Giappone-Italia: anche un mitico violino Guarnieri per 160° relazioni

26-09-2026 17:43 -

GD - Roma, 26 set. 26 - In periodi storici diversi, scacchi, ping-pong e bridge si sono rivelati, con altri, strumenti capaci di favorire il dialogo tra popoli in momenti di crisi. Perché, allora, non esibire un violino come simbolo di amicizia ed esempio di un civile dialogo internazionale? Detto e subito fatto. Ed è quindi con un concerto di storici violini - tra cui il Guarnieri del Gesù del 1743 appartenuto a Paganini - che Italia e Giappone festeggeranno il 2 e 3 ottobre i 160 anni delle loro relazioni diplomatiche.
La Sasakawa Music Foundation di Tokyo farà giungere appositamente a Genova i violini più antichi e preziosi, strumenti di diplomazia culturale e nello stesso tempo proiezione all’esterno di rapporti bilaterali ottimi in una fase storica critica in cui le incertezze sembrano prevalere sulle certezze.
Ideali per la giusta atmosfera, i violini sono non sono necessari per accentuare il il rapporto tra Italia e Giappone, che l’amb. Ono Hikariko ed i governanti italiani definiscono già “ottimo”, come hanno fatto nella conferenza “La scienza al servizio della salute e della pace”. appena svoltasi nella sala della regina di Montecitorio per iniziativa della Fondazione Italia-Giappone, presieduta dall’ ambasciatore Umberto Vattani.
L’amb. Ono Hikariko ha parlato di una cooperazione sempre più stretta tra istituzioni, privati, università e ricercatori scientifici che, in linea con le esigenze del momento, sta portando a risultati concreti. L’Expo di Osaka, lo scorso anno, si sta rivelando un preziosissimo volano per la crescita delle iniziative comuni, favorita dal fatto che Italia e Giappone hanno da risolvere più di un problema simile, dall’ invecchiamento (come far vivere meglio chi vive più a lungo) delle rispettive società ai disastri naturali come i terremoti.
La diplomazia “della forza” messa in campo da Donald Trump ha poi contribuito ancor più a rafforzare la collaborazione italiana con il Giappone. Roma e Tokio, anche se geograficamente lontane, hanno sempre avuto politiche molte comprensive nei confronti delle esigenze dell’altro. Per l’Italia, la partecipazione al gruppo “medie potenze” deve portare alla creazione di una “rete” tra paesi, non alla costruzione di un “blocco” di paesi. Medie potenze che vogliono essere libere, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza e la difesa, dal “controllo” più o meno interessato degli Stati Uniti.
Tra le medie potenze, Italia e Giappone, grazie alla stretta collaborazione nel campo della ricerca e dell’innovazione scientifica, sono impegnati insieme con la Gran Bretagna a contribuire al consolidamento dell’industria europea della sicurezza e difesa attraverso la costruzione del caccia di sesta generazione - il Global Combat Air Programme - che dovrà sostituire l’Eurofighter Typhoon.
Il caccia, che è previsto possa volare l’anno prossimo ed entrare in servizio nel 2035, secondo gli specialisti è già un aereo “del futuro”. Non è soltanto soltanto un jet, spiegano le aziende che l’hanno progettato (per l’Italia Leonardo), ma un “sistema di sistemi”, pilotato stealth, che vola con droni, imbottito di intelligenza artificiale, autonomo e con sensori che vedono a 360 gradi. Per la sua realizzazione l’Italia ha già impegnato 9 miliardi di dollari.

Carlo Rebecchi


Fonte: Carlo Rebecchi