Cina: Eredità palladiana e architettura contemporanea, via mostra Chinese Voices on Palladio
10-07-2026 15:47 -
GD - Pechino, 10 lug, 26 - È stata inaugurata oggi, a Pechino, nella prestigiosa cornice del Museo di Arte dell'Università di Tsinghua, la mostra "Chinese Voices on Palladio. From Classical Architecture to Contemporary Experiment", dal 10 luglio al 10 ottobre), la seconda esposizione in Cina dedicata all'eredità dell'architetto rinascimentale vicentino Andrea Palladio, dopo il notevole successo di pubblico riscosso nella prima metà di quest'anno da "Geometria, armonia e vita. L'architettura di Andrea Palladio dall'Antico al Classico". L'esposizione, promossa dall'Ambasciata d'Italia a Pechino e dall'Istituto Italiano di Cultura, è frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino e la Scuola di Architettura dell'Università di Tsinghua, con il sostegno dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani. Concepita come un dialogo ideale tra l'eredità teorica e progettuale di Andrea Palladio e il pensiero architettonico cinese contemporaneo, la rassegna vede protagonisti 14 tra i più autorevoli architetti cinesi contemporanei, chiamati a confrontarsi con il pensiero palladiano attraverso installazioni, disegni, modelli e opere create appositamente per l'esposizione. Il progetto espositivo intende omaggiare la capacità dell'opera palladiana di offrire strumenti critici e concettuali utili a decifrare e declinare temi dell'architettura contemporanea. Al centro di tale riflessione il rapporto tra architettura e paesaggio, il dialogo tra tradizione e innovazione, la dimensione umana dello spazio costruito e la ricerca dell'armonia come principio ordinatore. Accanto ai contributi degli architetti, il tema delle connessioni e dell'incontro si sviluppa anche attraverso i dittici fotografici di Lois Conner, che accostano architetture palladiane a fotografie di paesaggi cinesi in un'ideale conversazione sul rapporto tra paesaggio e memoria, presente e passato, e nella sezione Echi nel Contemporaneo, che chiude il percorso con opere di importanti artisti italiani contemporanei quali Pietro Ruffo, Davide Bramante, Luca Pozzi, Matteo Basilé e Davide Sebastian – queste ultime realizzate proprio a Pechino nell'ambito del programma di Residenze d'artista. Nel suo intervento, l'Ambasciatore d'Italia a Pechino ha rimarcato come "la collaborazione tra due istituzioni accademiche di eccellenza ha dato vita a un progetto che esplora la capacità dei paradigmi palladiani di continuare a ispirare il pensiero architettonico contemporaneo, mostrando ancora una volta la ricchezza del dialogo culturale radicato nella storia come quello tra Italia e Cina". È particolarmente significativo che proprio qui, nell'Università di Tsinghua e nel suo museo progettato da Mario Botta, l'eredità universale di Palladio incontri la visione della Cina contemporanea: dalle prospettive di alcuni tra i più autorevoli architetti cinesi contemporanei che si confrontano con il lascito palladiano emerge un affascinante incontro tra due grandi tradizioni architettoniche. In occasione dell'inaugurazione, i curatori prof. Michele Bonino (Politecnico di Torino), pof. Pierre-Alain Croset (Politecnico di Milano), Giorgia Cestaro (Politecnico di Torino), prof. Qing Feng (Università di Tsinghua) e prof. Li Luke (Università di Tsinghua) si sono confrontati con architetti cinesi di riconosciuto prestigio nel corso della tavola rotonda "Learning from Palladio", dando vita a un proficuo dibattito sull'importanza dello studio della storia dell'architettura e il ruolo che i valori umanistici possono svolgere nell'interpretare la pratica dell'architettura. Ospiti d'onore dell'incontro, il Direttore del Museo Palladio Guido Beltramini e la fotografa Lois Conner. La cerimonia d'inaugurazione è stata preceduta da una conferenza di lancio tenutasi il 9 luglio presso l'Auditorium dell'Istituto Italiano di Cultura, nel corso della quale i curatori Pierre-Alain Croset e Li Luke hanno illustrato al pubblico il concept della mostra, insieme a Guicciardo Sassoli, curatore della sezione Echi nel Contemporaneo, dedicata alle risonanze palladiane nell'arte contemporanea italiana.