I robot ucraini vanno all’attacco. E Trump ripete i soliti errori

21-09-2026 18:35 -

GD – Venezia, 21 set. 26 - Una nuova dottrina militare sta nascendo sul fronte ucraino. Nel settore del Donetsk, il Terzo Corpo d’Armata ucraino ha impiegato robot kamikaze trasportati e sganciati dall’aria oltre dieci chilometri dietro le linee russe. I robot cingolati hanno preceduto l’attacco della fanteria, colpendo gli obiettivi russi prima che i soldati venissero esposti al fuoco delle trincee.
La combinazione tra guerra elettronica, azione aerea, accecamento dell’artiglieria e dei droni russi e rapidità dell’operazione hanno impedito una risposta immediata. Il comando ucraino ha sintetizzato così questa nuova concezione: la fanteria vince le guerre, ma i nostri fanti sono protetti dai robot che per primi vanno al combattimento. Una dottrina militare assolutamente inedita che, ancora una volta, nasce sul fronte ucraino.
Mentre la guerra evolve, il presidente Donald Trump sembra invece continuare a commettere gli stessi errori. Pensa di poter spezzare l’alleanza ormai cementata tra Russia e Cina, mentre si prepara a ricevere con tutti gli onori Xi Jinping il 24 settembre a Washington DC. Continua con le frasi ad effetto contro l’Iran, minacciando ancora una volta la sua distruzione: parole che, dopo mesi di guerra, sembrano lasciare il tempo che trovano.
E fa capire agli Houthi che non saranno attaccati. E, infine, con l’appoggio più o meno mascherato alle posizioni dell’estrema destra europea, tenta di frammentare la politica del Vecchio Continente e indebolire l’Unione Europea. Reuters ha riferito anche di un piano dell’amministrazione da 4 milioni di dollari destinati a sostenere media di destra in Europa. Ma indebolire l’alleato europeo significa inevitabilmente indebolire anche la NATO e, alla fine, gli stessi Stati Uniti.
Il paradosso è evidente: la dottrina militare sembra oggi molto più avanzata della politica e della diplomazia americana. Fouché, il diabolico capo della polizia napoleonica, osservando le mosse di Trump avrebbe probabilmente ripetuto la sua celebre frase: «È più che un crimine, è un errore».


Prof. Arduino Paniccia
Presidente Scuola di Guerra Economica e Competizione Internazionale di Venezia

Fonte: Arduino Paniccia