GD - Venezia, 15 lug. 26 - È in corso a Venezia la mostra “A Necessary Fiction: Maps, Art, and Models of Our World”, promossa dal ministero della Cultura dell’Arabia Saudita. Ospitata negli spazi dell’Abbazia di San Gregorio, affacciata sul Canal Grande, la rassegna rimarrà aperta al pubblico fino al 22 novembre e propone un’esplorazione della cartografia e dei diversi modi in cui l’uomo ha cercato di comprendere il mondo che abita. Attraverso un ampio arco geografico e mettendo in dialogo opere storiche e contemporanee, il progetto espositivo indaga il modo in cui mappe, globi, manoscritti e opere d’arte hanno contribuito, nel tempo, a costruire sistemi di orientamento, rappresentazione e credenze.
Curata da Sara Almutlaq e Aurora Fonda, con Zaira Carrer e Amina Diab in qualità di curatrici associate, "A Necessary Fiction" è concepita come un viaggio nella natura costruita della cartografia e nel ruolo della narrazione nel definire ciò che consideriamo vero. In stretta collaborazione con gli exhibition designer Ibrahim Kombarji e Bianca Pedron, le curatrici offrono una prospettiva dinamica sulla cartografia attraverso il tempo e lungo un ampio arco geografico.
Mettendo in dialogo opere d’arte contemporanea con manoscritti cosmografici del XIII secolo, mappe della prima età moderna e materiali cartografici del XVIII secolo, la mostra rivela la tendenza profondamente umana alla rappresentazione. Dalla navigazione sensoriale del paesaggio, precedente alla cartografia, fino al nostro presente segnato da una precisione ipercartografica, il percorso espositivo ripercorre un impulso umano condiviso: dare forma al mondo attraverso diverse concezioni e forme della cartografia.
"A Necessary Fiction" porta in primo piano registri cartografici alternativi, come diagrammi cosmologici, geografie speculative e sistemi di orientamento. Tra questi figurano il "Globo celeste" di Gerardus Mercator, in prestito dalla Biblioteca Statale di Cremona; un foglio tratto dal Kitab Aja'ib al-Makhlūqat wa-Ghara'ib al-Mawjūdat (Le meraviglie della creazione e le stranezze dell'esistenza) di Al Qazwini, in prestito dalla Fondazione Bruschettini di Genova; mappe del XVIII secolo dellaPenisola Arabica, in prestito dalla King Abdulaziz Public Library di Riyadh; insieme a opere contemporanee di artisti tra cui Trevor Paglen, Simone Fattal, Manal AlDowayan e Yoko Ono. Il percorso invita i visitatori a considerare la cartografia non come descrizione neutra del territorio, bensì come pratica culturale plasmata nel tempo dall’immaginazione, dalle credenze e dall’esperienza vissuta.
La mostra presenta anche opere appositamente commissionate ad artisti tra cui Abdulmohsen Albinali, Monira Al Qadiri, Nasser Al Salem, Aseel AlYaqoub, Enej Gala, Abdullah Miniawy e Tod Wodicka e Matilde Sambo.
Sulla facciata dell'edificio, "The Children of Smokeless Fire" di Monira Al Qadiri si configura come un'installazione di creature fluttuanti ispirata al manoscritto cosmografico di al-Qazwīnī ʿAjāʾib al-Makhlūqāt (Le meraviglie della creazione). All'ingresso del chiostro dell'Abbazia, l'installazione immersiva di Nasser Al Salem Each Time a Star Goes Astray evoca le tradizioni di navigazione celeste radicate nel sapere del deserto, richiamando sistemi di orientamento anteriori alla rappresentazione cartografica standardizzata. Le opere di Reena Saini Kallat e Matilde Sambo, collocate nel porticato dell'edificio, ampliano questa riflessione sull'orientamento dal corpo, inteso come primo strumento di navigazione, ai sistemi contemporanei di confine e connessione che continuano a strutturare i modi in cui il mondo viene rappresentato oggi.
Cinque sezioni tematiche scandiscono il percorso del pubblico attraverso la cartografia: "The Precartographic", "The Imaginary Ideology", "The Ideological Imaginary", "The Hypercartographic", e "The Transformed".
In "The Imaginary Ideology", l'uso di creature mitiche nella rappresentazione cartografica è esplorato attraverso l'esposizione di Islandia, una mappa del geografo del XVI secolo Abraham Ortelius, insieme al manoscritto di Ibn al-Wardī Kharīdat al-'Aja'ib wa-Farīdat al-Ġara'ib ("The Pearl of Wonders and the Unique Marvels"), che raffigura un oceano che circonda le terre conosciute. Opere contemporanee, tra cui "The Gulf Project Camp" di Wael Shawky e l'animazione "Time and the Eternal Game of Myth" di Abdulmohsen Albinali, estendono al presente la rappresentazione dell'alterità mitica.
"A Necessary Fiction" è uno degli eventi culturali organizzati a Venezia dal Ministero della Cultura Saudita in concomitanza con la partecipazione dell'Arabia Saudita alla 61ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia. La mostra riafferma l'impegno del Ministero nella tutela e nella valorizzazione della cultura, nonché nella promozione di connessioni tra culture diverse.
