Erice, città della scienza: da Majorana alla diplomazia scientifica

04-10-2026 10:49 -

GD - Erice, 4 ott. 26 - Dal borgo medievale siciliano alle grandi sfide internazionali: la storia della Fondazione Ettore Majorana e l’eredità di Antonino Zichichi tornano al centro del dibattito con la Science Diplomacy School di ottobre 2026.
Comincia oggi a Erice (TP), nella sede della Fondazione e Centro di Cultura Scientifica "Ettore Majorana", la seconda edizione della Science Diplomacy School, organizzata da Consiglio nazionale delle ricerche CNR, Università di Padova, Centro Alti Studi della Difesa CASD, Università Sorbona di Parigi e Venice International University. Studenti e docenti internazionali si confrontano sul tema delle sfide diplomatiche e scientifiche del circolo polare artico, luogo dove i cambiamenti ambientali, gli interessi strategici e la geopolitica si intrecciano in modo straordinariamente complesso.
La Fondazione Majorana, che ospita la scuola, è stata fondata da Antonino Zichichi nel 1963, negli spazi di un palazzo signorile trasformato in convento, i ruderi di un monastero, e il Rabi-San Rocco, l’edificio della guarnigione romana a difesa del tempio di Venere che nel Cinquecento fu trasformato in convento delle Clarisse.
Un contesto particolarmente suggestivo: da una parte laboratori, conferenze e discussioni sulle frontiere della ricerca; dall'altra le pietre medievali di Erice, le chiese, i cortili e il paesaggio del monte. Zichichi, recentemente scomparso, fu professore di Fisica superiore all'Università di Bologna e
scienziato illustre nella fisica delle alte energie, presidente dell’INFN e della European Physical Society. Nella sua idea Erice, che volle dedicare a un altro grande fisico siciliano, il geniale Ettore Majorana, doveva essere un luogo dove gli studiosi internazionali più autorevoli potessero entrare in contatto con i giovani ricercatori, dove gli scienziati di Paesi anche contrapposti potessero incontrarsi e discutere.
“Mio padre", ha spiegato Lorenzo, il figlio dello studioso, "era fermamente convinto che cultura e scienza non dovessero incontrare ostacoli nella loro diffusione. Non sono le scoperte scientifiche a provocare le guerre, sono le loro applicazioni, diceva. Alcune frasi di Giovanni Paolo II che gli erano molto care, sono state esposte sulle pareti delle sedi della Fondazione; una recita: 'Come al tempo delle lance e delle spade, nell’era dei missili a uccidere, prima delle armi, è il cuore dell’uomo'. Tanto più i cervelli, invece di combattere e nascondere i propri risultati, collaborano per scoprire nuove cose, tanto più l’umanità progredisce. Vietare la diffusione della conoscenza scientifica, matematica, letteraria o musicale lo inorridiva”.
La visione di Zichichi ha avuto a Erice, negli anni, straordinario successo. Nel corso dei decenni, la Fondazione è diventata una sorta di laboratorio internazionale della conoscenza. Tra il 1963 e il 2025, oltre 146 mila scienziati provenienti da 140 Paesi hanno partecipato alle attività post-universitarie. Una delle espressioni più significative dello spirito di questo luogo è stato il Manifesto del 1982, promosso da Zichichi insieme ai premi Nobel Paul Dirac e Pëtr Kapitza, in cui si poneva al centro la responsabilità della comunità scientifica nei confronti della pace e della società.
Un passaggio che permette di comprendere il significato delle iniziative che si svolgono oggi. La diplomazia scientifica si inserisce in una tradizione nella quale la collaborazione tra ricercatori è stata considerata quale strumento per accrescere scambi economici e competitività, per mantenere aperti canali di comunicazione tra Paesi e società, per promuovere la pace e lo sviluppo dei popoli.

Claudio Barchesi


Fonte: Cnr, Scuola di Diplomazia Scientifica, Fondazione Ettore Maiorana, Erice