24 Giugno 2019
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Ambasciata Azerbaigian ricorda il Gennaio Nero, ossia l'occupazione del 20 gennaio 1990

19-01-2019 17:49 - Ambasciate
GD - Roma, 19 gen. 19 - Il 20 gennaio è una data passata alla storia in Azerbaigian come il Gennaio Nero. Nella tarda notte del 19 Gennaio del 1990, senza dichiarare lo stato d’emergenza nella capitale dell’Azerbaigian, per ordine di Mikhail Gorbachev, allora presidente dell’Unione Sovietica, circa 30 mila soldati dell’esercito sovietico si avviarono verso Baku. Un’operazione militare di vasta scala, volta a colpire gli abitanti disarmati, progettata dalle forze speciali del Ministero della Difesa, del Ministero dell’Interno e del Comitato della Sicurezza Statale dell’Unione Sovietica. L'evento storico politico è stato oggetto di un incontro nell'Ambasciata di Azerbaigian a Roma, dove è stato ricordato che scopo principale dell’ingresso delle truppe a Baku ed in altre città del Paese, era stato quello di imporre alla popolazione il silenzio, per mezzo del soffocamento delle manifestazioni pacifiche iniziate contro la politica unilaterale, parziale e prevenuta sul conflitto armato armeno-azerbaigiano del Nagorno Karabakh, condotta dal governo sovietico.
Come risultato dell’operazione contro una popolazione disarmata e pacifica, 147 persone furono uccise, 774 ferite, 841 legalmente imprigionate. Il destino di molti scomparsi rimane ancora ignoto. Tra le vittime ci furono donne, bambini e anziani, così come addetti alle ambulanze.
A Baku il giorno dell'anniversario funzionari governativi, diplomatici stranieri e comuni cittadini visitano il Viale dei Martiri, dove sono sepolte le vittime della tragedia del 20 gennaio. Una serie di eventi - convegni, tavole rotonde, mostre fotografiche e proiezioni di documentari, si svolgono in tutto il mondo a ricordo di come la perdita di vite abbia rafforzato il desiderio di indipendenza dell’Azerbaigian.
A Roma il 18 gennaio l'Ambasciata della Repubblica dell'Azerbaigian in Italia ha organizzato un incontro con esponenti della comunità azerbaigiana in Italia e rappresentati italiani del mondo accademico, in cui è stata sottolineata l'importanza della data per il popolo azerbaigiano, che non può smettere di ringraziare quanti si sono sacrificati nell'avvio del cammino che ha portato alla riconquista dell'indipendenza nel 1991.
Ad intervenire l'Ambasciatore Mammad Ahmadzada, che ha sottolineato come il Gennaio Nero simboleggi la riconferma dell'identità nazionale del popolo azerbaigiano e la lotta per l'indipendenza e l'integrità territoriale dell'Azerbaigian. L'Ambasciatore ha parlato delle rivendicazioni territoriali dell’Armenia contro l’Azerbaigian, delle dolorose conseguenze degli eventi del 20 gennaio, dell’attività del leader nazionale Heydar Aliyev nel portare questa tragedia all’attenzione della comunità internazionale, così come dell’impatto di questa tragedia sul rafforzamento dei sentimenti di indipendenza del popolo azerbaigiano, del percorso degli anni dell’indipendenza e dell’attuale realtà del suo paese.
Successivamente ha portato i suoi saluti il prof. Daniel Pommier Vincelli, che ha affrontato il tema della continua costruzione identitaria dell'Azerbaigian prendendo in considerazione i dolorosi fatti del Gennaio Nero, e ricordando anche l'episodio umano della morte del giovane Ilham e di sua moglie Fariza. Una coppia annientata dagli eventi del 20 gennaio e la cui data del matrimonio in Azerbaigian, viene festeggiata come un San Valentino nazionale. Le dinamiche individuali si fondono dunque con quelle collettive, nel rimarcare le difficoltà e il coraggio che hanno condotto al moderno Azerbaigian indipendente.
Durante l'evento in Ambasciata è stato anche proiettato un filmato dedicato agli eventi del 20 gennaio 1990.




Fonte: Redazione
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