28 Settembre 2020
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Brexit: l’ambasciatore Morris rassicura gli italiani, “resteremo un Paese aperto”

25-09-2019 12:43 - Ambasciate
GD - Roma, 25 set.– L’ambasciatore britannico in Italia, Jill Morris, getta acqua sul fuoco delle preoccupazioni anche italiane per la Brexit. “Comunque vada, il Regno Unito resterà un Paese aperto, questa è la nostra storia”, ha infatti rassicurato il diplomatico sulle prospettive di ingresso per turisti e studenti anche dopo il divorzio con l’UE.
Parlando in occasione della presentazione di un nuovo rapporto SWG su “Italiani e Regno Unito”, proprio quando a Londra la Corte Suprema ha decretato come illegale la sospensione del Parlamento voluta dal premier Boris Johnson, l’amb. Moriss ha aggiunto che “ovviamente ci saranno cambiamenti perché non faremo più parte dell’area di libera circolazione”. Anche se, ha precisato, “aspettiamo le dichiarazioni del capo del governo”. Per quanto riguarda il futuro per gli italiani che già vivono in Gran Bretagna e per quelli che vorrebbero stabilirsi, ha sostenuto che “la posizione britannica non cambierà comunque. Il Governo ha già detto che non ci sarà un regime di visti per turisti e per gli studenti europei e nemmeno per chi verrà per ragioni di lavoro per un breve periodo”. Per l’anno accademico appena cominciato, in ogni caso “ci saranno comunque condizioni invariate rispetto a quelle attuali” previste per i cittadini UE, garantite sino alla fine del corso di studi.
Il rapporto Swg mostra un atteggiamento favorevole degli italiani nei confronti del Regno Unito e una generale convinzione che la Brexit sia un errore dovuto a una scelta “di pancia”, non razionale. I dati ufficiali relativi al 2018, ha rilevato l’amb. Morris, mettono in evidenza un aumento dei flussi commerciali tra Italia e Regno Unito (+3,4% rispetto l’anno precedente, con scambi arrivati a 44,5 miliardi). Inoltre l’Italia è il secondo Paese europeo per investimenti diretti esteri (Ide) nel Regno Unito, seconda solo alla Germania. C’è stato un aumento anche dei turisti italiani arrivati Oltremanica (+2%, a 1,8 milioni di arrivi), nonché una crescita del 3% nelle domande di iscrizione degli studenti per l’anno accademico 2019-20, arrivando a 4.430 richieste presentate al 30 giugno scorso.
“Per noi il settore universitario è molto importante, vogliamo continuare ad investire ed attrarre studenti italiani”, ha detto ancora l’ambasciatore britannico, ammettendo che “certo, ci sono state preoccupazioni tra i residenti europei, italiani compresi, ma noi incoraggiamo ad usare il sistema di registrazione” per il permesso permanente “e gli italiani possono registrarsi, funziona”.
Le preoccupazioni inevitabilmente restano, come rivela in qualche modo lo stesso rapporto SWG che fa il punto nella percezione del Regno Unito tra gli italiani a poche settimana dalla prevista Brexit. Se il turismo e lo studio sono i due primi motivi per cui gli italiani sono propensi a recarsi nel Regno Unito (72% per entrambe le voci), infatti, il lavoro è quello che interessa il 68%, con un eloquente calo del 7% rispetto a settembre 2018. Per chi cerca un impiego a lungo termine, se ci sarà la Brexit, verrà implementato “un sistema tarato sulle esigenze del Paese, sulle competenze che servono alla nostra economia”, ha detto l’amb. Morris, precisando che “si tratta di un sistema ancora in via di elaborazione”.


Fonte: Redazione
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