A Erice l’Artico canadese tra geopolitica, ricerca e diplomazia

05-10-2026 11:00 -

GD - Erice, 5 ott. 26 - Alla Science Diplomacy School di Erice che ha preso avvio ieri a Erice (TP), nella sede della Fondazione e Centro di Cultura Scientifica "Ettore Majorana", organizzata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche con Centro Alti Studi della Difesa e Università di Padova, Sorbona e Venice International, il dibattito sulle nuove frontiere delle relazioni internazionali si è arricchito di un contributo su strategia, ricerca e diplomazia nell'Artico canadese.
Nel corso del suo intervento, Costanza Conti, addetto scientifico all'ambasciata italiana ad Ottawa, ha sottolineato la rilevanza strategica della regione: “L'Artico ha cessato di essere una periferia remota per diventare uno dei teatri geopolitici ed ecologici più dinamici del XXI secolo. Il Canada si definisce a tutti gli effetti una nazione artica, con il 40% del proprio territorio nelle regioni settentrionali e oltre il 70% della propria linea costiera situato nell'Artico, dove risiedono circa 150.000 persone, per oltre la metà appartenenti alle popolazioni indigene”.
Soffermandosi sui repentini mutamenti ambientali e sulle implicazioni di sicurezza, ha precisato: “Ci troviamo di fronte a una regione che si sta scaldando a una velocità da tre a quattro volte superiore alla media globale. Questo fenomeno determina la progressiva apertura di rotte marittime commerciali come il Passaggio a Nord-Ovest, rendendo al contempo accessibili ingenti depositi di minerali critici, terre rare e risorse energetiche. Per tali ragioni, la tutela della sovranità, la difesa delle infrastrutture e la sicurezza marittima rappresentano priorità essenziali per gli otto Stati artici”.
Analizzando l'architettura istituzionale della regione, l'addetto scientifico italiano in Canada ha evidenziato il valore dei forum multilaterali: “Il punto di riferimento della governance rimane il Consiglio Artico, forum intergovernativo istituito a Ottawa nel 1996. Composto dagli otto Stati membri e da sei partecipanti permanenti in rappresentanza delle popolazioni indigene, adotta decisioni per consenso su tutela ambientale e sviluppo sostenibile. Pur non essendo un'organizzazione di difesa, esso guida la diplomazia regionale insieme a un ricco ecosistema di organizzazioni internazionali, tra cui l'Arctic Economic Council, l'International Arctic Science Committee, UArctic, l'Arctic Coast Guard Forum e i quadri normativi dell'IMO Polar Code e di UNCLOS”. In merito alla linea strategica di Ottawa, Conti ha rimarcato l'integrazione tra ricerca e scelte di governo: “Le priorità governative del Canada si fondano su indirizzi chiari: riconciliazione e leadership indigena, adattamento ai cambiamenti climatici, ricerca e innovazione, sovranità, sviluppo sostenibile e infrastrutture”.
A supporto di queste priorità opera una vasta rete di enti e piattaforme, che spazia da Polar Knowledge Canada (POLAR) con la stazione CHARS al National Research Council (NRC), dal Geological Survey e Canadian Hydrographic Service alla Canadian Space Agency, affiancati da reti di ricerca quali ArcticNet, MEOPAR, PermafrostNet, l'Ocean Frontier Institute e il North American and Arctic Defence and Security Network (NAADSN).
Richiamando la centralità del capitale umano, Conti ha richiamato l'attenzione sui recenti e imponenti investimenti canadesi: “Nel dicembre 2025 il Governo canadese ha lanciato la Canada Global Impact+ Research Talent Initiative, un investimento da 1,7 miliardi di dollari mirato ad attrarre i migliori talenti scientifici mondiali. L'iniziativa supera la logica dei singoli finanziamenti e punta a costruire una capacità di ricerca a lungo termine in aree strategiche per la competitività, la resilienza e la sovranità nazionale”.
Un programma che “riflette la crescente competizione globale per i talenti scientifici e posiziona l'eccellenza della ricerca come levetta chiave per la leadership tecnologica e la sicurezza nazionale, toccando settori strategici che vanno dall'intelligenza artificiale al quantistico, fino alle biotecnologie e alla resilienza climatica”.
In conclusione, analizzando il ruolo dell'Italia nel contesto nordamericano, l'addetto scientifico ha riassunto lo spirito del proprio mandato: “La cooperazione scientifica nell'Artico canadese rappresenta un canale fondamentale per l'Italia. Il nostro ruolo come diplomazia scientifica è quello di supportare accordi bilaterali, ingaggiare la diaspora scientifica, monitorare le politiche di innovazione e favorire partnership ad alta tecnologia. Sostenere la ricerca in ambiti estremi come quello artico si conferma così un indispensabile strumento di soft power e di partecipazione dell'Italia ai grandi processi globali”.

Alessandro Frandi


Fonte: CNR Scuola di Diplomazia Scientifica "Ettore Majorana" Erice