Hormuz: Rossi (Promos Italia), «instabilità globale è già nei bilanci delle PMI»

30-06-2026 17:45 -

GD - Milano, 30 giu. 26 - «L'instabilità nello Stretto di Hormuz non è più un rischio teorico: è già entrata nei bilanci delle imprese. In Europa, tra marzo e giugno, il maggior costo per approvvigionarsi di gasolio e jet fuel è stato stimato in circa 10 miliardi di euro, di cui oltre 1 miliardo a carico dell'Italia. Sono numeri che raccontano bene quanto una crisi geopolitica possa trasformarsi rapidamente in un costo industriale». Lo ha sottolineato Giovanni Rossi, direttore generale di Promos Italia.
«Per le PMI esportatrici questo significa trasporti più cari, energia più costosa, tempi di consegna meno prevedibili e margini sotto pressione. Quando gli spread sui prodotti raffinati arrivano a pesare per oltre 20 centesimi al litro sul jet fuel e oltre 10 centesimi sul gasolio, l'impatto non resta nei mercati energetici: finisce nei preventivi, nei listini, nei contratti e nella competitività delle imprese», ha detto rilevando poi che «la lezione di Hormuz è chiara: dipendere da una sola rotta, da un solo fornitore o da filiere troppo lontane espone le aziende a shock che non possono controllare. Per questo l'internazionalizzazione oggi deve essere anche una strategia di sicurezza economica: diversificare mercati e fornitori, rafforzare la lettura del rischio geopolitico e proteggere margini, filiere e continuità operativa. Le PMI italiane restano competitive, ma non possono più competere nel mondo senza strumenti per difendersi dall'instabilità globale», ha concluso Giovanni Rossi.


Fonte: Promos Italia