Svizzera: ambasciata celebra Festa Nazionale con ricordo di Crans Montana

30-07-2026 17:14 -

GD - Roma, 30 lug. 26 - La celebrazione della Festa Nazionale della Svizzera, nell'ambasciata di Villa Monticello ai Parioli di Roma, è stata anche quest’anno non solo una festa - perché “i legami umani che la secolare vicinanza hanno tessuto e rinforzato ci permettono di affrontare anche i momenti più difficili e dolorosi” - ma anche un momento di riflessione nel ricordo delle 41 persone che la notte di Capodanno hanno hanno perso la vita e altre 115 sono rimaste ferite alcune in modo grave, nel terribile incendio di Crans Montana.
“È indiscutibile che le misure antincendio non sono state rispettate con il rigore richiesto dalle leggi in vigore”, ha ammesso l’ambasciatore Roberto Balzaretti nel discorso di benvenuto al migliaio di ospiti tra i quali il ministro della salute Orazio Schillaci.
“Fortissima è l’emozione condivisa. L’intervento congiunto di vigili del fuoco, forze di polizia, personale sanitario di primo intervento, medici e infermieri svizzeri, italiani e di tanti altri Paesi vicini è stato un esempio di professionalità e solidarietà. È questo esempio che ci deve guidare nella ricerca della piena verità e della giustizia”, ha affermato il diplomatico elvetico.
L’ambasciatore ha poi riconosciuto che “certe preoccupazioni si sono fatte sentire in alcune questioni tecniche delle nostre relazioni bilaterali”, ma ritiene che esse “mettano in luce questioni più fondamentali sul futuro delle nostre economie e società e, in ogni caso, sono anche la conseguenza delle tensioni percettibili al livello internazionale”.
Il diplomatico di Berna è convinto che “nella situazione attuale, meno stabile e più incerta, sia necessario mettere l’umano, il livello locale e l’ascolto al centro delle nostre attività”.
Per questo, giunto nel 2025 a Roma “con la convinzione che la diplomazia pubblica è uno strumento utile e con la curiosità di (ri)scoprire l’Italia”, l'amb. Balzaretti ha avuto l’idea di cimentarsi nel progetto «In Cammino con la Svizzera», per visitare le venti regioni italiane in due anni sostenuto dal Consolato svizzero di Milano e lo Swiss Business Hub. “Gli obiettivi sono di incontrare le persone che, ogni giorno, danno vita alle relazioni tra Svizzera e Italia, ascoltarle e sostenerle nei loro progetti. E anche parlare della Svizzera e dei nostri valori”.
Obiettivi chiari, un calendario preciso e un programma ben definito, “ma senza rinunciare a ciò che costituisce l'essenza di ogni vero viaggio: la dimensione umana. Il dialogo come antidoto ai muri, agli schermi e alle maschere del nostro tempo. L’ambasciatore e il personale della sua ambasciata si spostano con mezzi di trasporto sostenibili e in ogni regione fanno un tratto a piedi insieme ad una personalità del luogo. E in ricordo degli incontri, l’ambasciatore dona all’ Istituzione locale una panchina, prodotta in Svizzera con materiali di riciclo, che rimane alla comunità come luogo di scambio, di dialogo e d’informazione.
"In un mondo in cui le regole si fanno sempre più fragili, sono convinto", ha concluso l’ambasciatore, "che contatti più diretti e informali a livello istituzionale, scientifico, economico, culturale e con il grande pubblico possano favorire maggiore stabilità, comprensione reciproca e opportunità. Quest’approccio è del resto misurabile. Fino ad adesso: più di 130.000 passi, quasi 3.000 km percorsi, di questi il 57% sostenibili: in treno, auto elettrica e in bici! e più di 800 persone già incontrate in Umbria, Toscana, Campania, Liguria e Emilia-Romagna".


Fonte: Carlo Rebecchi