03 Marzo 2021
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Brexit: Downing Street lancia allarme, da gennaio merci bloccate

23-09-2020 12:49 - Europa
GD - Londra, 23 set. 20 - Sulla Brexit il Governo di Londra lancia un preoccupato allarme tratteggiando prospettive negative per le merci e le frontiere. Fino a 7 mila tir bloccati a Dover in attesa di entrare in Francia, ritardi di due giorni nel regolare transito delle merci provenienti dal Regno Unito e dirette verso il territorio dell'Unione Europea è infatti lo scenario da incubo tracciato da Michael Gove, sottosegretario di Downing Street, in una lettera riservata inviata alle organizzazioni confindustriali britanniche.
Quello che viene definito «lo scenario peggiore» dopo la fine della fase di transizione post-Brexit, a partire quindi dal 1 gennaio 2021, si realizzerebbe a prescindere dall'esito delle trattative in corso per il nuovo accordo commerciale tra Londra e Bruxelles.
Secondo le previsioni di Gove, che è il titolare del Governo per il dossier Brexit e la cui lettera è stata fatta trapelare all'edizione europea di Politico, i principali disagi deriverebbero dalla impreparazione degli esportatori britannici di fronte ai controlli che entreranno in vigore dal 1° gennaio alle frontiere con la UE.
Downing Street prevede che tra il 40 e il 70 per cento dei tir che viaggeranno verso la UE non saranno pronti per superare i nuovi controlli alle frontiere. Nel caso dei camion che dovranno attraversare la Manica imbarcandosi sui traghetti a Dover o percorrendo in treno l'Eurotunnel, le stime variano dal 30 al 50 per cento. Inoltre, l''imbuto' che si creerebbe nei porti francesi, potrebbe far crollare il flusso delle merci attraverso la Manica fino all'80 per cento delle normali capacità.
Per questo, Gove chiede alle associazioni di categoria di "agire sin da ora e di prepararsi per le nuove formalità burocratiche che dovranno affrontare a partire dal prossimo anno".
Intanto in Italia martedì 29 settembre, alle ore 14, alla Camera dei Deputati si terrà la conferenza stampa promossa dal deputato di Italia Viva eletto all’estero, Massimo Ungaro, su “L'impatto Fiscale della Brexit sulle imprese italiane”.
La questione Brexit è tutt'altro che chiusa e tocca particolarmente l'Italia. Il 91% delle aziende ha almeno una tematica fiscale da affrontare derivante dalla Brexit con diverse implicazioni per la continuità del proprio business e il 71% delle aziende necessita modifiche operative per mitigare gli effetti della Brexit indipendentemente dall'esito del negoziato con l'UE. Saranno presenti rappresentanti istituzionali e imprese italiane nel Regno Unito e britanniche in Italia.


Fonte: Redazione
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