i due Paesi sono "strategiche ad un livello molto alto". Guskov ha inaugurato il padiglione commerciale russo alla Fihav, evento il cui obiettivo principale quest'anno è ottenere investimenti per Cuba, di fronte alle tensioni economiche e finanziarie per le quali L'Avana incolpa gli Stati Uniti.
"Il nostro stand è uno dei più rappresentativi della fiera ed è un buon indicatore della volontà del Governo e delle società russe di approfondire ulteriormente la cooperazione con Cuba e altri Paesi dei Caraibi", ha detto il diplomatico. L'ambasciatore di Mosca ha inoltre sottolineato la crescita dell'attività commerciale delle aziende russe sull'isola in settori come l'energia, la metallurgia, l'industria automobilistica e ferroviaria, l'industria farmaceutica e l'agricoltura.


Fonte: Redazione
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