18 Settembre 2020
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Azerbaigian: sedi diplomatiche all’estero sotto attacco da estremisti armeni

24-07-2020 17:26 - Ambasciate
GD - Roma, 24 lug. 20 - L'ambasciata dell'Azerbaigian in Italia ha reso noto che "negli ultimi giorni gruppi radicali della diaspora armena, con bandiere e magliette dell’ASALA, organizzazione terroristica armena riconosciuta a livello internazionale e del partito ultra estremista armeno Dashnaksutun, hanno organizzato azioni estremamente aggressive contro le rappresentanze diplomatiche dell’Azerbaigian in Belgio, Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Svezia, Polonia, Australia, Paesi Bassi ecc, commettendo atti di vandalismo contro gli edifici delle missioni diplomatiche dell'Azerbaigian e contro gli stessi diplomatici e i membri della comunità azerbaigiana e le loro proprietà, e propagandando questi atti di vandalismo nelle proprie pagine social.
Tremila membri estremisti della comunità armena in California, che protestavano di fronte al consolato generale dell'Azerbaigian a Los Angeles, hanno attaccato deliberatamente i 40 membri della comunità azerbagiana che si trovavano nell’area, ignorando gli ordini della polizia locale. Di conseguenza, 7 membri della comunità azerbaigiana, tra cui una donna, sono stati feriti; 4 di loro sono stati ricoverati in ospedale".
L'informativa rileva poi che "i gruppi estremisti armeni che protestavano di fronte all'Ambasciata dell’Azerbaigian nel Regno del Belgio hanno attaccato l'edificio e il personale dell'Ambasciata, così come i membri della comunità azerbaigiana, con pietre, altri oggetti contundenti ed esplosivi. Di conseguenza, 6 persone, inclusi dipendenti dell’Ambasciata, membri della comunità azerbaigiana, nonché Khatira Sardargizi, giornalista della televisione azerbaigiana REAL TV in Europa, sono stati gravemente feriti. L'edificio della missione è stato danneggiato, i suoi ornamenti sono stati lesi, la macchina di un rappresentante della comunità azerbaigiana è stata incidentata e si è tentato di attaccare l'area in cui abitano i familiari dei diplomatici.
Lo stesso vandalismo si è osservato anche contro l’ambasciata dell’Azerbaigian a Parigi, dove gruppi radicali hanno lanciato pietre contro gli edifici dell'ambasciata e hanno rotto le finestre. Inoltre, casi simili si sono verificati in altri paesi dove ci sono stati anche tentativi dei estremisti armeni di entrare nelle missione diplomatiche dell’Azerbaigian".
Successivamente, si sostiene ancora, "si è divulgata la notizia che gli armeni che vivono negli Stati Uniti stanno preparando un'altra provocazione contro gli azerbaigiani. Su Instagram è stata creata una pagina, apparentemente appartenente a persone di origine armena, che richiede la raccolta di informazioni su dove si trovino gli azerbaigiani e i turchi che vivono in California. Gli amministratori promettono un premio in denaro di $500 mantenendo anonime le fonti".
La nota dell'ambasciata dell'Azerbaigian in Italia rileva che "questo vandalismo di gruppi estremisti armeni non sorprende né l’Azerbaigian né altri paesi che hanno affrontato il terrorismo armeno. Negli anni 1970-1980, ASALA e altre organizzazioni terroristiche armene hanno commesso più di 235 atti terroristici in 22 paesi, assassinando più di 70 persone, tra cui 24 diplomatici turchi. Dalla fine degli anni 1980, nel momento dell’inizio delle sue rivendicazioni territoriali contro l'Azerbaigian, l’Armenia ha trasformato il terrorismo in uno strumento di politica statale e ha ampiamente fatto ricorso a mezzi terroristici in varie parti dell’Azerbaigian, durante l'occupazione dei territori dell'Azerbaigian"."
Data la reale minaccia rappresentata per i suoi cittadini dai gruppi estremisti armeni all'estero, l'Azerbaigian esorta i suoi connazionali a prestare la massima attenzione, ma anche ad astenersi dalle provocazioni degli estremisti armeni e a dimostrare moderazione e calma. La comunità internazionale deve condannare fermamente i crimini d'odio commessi da gruppi estremisti armeni contro le rappresentanze diplomatiche dell’Azerbaigian all’estero, così come contro i diplomatici e membri delle comunità azerbaigiane in vari Paesi", conclude la nota diplomatica.
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