Ucraina: «Terra sospesa» di Alessio Poggioni racconta chi vive la guerra

03-09-2026 13:18 -

GD - Firenze, 3 set. 26 – A partire dal febbraio 2022 migliaia di persone combattono per la libertà dell’Ucraina. Il giornalista di Alessio Poggioni è autore di «Terra Sospesa. Voci e storie dall’Ucraina in guerra» (pubblicato da Mauro Pagliai Editore), un toccante reportage con cui racconta la guerra attraverso una lente particolare: quella della popolazione più lontana dal fronte, ossia gli uomini e le donne che abitano nei territori a Sud Ovest del Paese, al confine con la Romania. Soldati in licenza, invalidi, preti, lavoratori, sindaci di frontiera, giovani rifugiati, volti eterogenei che sono un piccolo spaccato della vita nei centri d’accoglienza, o nei bunker delle città svuotate. La loro voce è quella di chi vive il conflitto di riflesso, come un’eco drammaticamente presente nella vita di tutti i giorni.
Il libro riporta le trascrizioni integrali delle interviste, accompagnate dal racconto degli incontri, delle esperienze, delle sensazioni vissute durante i soggiorni in Ucraina. Una narrazione drammatica e vera, da cui emergono i sogni infranti, le speranze, la tenacia, lo scoramento e la disillusione di un popolo stanco ma ancora fiero.
Insomma, ci siamo abituati a pensare all’Ucraina come a un bollettino di guerra fatto di città conquistate e perdute, caduti senza nome, strade deserte e edifici distrutti che una volta erano stati case, scuole, uffici, ospedali o comunque contenitori quotidiani della vita di qualcuno. In «Terra Sospesa. Voci e storie dall’Ucraina in guerra», Alessio Poggioni si attraversa l’Ucraina percorrendo una strada inversa, spegnendo per un momento il frastuono della geopolitica e lasciando parlare le persone.
L’idea nasce da due viaggi compiuti dall’autore, il primo nel 2023 al seguito di una missione umanitaria dell’organizzazione Croce Viola, il secondo l’anno successivo per la realizzazione del documentario "Hung Land". Due occasioni di incontro diretto con le persone, durante le quali vengono raccolte testimonianze poi conservate nella loro autenticità, con esitazioni, pause e silenzi dai significati profondi. Ne scaturiscono fotografie di uomini e donne sorpresi nel mezzo di un'esistenza che la guerra ha congelato.
Marina, per esempio, viene da Mariupol. Ha trascorso un mese in cantina con i figli, senza sapere se sarebbe mai riuscita a uscire da lì. Ricorda l’acqua bevuta dal sistema fognario, il cibo finito, gli aerei sopra la testa e un cortile trasformatosi in cimitero. Ma forse la guerra si racconta meglio quando parla dell’attesa per il marito Vitali, mandato al fronte: «Ti siedi e conti i giorni: uno, due, tre…». Lui le aveva detto che, se non lo avesse sentito per più di dieci giorni, avrebbe dovuto chiamare il comandante. Marina racconta di addormentarsi e svegliarsi terrorizzata, sempre accanto al telefono.
Maria, bracciante di 43 anni, ha perso il figlio ventunenne al fronte: «I medici mi dissero che non c’era il corpo… Non ci credevo affatto. Allora tornammo a casa, e chiamai la base militare, cercando di raggiungere il comandante. Quando finalmente mi risposero mi dissero: 'Mi dispiace. Nykola, detto Falco, purtroppo è morto'».
È questa l’Ucraina raccontata da Poggioni. Quella delle telefonate che non arrivano, delle famiglie divise, dei bambini cresciuti nei rifugi, delle case che esistono ormai soltanto nella memoria. Una terra dove si continua a vivere senza alcuna certezza nel domani.
L’autore sceglie il termine “sospesa” per indicare questa terra, perché la guerra cristallizza le vite in un limbo, tra ciò che si era prima e un futuro impossibile da prevedere. E perché, scrive, la guerra è soprattutto «uno spreco. Di vite, di sogni, di passioni, di esistenze, di conoscenza, di speranza, di possibilità».
«Terra sospesa - Voci e storie dall’Ucraina in guerra», di Alessio Poggioni, edito da Mauro Pagliai, collana: Passaparola; pagine: 208 - prezzo: 16 €.


Fonte: Redazione