Istituzioni partecipanti: King Abdulaziz Public Library, Riyadh; King Abdulaziz Foundation for Research and Archives (Darah), Riyadh; Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza; Bodleian Libraries, Università di Oxford; Fondazione Bruschettini, Genova; Biblioteca Statale di Cremona; Leiden University Libraries; Museo Nazionale Saudita, Riyadh; Qatar National Library, Doha; e Biblioteca dell’Università di Manchester.
Artisti in mostra: Sarah Abu Abdallah (n. 1990, Arabia Saudita), Abdulmohsen Albinali (n. 1988, Arabia Saudita), Manal AlDowayan (n. 1973, Arabia Saudita), Marwah Almugait (n. 1981, Arabia Saudita), Monira Al Qadiri (n. 1983, Kuwait), Nasser Al Salem (n. 1984, Arabia Saudita), Aseel AlYaqoub (n. 1986, Arabia Saudita), Giorgio Andreotta Calò (n. 1979, Italia), Agnes Denes (n. 1931, Ungheria), Nolan Oswald Dennis (n. 1988, Sudafrica), Öyvind Fahlström (1928–1976, Brasile), Simone Fattal (n. 1942, Libano), Basmah Felemban (n. 1993, Arabia Saudita), Enej Gala (n. 1990, Slovenia), Shilpa Gupta (n. 1976, India), Reena Saini Kallat (n. 1973, India), Ibrahim Mahama (n. 1987, Ghana), Ahmed Mater (n. 1979, Arabia Saudita), Eva & Franco Mattes (n. 1976, Italia), Abdullah Miniawy (n. 1994, Arabia Saudita), Filwa Nazer (n. 1972, Arabia Saudita), Yoko Ono (n. 1933, Giappone), Trevor Paglen (n. 1974, Stati Uniti), Qiu Zhijie (n. 1969, Cina), Matilde Sambo (n. 1993, Italia), Wael Shawky (n. 1971, Egitto), Tavares Strachan (n. 1979, Bahamas), Giuditta Vendrame (n. 1985, Italia) e Tod Wodicka (n. 1976, Stati Uniti).
Ministero della Cultura dell’Arabia Saudita - L’Arabia Saudita vanta una storia straordinariamente ricca di arte e cultura. Il Ministero della Cultura lavora allo sviluppo dell’economia culturale del Paese e all’arricchimento della vita quotidiana di cittadini, residenti e visitatori. Attraverso la supervisione di 11 commissioni settoriali, il Ministero sostiene e preserva una cultura vitale, fedele alle proprie radici e orientata al futuro: custodendo il patrimonio e liberando nuove forme d’espressione, ispirate e accessibili a tutti.
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Sara Almutlaq è scrittrice, curatrice e cultural strategist basata a Riyadh, Arabia Saudita. Ha ricoperto il ruolo di Lead Curator per il Noor Riyadh Festival 2025, Associate Curator per la partecipazione saudita alla Biennale Architettura di Venezia (2025) - intitolata The Um Slaim School: An Architecture of Connection - e Curatrice di Unfolding the Embassy (2024), mostra allestita al Fenaa Alawwal di Riyadh. Almutlaq ha contribuito allo sviluppo strategico e culturale di diverse istituzioni, tra cui il Black Gold Museum, il Fenaa Alawwal e il Diriyah Art Futures. È partner e direttrice creativa di Bureau Bayn, una cultural consultancy creativa con sede nella regione MENA, focalizzata sulla sinergia tra pratiche del design e prospettive curatoriali.
Aurora Fonda, PhD, gallerista, docente e curatrice. Alla guida della galleria A plus A dal 2003, promuove un dialogo critico tra maestri del dopoguerra e artisti emergenti. Ha co-fondato la School for Curatorial Studies, estendendo la propria visione alla formazione professionale. La sua pratica curatoriale include la cura del Padiglione Sloveno alla Biennale di Venezia e collaborazioni con figure quali Lucio Fontana, Jannis Kounellis, Andy Warhol e Joseph Beuys, oltre a numerosi artisti contemporanei emergenti.
Zaira Carrer è curatrice, art writer e ricercatrice basata a Venezia. Ha conseguito la laurea in Arts, Museology, and Curatorship all’Università di Bologna. Da oltre tre anni collabora come Assistant Curator con la School for Curatorial Studies Venice e la galleria A plus A, contribuendo allo sviluppo di mostre con artisti emergenti e affermati. Parallelamente all’attività curatoriale, collabora con riviste d’arte scrivendo recensioni di mostre contemporanee e conducendo interviste con professionisti del settore a livello internazionale.
La dott.ssa Amina Diab è storica dell’arte e curatrice specializzata nell’arte moderna e contemporanea del Medio Oriente. Ha conseguito un MPhil all’Università di Oxford e un dottorato in Storia dell’Arte all’Università di York, in partnership con Tate Modern. Ha ricoperto ruoli curatoriali in importanti contesti museali e biennali, tra cui Surrealism Beyond Borders (2022), la Biennale delle Arti Islamiche (2023; 2025) e la Diriyah Contemporary Art Biennale (2024). Più di recente, ha lavorato a Bedayat: Beginnings of the Saudi Art Movement, recentemente inaugurata al Museo Nazionale dell’Arabia Saudita. Affianca all’attività curatoriale un impegno editoriale e interpretativo per la mostra permanente del Red Sea Museum di Gedda, ed è attualmente al lavoro su un volume dedicato alla storia transnazionale dell’arte moderna in Egitto.
Carlo Franza
Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea