01 Ottobre 2020
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Crisi Turchia-Siria: oggi al Senato incontro Intergruppo di Sostegno al Popolo Curdo

16-10-2019 12:09 - Politica
GD - Roma, 16 ott. 19 - All'insegna dell'"Offensiva militare turca a Rojava. Aiutiamo Kobane: la voce e la testimonianza di Nassrin Abdulla, Comandante Unità Difesa Donna Kurda di Rojava", mercoledì 16 ottobre ore 13.00, nella Sala Caduti di Nassirya, al Senato della Repubblica, a Piazza Madama, 11, si svolge un incontro organizzato dal Comitato Scientifico dei “Dialoghi a Spoleto“ e dall'Intergruppo di sostegno al popolo Curdo.
Sono presenti: Nessrin Abdalla, in collegamento Skype dal territorio; Marta Grande, presidente commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati; Gianluca Rizzo Presidente IV commissione Difesa della Camera dei Deputati; Mauro Del Barba, portavoce Intergruppo Parlamentare di Amicizia con il Popolo Kurdo; Paolo Romani, portavoce Intergruppo Parlamentare di Amicizia con il Popolo Kurdo; Davide Faraone, presidente gruppo Italia Viva –PSI; Giuliano Lancioni, presidente dell' Istituto Internazionale di Cultura Kurda. Saranno presenti pure i parlamentari dell'Intergruppo Parlamentare di Amicizia con il Popolo Kurdo. Modera, Paola Severini Melograni.
Nel 2017 nasce “Dialoghi a Spoleto”, incontro internazionale di donne sul tema dell'empowerment femminile, ormai alla terza edizione. I "Dialoghi" si svolgono all'interno del Festival dei Due Mondi e rappresentano un appuntamento di formazione e informazione.
Durante la seconda edizione 2018, viene invitata Nessrin Abdalla, soldatessa e comandante curda YPJ (unità femminile di protezionef), che si confronta con alcune donne ministro della difesa europee. Questo è stato il suo primo viaggio in Italia, il secondo in Europa dopo l'invito del Presidente Emmanuel Macron in Francia.
Nessrin Abdalla rappresenta una stirpe di donne fuori dall'ordinario che chiamano il loro esercito unità di protezione, poiché sono una forza di difesa, non di attacco, che vuole proteggere tutto il popolo (curdi, arabi, siriani, armeni e ceceni).
La nazione curda, che qualcuno vuole disperdere e distruggere, come è stato nei genocidi perpetrati nel secolo scorso, è in medioriente forse l'unico progetto politico che promuove una visione alternativa dell'organizzazione della vita fondata, non sul patriarcato ma sull'autodeterminazione, in particolare femminile, e sulla democrazia.
Tutto il mondo occidentale ha un debito nei confronti della causa curda e ha il dovere di difendere la comunità multietnica del Rojava dalla follia del despota di Ankara ed evitare con forza il ricatto che sta mettendo in atto nei confronti della UE.
Il presidente Sergio Mattarella, da Atene, ha dichiarato che "tutti i problemi di carattere militare e di politica estera si possono risolvere solo se l'Europa parlerà con voce sola".
La Francia, la Germania e l'Italia hanno bloccato la vendita di armi alla Turchia. Ciò non basta, dobbiamo difendere i curdi: 10 milioni di persone e con essi i cristiani e gli yazidi che sono stati espulsi dal centro della Siria.
La crisi curda può essere per l'Unione Europea un'occasione di unità e per le donne occidentali la possibilità di esprimere sostegno e condivisione nei confronti di donne eccezionali che hanno costruito un'utopia realizzabile in quelle terre e che hanno difeso noi e i nostri figli dal fondamentalismo islamico.


Fonte: Redazione
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