La Cina torna strategica per la crescita del Made in Italy

19-09-2026 15:37 -

GD - Milano, 19 set. 26 – L’Italian Style non è soltanto l’espressione della creatività e dell’eccellenza dei grandi marchi della moda italiana. È un modello di sistema, capace di mettere in relazione grandi brand, imprese medio-piccole, filiera produttiva e mercati internazionali, generando valore per l’intero ecosistema della moda. Un modello che trova una sintesi concreta nel calendario della Milano Fashion Week, dove la presenza dei grandi nomi contribuisce ad assicurare a Milano un flusso internazionale di buyer, stampa, modelle e operatori per l’intera durata della manifestazione. L’attrattività dei grandi brand diventa così una leva per tutto il sistema, comprese le aziende medio-piccole e i marchi che, singolarmente, non avrebbero la stessa capacità di richiamare e trattenere gli operatori internazionali.
“Ho apprezzato molto questo calendario e mi complimento con il presidente di CNMI Carlo Capasa”, ha sottolineato Mario Boselli, presidente della Fondazione Italia Cina e presidente onorario di Camera Nazionale della Moda Italiana. “Rispecchia una scelta strategica fatta una quindicina di anni fa: quella di blindare il calendario, mettendo all’inizio e alla fine dei nomi irrinunciabili. Oggi partiamo con Prada e finiamo con Armani. È una scelta che porta a Milano gli operatori dall’inizio alla fine e che quindi va a beneficio di tutto il sistema”. Per Boselli, proprio questa capacità di fare sistema rappresenta uno degli elementi distintivi del business model italiano della moda.
“Il nostro sistema è fatto anche di imprese medio-piccole e di brand non di prima grandezza. Sono realtà che hanno qualità, prodotto, identità e una crescente capacità di stare sui mercati internazionali, ma che hanno bisogno di un contesto forte nel quale incontrare la domanda. Il calendario della Fashion Week è una sintesi molto concreta di questo modello”.
In una fase di trasformazione del mercato globale della moda, la capacità dell’Italian Style di esprimere un’offerta ampia e articolata assume un valore particolare. Accanto ai grandi marchi, esiste infatti una rete di imprese che rappresenta una componente essenziale dell’offerta italiana e che può intercettare una domanda internazionale sempre più attenta a qualità, design, autenticità e prodotto.
L’ Internazionalizzazione è un obiettivo strategico per il Made in Italy. In questo contesto di apertura ai mercati globali, la Cina rappresenta un mercato strategico per il Made in Italy.
“La maggiore internazionalizzazione si gioca sia sul fronte dell’offerta sia su quello della domanda. E la Cina, in tutto questo, è importante”, ha affermato Mario Boselli. “Negli anni d’oro, per alcuni brand, la Cina è arrivata a rappresentare il 50% delle loro esportazioni. Dobbiamo quindi tornare ad avere una Cina cliente del nostro Made in Italy”.
Il rafforzamento delle relazioni con il mercato cinese passa dalla capacità di favorire una maggiore presenza degli operatori cinesi in Italia e di creare occasioni di incontro con le imprese italiane. La Fashion Week rappresenta in questo senso una piattaforma naturale: concentra a Milano l’offerta italiana e mette in connessione il sistema produttivo con la domanda internazionale.
“I presupposti ci sono e dobbiamo favorire queste presenze, che per quanto mi risulta dovrebbero esserci”, ha concluso Boselli. “Se vogliamo rafforzare l’Italian Style e il suo effetto sull’intero mercato della moda, dobbiamo continuare a investire nell’internazionalizzazione e creare le condizioni perché i mercati, a partire da quello cinese, tornino a essere clienti del nostro Made in Italy”.


Fonte: Fondazione Italia Cina