Germania: amb. Bucci interviene nelle polemiche mediatiche su gelaterie

31-08-2026 17:58 -

GD - Berlino, 31 ago. 26 - Nelle polemiche sollevate in Germania circa la presunta irregolarità di taluni gelatai bellunesi nei confronti del proprio personale è intervenuto l'ambasciatore italiano Fabrizio Bucci, che ha aperto un dialogo diretto con il presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, Oscar De Bona, sul reportage giornalistico dedicato ai lavoratori delle gelaterie in Germania. Un’occasione per ribadire la ferma condanna di ogni illegalità, ma anche per difendere il valore storico, economico e sociale di un’intera comunità radicata nel Paese fin dalla seconda metà dell’Ottocento
Tutto nasce con un articolo pubblicato il 21 agosto sul periodico "Süddeutsche Zeitung Magazin", intitolato “Eiskalt” ("freddo gelido") e incentrato sulla situazione di alcuni lavoratori di origine brasiliana impiegati nel settore delle gelaterie.
Il capo della missione diplomatica italiana in Germania ha voluto condividere la propria posizione ufficiale inviando una lettera aperta alla direzione della rivista tedesca. Un testo caratterizzato da toni netti sul fronte della legalità, ma altrettanto deciso nel rivendicare l’importanza storica e il senso civico della collettività italiana all’estero.
Nella sua lettera al settimanale tedesco, l’amb. Bucci ha esordito ponendo un paletto imprescindibile riguardo alle tutele lavorative e al rispetto delle norme: «Ogni forma di sfruttamento, ogni situazione di illegalità deve essere denunciata e perseguita, affinché le autorità di polizia e la magistratura possano indagare tempestivamente e assicurare il rispetto della legge. Non possono esserci deroghe di alcun tipo quando si viola lo stato di diritto e le leggi del Paese che ci ospita in materia di diritti dei lavoratori».
Allo stesso tempo, il diplomatico ha messo in guardia contro il pericolo di generalizzazioni mediatiche che rischiano di pregiudicare l’immagine di un’intera categoria professionale e di una comunità che conta radici profonde e una reputazione di assoluta eccellenza nel tessuto sociale tedesco.
La storia della gelateria italiana in Germania viene richiamata come un esempio emblematico di integrazione riuscita e di intraprendenza economica. Già tra il 1860 e il 1870, flussi migratori partiti in particolare dal Veneto e dalle valli dolomitiche – con capofila la Val di Zoldo e il Cadore – introdussero in territorio tedesco le prime tecniche artigianali di mantecazione per produrre il gelato.
Un percorso consolidatosi nei decenni successivi, in particolare negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento grazie all’accordo bilaterale sulla manodopera, che ha permesso a intere generazioni di famiglie di costruire imprese sane, capaci oggi di giungere alla seconda e terza generazione e di integrarsi pienamente nella quotidianità e nella cultura locale.
Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, ha espresso profondo apprezzamento per l’iniziativa e per i contenuti espressi dal rappresentante diplomatico italiano, sottolineando l’importanza di ristabilire una corretta narrazione attorno al lavoro dei nostri connazionali: «Ringrazio vivamente l’ambasciatore Fabrizio Bucci per la lucidità, la tempestività e l’equilibrio con cui è intervenuto su una vicenda delicata, distinguendo nettamente le situazioni di illegalità, che vanno sempre perseguite senza sconti, dal valore storico e morale di un’intera categoria. La nostra emigrazione in Germania, fondata sul sacrificio, sulla serietà e sull’artigianalità, rappresenta un patrimonio che non può essere delegittimato da generalizzazioni. Per questo motivo abbiamo formalmente invitato l’Ambasciatore a farci visita nel Bellunese: sarà un piacere accompagnarlo nelle nostre valli, in primis la Val di Zoldo e il Cadore, per toccare con mano i luoghi d’origine di quei pionieri che, partendo oltre un secolo fa, hanno portato il gelato italiano nel cuore dell’Europa».


Fonte: Redazione