Export: Tajani, “Obiettivo 700 mld con strategia di sistema”

16-07-2026 19:09 -

GD - Roma, 16 lug. 26 – L'Italia punta a raggiungere i 700 miliardi di euro di esportazioni entro la fine del prossimo anno facendo leva su una strategia condivisa tra istituzioni e sistema produttivo. Lo ha affermato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo alla celebrazione del centenario di ICE Agenzia, durante la quale sono stati presentati il “Rapporto ICE L'Italia nell'economia internazionale” e l'Annuario ISTAT-ICE.
"Abbiamo una strategia di commercio internazionale e un piano d'azione per favorire l'export con l'obiettivo di raggiungere i 700 miliardi entro la fine del prossimo anno. I dati ci dicono che è un traguardo possibile", ha dichiarato. Tajani ha poi sottolineato che "non esiste un unico padrone della politica dell'export, ma un lavoro condiviso tra ministeri, ICE, SIMEST, Cassa Depositi e Prestiti e gli altri soggetti del sistema Paese. Lavoriamo con una visione di sistema per promuovere l'Italia nel mondo", ha proseguito.
Poi ha ricordato che “la competitività dell'export italiano si fonda sulla qualità delle imprese e sulla capacità di offrire una delle più ampie varietà di prodotti a livello internazionale”.
"Oggi l'export rappresenta quasi il 40% del nostro Pil, nonostante due guerre e la complessa situazione dei dazi", ha ricordato. "Come un allenatore che non può vincere se ha in squadra solo delle 'scamorze', noi vinciamo perché abbiamo imprese di altissima qualità in ogni settore".
Il vicepremier Tajani ha inoltre evidenziato che, "dopo la Cina, siamo il Paese con la maggiore varietà merceologica", una caratteristica che consente alle imprese italiane di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato". Secondo il ministro, la coesione tra Stato e aziende rappresenta uno dei principali punti di forza del Made in Italy.
Poi ha sollecitato “a rafforzare l'integrazione tra diplomazia e strumenti di sostegno all'internazionalizzazione, uno degli obiettivi della strategia italiana per l'export”.
"Credo sia corretto accorpare nelle sedi delle ambasciate gli uffici di rappresentanza di ICE, SIMEST e SACE", ha dichiarato, spiegando che “occorre far comprendere ai partner internazionali che queste strutture sono parte integrante della nostra rappresentanza diplomatica e della politica commerciale nazionale".
Tajani ha inoltre ricordato la riforma della Farnesina con l'istituzione della Direzione Generale per la crescita, dotata di una sala operativa attiva 24 ore su 24 per rispondere alle imprese di ogni dimensione, anche in funzione dei diversi fusi orari. "Il turismo", ha aggiunto, "è stato integrato come strumento per far conoscere e poi vendere i nostri prodotti all'estero".
“La competitività dell'export italiano si fonda sulla qualità delle imprese e sulla capacità di offrire una delle più ampie varietà di prodotti a livello internazionale”, ha sottolineato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri. "Oggi l'export rappresenta quasi il 40% del nostro Pil, nonostante due guerre e la complessa situazione dei dazi", ha ricordato. "Come un allenatore che non può vincere se ha in squadra solo delle 'scamorze', noi vinciamo perché abbiamo imprese di altissima qualità in ogni settore". Tajani ha inoltre evidenziato che, "dopo la Cina, siamo il Paese con la maggiore varietà merceologica", una caratteristica che consente alle imprese italiane "di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato". Secondo il ministro, la coesione tra Stato e aziende rappresenta uno dei principali punti di forza del Made in Italy.
"La diversificazione geografica dell'export italiano sta producendo risultati positivi, con una crescita trainata soprattutto dai mercati extraeuropei. Lo scorso anno abbiamo raggiunto i 643 miliardi di export (+3,3%) e nei primi cinque mesi di quest'anno siamo già al +3,4%, trainati soprattutto dai mercati extra-UE", ha ricordato. Tajani ha inoltre spiegato che, "grazie alla collaborazione di Matteo Zoppas, stiamo portando avanti una diversificazione dei mercati, puntando su aree dove c'era grande attesa per l'Italia, come l'India". Il ministro degli Esteri ha citato anche i risultati nei Paesi del Mercosur, dove "nel primo mese abbiamo registrato un +21% di esportazioni", e il rafforzamento delle relazioni economiche con la Spagna, dove "l'aumento dell'export favorisce gli investimenti reciproci".


Fonte: Redazione