“Miela Reina: l’Arte Viva di un’artista triestina. 1935-1972” in mostra a Berlino

23-10-2026 22:07 -

GD - Berlino, 23 ott. 26 - Inaugurata ed aperta al pubblico di Berlino la mostra “Miela Reina: l’Arte Viva di un’artista triestina. 1935-1972”, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura e dedicata a una tra le figure più originali dell’arte italiana del secondo dopoguerra.
La mostra, a cura di Carlo de Incontrera, con la collaborazione del Centro Studi Miela Reina, sarà visitabile sino al 18 gennaio 2027.
Artista, disegnatrice e scenografa, Reina ha sviluppato in soli tredici anni un linguaggio personale tra pittura, fumetto, teatro e arti visive, contribuendo al rinnovamento della scena artistica triestina.
Nelle parole di Gillo Dorfles, è stata “l’unica vera artista che la città di Trieste abbia avuto nel secondo dopoguerra”. Dalla metà degli anni Sessanta ha creato un universo ironico e fantastico di personaggi, oggetti umanizzati, scritte e simboli, sperimentando materiali quotidiani e superando i confini della pittura.
La mostra “Miela Reina: Die Arte Viva einer Künstlerin aus Triest (Miela Reina: l’Arte Viva di un’artista triestina)” restituisce questa straordinaria stagione attraverso opere, disegni, fumetti e materiali che testimoniano una ricerca profondamente libera e interdisciplinare.
Come scrive il curatore, “Il titolo del progetto richiama Arte Viva, il centro triestino di informazione culturale, ricerca e sperimentazione che annoverava Miela Reina tra i suoi soci più attivi ed entusiasti: “Arte Viva – W L’Arte” è la scritta che campeggia in un dipinto del 1968.
L’anno prima, in Decadimento della pittura (e suo possibile recupero mediante box di raccolta), Miela aveva annunciato, con sorridente sarcasmo, di aver smesso di dipingere i grandi quadri dalle pennellate generose e vorticose per far nascere con magica sicurezza immagini dal segno purissimo, sorprendentemente colorate, con paracadutisti e donnine tra frecce, cuori-Bretzel e altri orpelli, tra scatoloni tentacolati e sforacchiati, tratteggi obliqui, occhiali, lettere by air mail e un turbinio di nastri e suste”.
Un ruolo particolare assume il rapporto tra arti visive e musica, in un momento in cui Trieste era attraversata da esperienze d’avanguardia e da un intenso confronto internazionale.
Lo stesso De Incontrera, compositore e musicologo, riconosce nel lavoro di Reina una sensibilità profondamente vicina alla propria ricerca musicale: “c’era qualcosa di musicale nel suo giocare contrappuntistico, nel disporre quelle figure in continue variazioni. Molte erano le affinità con il mio mondo compositivo”.
Questa vicinanza non riguarda soltanto la costruzione formale delle opere, ma anche la particolare qualità poetica dell’universo di Reina. Come prosegue De Incontrera: “E nella sua grazia e leggerezza vedevo una sorta di luce meravigliosa capace di esorcizzare le mie partiture, così dense di vibrazioni espressioniste”.
Con oltre 90 lavori, la mostra berlinese intende così contribuire alla riscoperta di un’artista dalla personalità eccezionale, la cui opera conserva ancora oggi una sorprendente freschezza e attualità. La mostra è corredata da una video-introduzione della storica dell’arte Paola Bonifacio.

Carlo Franza
Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea


Fonte: Carlo Franza