Festival Diplomazia: Meet the Press con Ambasciate Serbia e Svizzera

28-10-2026 18:24 -

GD - Roma, 28 ott. 26 - Si conclude la quinta giornata del XVII Festival della Diplomazia. Una giornata densa di appuntamenti che ha portato al centro del dibattito della Capitale i nodi del diritto internazionale, le dinamiche di integrazione nell'Unione Europea e la complessa interazione tra identità religiose e risoluzione dei conflitti.
Religioni e conflitti: il superamento della strumentalizzazione del sacro - Ad aprire le riflessioni della mattinata al Centro Studi Americani è stata la tavola rotonda "Religioni e conflitti: un binomio che resiste?". Nel suo intervento, l'amb. Pasquale Ferrara ha smontato la narrazione dei conflitti a matrice puramente confessionale, evidenziando i rischi legati al ritorno dell'uso della forza: «È una grande mistificazione associare quasi invariabilmente le religioni ai conflitti. Non esiste una guerra che abbia una sola motivazione religiosa: la fede viene spesso strumentalizzata per finalità di potere o supremazia. Purtroppo oggi prevale la 'religione della guerra', ovvero lo sdoganamento del conflitto come metodo di risoluzione delle controversie. La diplomazia deve invece incoraggiare le religioni a formare una grande alleanza per fronteggiare le sfide comuni di pace, salute e ambiente».
A fargli eco è stato Yahya Pallavicini, Imam e vicepresidente del COREIS, che ha posto l'accento sulla responsabilità degli interpreti delle dottrine religiose: «Il problema non è il sacro, ma le persone che ne fanno un uso sacrilego. C'è una strumentalizzazione che porta a polarizzare un 'io' come bene assoluto e l'altro come male esclusivo: è una falsificazione della realtà. Laicizzare la diplomazia non significa escludere lo spirito, ma introdurre il contributo della sensibilità di cittadini e credenti che continuano a credere nei valori universali».
Serbia e Svizzera: integrazione europea, diritti e neutralità - I lavori sono proseguiti con gli appuntamenti "Question Time insieme agli studenti" al Centro Studi Americani. Rispondendo alle domande dopo i risultati del voto in Serbia, l'ambasciatore della Repubblica di Serbia in Italia, Mirjana Jeremić, ha ribadito la fermezza del percorso europeo di Belgrado e il rispetto delle regole internazionali: «L'integrazione nell'UE resta la nostra priorità assoluta e la rotta non cambierà con il nuovo governo. Tuttavia, sulla Serbia si sono applicati doppi standard che non possiamo accettare. Il diritto internazionale è fondamentale, soprattutto per le piccole nazioni: non è un buffet da cui scegliere solo ciò che piace al momento. Anche la Serbia ha diritto al rispetto della propria integrità e sovranità».
Nel corso del Question Time dedicato alla Svizzera, l'amb. Roberto Balzaretti ha illustrato la prassi diplomatica di Berna nei contesti di crisi internazionale: «La Svizzera non riconosce i governi, ma i Paesi. L'obiettivo resta quello di promuovere e difendere i nostri interessi e verificare la convergenza di intenti comuni, sia attraverso i canali bilaterali sia nelle organizzazioni internazionali».
Parità di genere e relazioni transatlantiche nelle sedi diplomatiche - La quinta giornata si è infine avviata alla conclusione mettendo al centro la diplomazia culturale, le sfide tecnologiche e le relazioni bilaterali di lungo corso.
Al Centro Studi Americani si è tenuto l'incontro dedicato al ruolo delle donne nella carriera diplomatica con la partecipazione di Serena Lippi, presidente dell'Associazione Donne Diplomatiche. A Villa Europa si è svolto invece il dibattito "Artificial intelligence: a tool of efficient multilateralism, a subject-matter of human-centric regulation or the centre of geopolitical power competition?", che ha visto il confronto tra figure di primo piano del panorama diplomatico e istituzionale: Martin P. Selmayr, ambasciatore dell'Unione Europea presso la Santa Sede, il Sovrano Ordine di Malta, le ONU a Roma e San Marino; Lucilla Sioli, direttrice per l'AI e l'Industria Digitale alla Commissione Europea; Brian Burch, ambasciatore degli Stati Uniti d'America presso la Santa Sede; Alessandra Smerilli, prefetto del Dicastero per la Promozione dello Sviluppo Umano; Rania Dagash-Kamara, Assistant Executive Director for Partnerships and Innovation del World Food Programme (WFP).
Le attività si sono infine concluse con gli appuntamenti istituzionali ospitati nelle sedi rappresentative dell'Ambasciata dell'Azerbaijan, per il Question Time con l'amb. Elchin Huseynli, e dell'ambasciata del Brasile in Piazza Navona, dove si è tenuto il tavolo di lavoro conclusivo dedicato ai rapporti strategici tra Europa, Italia e i Paesi del Mercosur.


Fonte: Festival della Diplomazia