Armenia: amb. Ferranti a celebrazione 35º Ospedale Italiano ad Ashotsk

09-10-2026 14:22 -

GD - Jerevan, 9 ott. 26 - L'Ambasciatore d'Italia in Armenia, Alessandro Ferranti, si è recato in visita ad Ashotsk, nella Regione di Shirak, in occasione del 35º anniversario dell'apertura dell'Ospedale “Redemptoris Mater” (“Madonna di Narek” in armeno), conosciuto come “Ospedale Italiano”, dove si è tenuta una cerimonia commemorativa per ripercorrere la lunga storia dell'istituzione sanitaria, alla presenza di autorità civili e religiose.
L'evento ha visto la partecipazione, fra gli altri, del Vescovo dei Cattolici di rito latino di Georgia e Armenia, Mons. Giuseppe Pasotto, della Madre superiora delle Suore Armene dell'Immacolata Concezione, Arousiag Sajonian, di Padre Nerses Galstyan, in rappresentanza dell'Arcivescovo degli Armeni Cattolici, Mons. Kevork Noradounghian, del Sindaco di Ashotsk, Karen Manukyan, nonché di altri rappresentanti delle autorità locali.
L'Ospedale, una struttura prefabbricata ancora perfettamente operativa e funzionante, fu realizzato da ditte e maestranze italiane e venne inaugurato il 7 ottobre 1991 per volontà di San Giovanni Paolo II, con l'obiettivo di offrire un sostegno concreto alla popolazione armena colpita dal drammatico terremoto del 7 dicembre 1988. L'opera di assistenza fu affidata a religiosi Camilliani, i Padri Nino Martini, Mariano Florio e Mario Cuccarollo, giunti sul posto per operare in un contesto di grave difficoltà socio-sanitaria, aggravato dal collasso statuale dell'Unione Sovietica. Nel corso degli anni, il funzionamento della struttura è stato assicurato dal costante supporto dall'Italia di Caritas Italiana, della Conferenza Episcopale Italiana attraverso i fondi dell'8×1000, dell'Ordine Camilliano, oltre che da numerose parrocchie, associazioni di volontariato e privati cittadini benefattori, che hanno consentito alla struttura di dotarsi nel tempo anche dei necessari equipaggiamenti, attrezzature e dispositivi.
Secondo quanto illustrato da Padre Mario Cuccarollo, che continua ancora oggi la sua opera, i dati sulle attività svolte dal gennaio 1993 al dicembre 2025 delineano la rilevanza del servizio sin qui prestato a favore delle comunità armene.
In particolare, sono stati effettuati 62.459 ricoveri e realizzati 32.855 interventi chirurgici, inclusi quelli in laparoscopia introdotti a partire dal 2003.
La diagnostica per i pazienti ricoverati conta 713.744 esami strumentali, a cui si aggiungono 905.724 prestazioni tra visite ed esami diagnostici eseguiti presso il pronto soccorso e gli ambulatori interni.
L'impegno si è ampiamente esteso anche sul territorio, grazie ai 21 ambulatori allestiti nei villaggi del circondario, che hanno erogato 427.900 visite ambulatoriali e 174.390 visite domiciliari, con la somministrazione di 82.225 vaccinazioni.
L'assistenza sanitaria è stata fornita in maniera interamente gratuita a tutti i pazienti fino al dicembre 2012. Dal gennaio 2013 ad oggi, circa il 45% degli assistiti, specie le famiglie maggiormente bisognose e i ricoverati nei reparti di pediatria, maternità e pronto soccorso, continuano a fruire di prestazioni del tutto gratuite, mentre per la restante parte dell'utenza è previsto un esiguo contributo finanziario, pari a circa il 20% del costo medio delle strutture sanitarie locali. Peraltro, tutti i pazienti ricoverati ricevono gratuitamente vitto e terapie farmacologiche (a differenza che nelle strutture ordinarie armene). Oltre all'ambito sanitario, l'Ospedale ha pure promosso importanti iniziative di solidarietà sociale, garantendo il sostegno agli studi per centinaia di giovani, la ristrutturazione di abitazioni e l'acquisto di beni di prima necessità per famiglie indigenti.
Nel suo intervento di saluto, l'amb. Ferranti ha sottolineato il valore della presenza e della testimonianza dell'Ospedale Italiano negli ultimi 35 anni, in una delle regioni dell'Armenia maggiormente afflitte dal devastante terremoto del 1988, a riprova del significativo contributo giunto dall'Italia a favore delle comunità armene già nelle prime settimane dopo il sisma, di cui si ha tuttora riconoscente memoria.
L'Ospedale ha rappresentato un sicuro presidio e un punto di riferimento a tutela della salute di moltissime famiglie nella Regione di Shirak, anche nei luoghi più remoti e dispersi.
Esso rappresenta ancora oggi una vivida espressione di generosità, professionalità, dedizione e servizio, radicatasi nei territori e nelle tantissime famiglie che ne hanno beneficiato. Un esempio straordinario di solidarietà e collaborazione, che perpetua la sua azione grazie all'impegno quotidiano e instancabile dei suoi operatori, medici, infermieri e amministratori, e al continuo sostegno dei benefattori dall'Italia.
Un patrimonio collettivo, ha chiosato l'amb. Ferranti, motivo di orgoglio, da custodire e preservare anche a beneficio delle future generazioni.


Fonte: Ambasciata