GD - Venezia, 30 ott. 26 - Il silenzio radio è un ordine militare che impone l'interruzione volontaria di ogni trasmissione per impedire al nemico di individuare le proprie posizioni prima di un attacco imminente. Il più famoso è quello dato alla flotta imperiale giapponese mentre navigava per colpire Pearl Harbor.
È proprio il silenzio radio che ora sembra essere sceso sulle trattative per l'Ucraina. Dopo fiumi di parole, dichiarazioni e minacce, improvvisamente tutto tace. Sappiamo soltanto che Stati Uniti e Russia stanno trattando. E che il Pentagono avrebbe raccomandato agli europei di abbassare i toni per non irritare Mosca.
Si prepara un nuovo incontro trilaterale tra americani, russi e ucraini, probabilmente ad Abu Dhabi nella prima metà di novembre. Per ora si parla di negoziati a livello tecnico.
Mentre gli europei, divisi, rimangono ai margini della trattativa, Kyiv non rinuncia alla propria iniziativa militare e continua a colpire le raffinerie russe.
Intanto, è sempre maggiore l'attesa per gli esiti delle elezioni americane di midterm. Dopo il risultato di Netanyahu, Trump ha ripreso fiato e spera che, anche per lui, le urne non confermino il quadro plumbeo descritto dalla stampa internazionale, ma anche dai sondaggi interni.
Un solo risultato concreto sembra essere emerso da questo lungo periodo di incertezza. La tregua umanitaria concordata tra russi e ucraini per consentire l'evacuazione dei civili da Oleshky, nella regione di Kherson. Un accordo limitato, ma significativo, che potrebbe essere ripetuto anche in altre aree del fronte, in futuro.
Il silenzio diplomatico, dunque, non significa necessariamente immobilismo. Può indicare che qualcosa si sta preparando, ma resta da capire se si tratti della pace o soltanto di una nuova fase della guerra.
Il silenzio radio precede normalmente un'operazione militare. In questo caso potrebbe precedere un accordo. La differenza è che, nella guerra, il nemico non deve sapere. Nella diplomazia, a quanto pare, nemmeno gli alleati.
Prof. Arduino Paniccia
Presidente Scuola di Guerra Economica e Competizione Internazionale di Venezia