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A Bruxelles vertice in residenza sull´insegnamento della lingua italiana

21-03-2018 17:03 - Farnesina
GD - Bruxelles, 21 mar. 18 - Nella residenza dell´Ambasciatrice d´Italia in Belgio, Elena Basile, si svolta la riunione di sistema sull´insegnamento della lingua italiana. L´evento, organizzato in collaborazione con l´Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, ha visto la partecipazione di oltre cento persone, tra cui i docenti di italiano nelle università belghe, i docenti ministeriali di ruolo e le dirigenti scolastiche, rappresentanti di associazioni culturali attive nella promozione della lingua italiana, fra le quali anche l´Ente gestore CO.SC.IT. VZW e i relativi docenti, la Società Dante Alighieri di Anversa, rappresentanti di librerie specializzate in letteratura italiana, i titolari degli Uffici consolari di carriera e onorari, dirigenti della Commissione Europea e del SEAE competenti per le tematiche dell´istruzione e della diplomazia culturale.
L´ambasciatrice Basile ha spiegato: "Mi è sembrato importante riunire, con un evento che non ha avuto luogo per molti anni, una importante rappresentanza degli operatori impegnati nella diffusione della lingua e cultura italiana in Belgio, creando un momento di confronto con gli esponenti di importanti realtà italiane quali il rettore dell´Università per Stranieri di Siena, Pietro Cataldi, e il segretario generale della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi, insieme al linguista e professore dell´Università di Cagliari, Massimo Arcangeli".
La diffusione della lingua e della cultura italiana è considerata una componente essenziale della nostra politica estera. Essa rappresenta un esercizio di "soft power" utile ad una proiezione del nostro Paese in grado di assicurare ritorni anche economici, politici e di immagine.
L´ambasciatrice ha sottolineato che "il Belgio, con la sua storica Comunità italiana, costituisce un terreno fertile e presenta ancora potenzialità inesplorate. La difesa della lingua e della cultura italiana si inserisce infine nel quadro della protezione delle diverse eredità culturali, della cultura umanistica in contrasto ad una visione funzionalistica che predilige le lingue del business e si basa sul plurilinguismo, chiave della tolleranza nella società multiculturale odierna".
Il rettore Cataldi ha ricordato quanto ancora oggi la lingua italiana eserciti una leva fortissima su studenti provenienti da tutto il mondo. "C´è un´enorme richiesta che non sappiamo ascoltare per intero. La lingua italiana non è percepita come lingua d´omologazione, ma neanche come lingua di nicchia". È questo, secondo il rettore dell´Università per Stranieri di Pisa, il valore aggiunto di una lingua che dovrebbe dunque collocarsi come veicolo di tolleranza, apertura e disponibilità.
Il segretario generale della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi, ha ricordato la strettissima collaborazione con la Direzione Generale Sistema Paese della Farnesina, in particolare nell´ambito della "Settimana della Lingua Italiana", arrivata ormai alla XVIII edizione. Per Masi, la diffusione e la promozione dell´italiano può essere rafforzata attraverso la costruzione di "comunità ital-simpatiche", cioè "attratte da un interesse e una inclinazione, non dalla funzione veicolare della nostra lingua".
"Il Belgio ha accolto molti immigrati italiani, la lingua italiana qui ha echeggiato. Oggi possiamo pensare anche alla qualità dell´italiano parlato, non solo alla quantità dei parlanti", ha aggiunto Masi, spiegando la scelta strategica della Società Dante Alighieri di creare un sistema di certificazioni – "caposaldo di una cultura del merito" – ha concluso affermando che, pur senza tralasciare il carattere intrinseco dell´italiano come "lingua di cultura", è opportuno che le attività di promozione siano volte anche alla "conquista del mercato delle lingue".
Il prof. Arcangeli, nel suo intervento conclusivo, ha posto l´accento su alcune misure concrete per rendere la lingua italiana uno strumento capace di veicolare i cambiamenti e le innovazioni della società in cui viviamo. È per questo che, secondo Arcangeli, "l´italiano è e sempre sarà una lingua di prestigio, ma non è mai stata ´pop´. Dovrebbe invece riuscire a farlo". Citando numerose iniziative di cui è stato organizzatore, Arcangeli ha promosso l´idea di organizzare a Bruxelles un Festival della Letteratura Italiana sulla scia di quanto realizzato con il Festival Italiano di Letteratura di Londra dell´anno scorso.


Fonte: Redazione
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