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Ambasciata a Oslo promuove incontro tra imprese Made in Italy e istituzioni norvegesi

13-12-2018 17:30 - Ambasciate
GD - Oslo, 13 dic. 18 - L'Ambasciata d'Italia in Norvegia per illustrare le attività della diplomazia economica italiana e favorire il networking e lo scambio di esperienze ha promosso una riunione dell’Italian business community in Norvegia con la partecipazione dell’Ufficio ICE di Stoccolma, della Camera di Commercio italo-norvegese e della Confindustria norvegese.
Per la parte imprenditoriale, accanto alla tradizionale presenza delle più importanti imprese italiane strutturalmente presenti su questo mercato (ENI-Norge, Ghella, Leonardo Helicopters, Fincantieri-Vard, Rebaioli, Mapei), c'è stata la partecipazione di un rilevante numero di società italiane giunte più di recente per rispecchiare più fedelmente la reale presenza della nostra imprenditoria in Norvegia e fornire migliori opportunità di "networking" e di concreta collaborazione.
Tra le nuove società presenti all'incontro c'erano Pedrali (design), Kadme (software per imprese del settore "oil&gas"), Troyer (turbine idro-elettriche), Arper (design), iGuzzini (illumino-tecnica) ColliCare (servizi logistici) Smak Av Italia e Vinum Verum (eno-gastronomia). Complessivamente sono state circa 25 le imprese che hanno potuto effettuare una breve presentazione e proiettare video sulle proprie caratteristiche salienti
Particolarmente apprezzato l'intervento dell'economista della Confindustria norvegese Oystein Dorum che ha fornito interessanti valutazioni sull'attuale stato dell'economia norvegese. Dopo gli anni della crisi finanziaria (2009-2011) - che hanno visto il Pil norvegese rallentare in maniera consistente pur senza entrare in una fase di contrazione – il Paese assiste ora ad una fase di deciso consolidamento della crescita (2% per il 2018 e circa 2,5% per il 2019) che tuttavia non può essere ancora definita di robusta entità.
Secondo Dorum, la principale sfida futura sarà il crescente divario tra le spese del welfare a sostegno di una popolazione sempre più anziana e le più limitate risorse derivanti dai proventi petroliferi (anche per l'affermarsi delle nuove energie rinnovabili e la volatilità dei prezzi degli idrocarburi.
L’ambasciatore Alberto Colella ha sottolineato la priorità attribuita all'azione di diplomazia economica a supporto del settore produttivo italiano su due filoni principali: da un lato il sostegno istituzionale alle imprese con un’azione che si muova verso l’ auspicata rimozione di alcune barriere non-tariffarie e pratiche commerciali non trasparenti; dall'altro le attività di orientamento su questo mercato finalizzate, tra l'altro, ad una maggiore partecipazione di imprese italiane a gare indette dal settore ed alla ricerca di consulenti locali che possano aiutarle. L’ambasciatore ha espresso anche la sua volontà di rendere regolari le riunioni della "Italian business community", prevedendone almeno una all'anno, e di mantenere rapporti frequenti sia tra l’ambasciata e le imprese, che tra le stesse società italiane.


Fonte: Ministero degli Esteri
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