35ª Convention mondiale di Assocamerestero: aperti a Genova i lavori

13-06-2026 14:55 -

GD - Genova, 13 giu. 26 – Nel Palazzo della Borsa di Genova, si è aperta la 35ª Convention mondiale di Assocamerestero, l'Associazione delle Camere di Commercio Italiane all'Estero, organizzata con la Camera di Commercio di Genova e in collaborazione con Unioncamere. L'appuntamento riunisce la rete delle 86 Camere di Commercio Italiane all'estero provenienti da 64 Paesi, con quasi 160 iscritti da tutto il mondo.
L'edizione genovese si presenta come una delle più partecipate di sempre con quasi 500 incontri di business con imprese di Genova e della Liguria interessate ai mercati europei, al Mediterraneo, al Sud-Est asiatico e all'Australia, oltre che all'America Latina.
La rete delle CCIE e i numeri del 2025 - Nel 2025 la rete di Assocamerestero ha confermato il proprio ruolo di piattaforma internazionale a supporto delle imprese italiane: 86 Camere in 64 Paesi, 160 punti di assistenza, circa 300 mila contatti d'affari generati e 67 mila aziende assistite, in crescita del 12% rispetto al 2024. La rete conta inoltre 19.500 associati, in larga parte imprese locali che riconoscono nell'Italia un partner per il proprio business e per operazioni di investimento.
Il valore degli interventi realizzati a supporto delle imprese italiane all'estero ha raggiunto 36,7 milioni di euro, in aumento del 2% rispetto al 2024. Le attività si concentrano soprattutto su business matching e networking, primo orientamento ai mercati esteri, assistenza e consulenza specialistica, formazione diretta alle imprese e formazione linguistico-tecnica.
Export e nuove sfide per le imprese italiane - La Convention si è aperta in un contesto internazionale complesso ma ancora favorevole per l'export italiano. L'export rallenta ma non arretra e continua a macinare record: nel 2025 ha raggiunto 643 miliardi di euro, con valori positivi anche negli Stati Uniti, dove – mentre Francia, Germania e Spagna sono in calo – l'Italia ha segnato un +7,2% nonostante i dazi. Ancora più significativo il risultato in Germania, primo partner commerciale del Paese, dove il Made in Italy ha invertito la tendenza tornando a crescere dopo due anni di flessione, con un aumento dell'1,7% rispetto al 2024. Anche i dati del primo trimestre 2026 confermano la tenuta: le esportazioni sono cresciute di oltre il 7% nonostante guerre e dazi, con incrementi a doppia cifra in Cina, Svizzera, Stati Uniti e India. Per il 2026 le stime indicano una crescita ancora positiva ma più selettiva, con valori che possono superare quota 660 miliardi. Il dato aggregato, tuttavia, si inserisce in uno scenario segnato da dazi, tensioni geopolitiche, instabilità delle rotte, ridefinizione delle filiere e crescente rilevanza degli standard tecnici, sociali e ambientali.
Aprendo i lavori, il presidente di Assocamerestero Mario Pozza ha detto: «Sono certo che da oggi sarà più forte il legame tra il mondo globale in cui operano le 86 CCIE e questa città di Genova, dove si intrecciano passato e futuro delle attività mercantili del nostro Paese. Valorizzare la nostra Italia – con le eccellenze, le tradizioni e i saperi che rendono ancora oggi unici i nostri territori e le nostre imprese – e portarla nel mondo: questa è la missione che caratterizza le nostre Camere. L'export italiano rallenta ma non arretra e continua a macinare record. Il clima per le nostre esportazioni resta positivo e l'Italia può ancora puntare all'obiettivo del Governo dei 700 miliardi di euro entro la fine del 2027, a patto di aiutare, tutti insieme, le nostre imprese a rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali».
Da parte sua Luigi Attanasio, presidente della Camera di Commercio di Genova, ha sostenuto che «Genova è una città di mare e ha da sempre le antenne alzate per captare quello che succede nel mondo, un mondo oggi più che mai scosso da conflitti, incertezze, tensioni geopolitiche e nuove barriere commerciali. Ma proprio per questo sappiamo che di fronte ad ogni cambiamento bisogna sapersi reinventare e cogliere nuove opportunità: per esportare meglio le nostre imprese devono diversificare i mercati, gestire il rischio geopolitico e diventare ancora più resilienti. Non poteva quindi esserci luogo più adatto per ospitare la 35° edizione dell'appuntamento che riunisce le Camere di Commercio italiane di tutto il mondo».
Nel suo intervento da remoto, il viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, ha sottolineato come, «in una fase in cui dazi, tensioni geopolitiche e frammentazione delle catene del valore rendono più complesso il lavoro delle imprese sui mercati esteri, il ruolo delle Camere di Commercio Italiane all'Estero diventi ancora più rilevante. Un ruolo che, ha evidenziato, va conquistato ogni giorno attraverso coordinamento, qualità e credibilità».
Valentini ha poi richiamato «la necessità di una regia più strutturata tra Farnesina, ICE Agenzia e Camere italiane all'estero: il ministero degli Esteri con i canali diplomatici e la rete istituzionale, l'ICE con capacità di scala e progettualità, le Camere con il radicamento nei mercati locali, la conoscenza dei territori e relazioni di fiducia costruite nel tempo. Ha inoltre invitato la rete a incrociare le proprie esperienze con le priorità strategiche del Governo e del MIMIT: promozione e tutela del Made in Italy, innovazione, attrazione degli investimenti, transizione energetica e filiere internazionali più solide».
Il viceministro Valentini ha infine indicato «modernità, innovazione, standard comuni di qualità e coesione interna come condizioni decisive per rendere la rete più moderna, autorevole e competitiva. In questa prospettiva, l'autoriforma avviata da Assocamerestero e il lavoro sugli standard di servizio, sul codice deontologico e sui meccanismi di coesione rappresentano, secondo Valentini, la base per rafforzare il contributo delle Camere al Sistema Italia».
La convention genovese proseguirà fino al 15 giugno con incontri istituzionali, sessioni di lavoro e momenti di confronto dedicati al tema "Nuove rotte o nuove regole per gli scambi internazionali", al ruolo delle Camere italiane all'estero e alle opportunità di crescita per le imprese italiane nei mercati globali.
Le Camere di Commercio Italiane all'Estero (CCIE) sono associazioni di imprenditori e professionisti, italiani e locali, ufficialmente riconosciute dallo Stato italiano ai sensi della legge n. 518 del 1° luglio 1970, che operano per favorire l'internazionalizzazione delle imprese italiane e promuovere il Made in Italy nel mondo.
Nate e sviluppatesi come punto di raccolta delle comunità d'affari italiane, le Camere di Commercio Italiane all'Estero si sono consolidate nel tempo fino a rappresentare una rete capillare e riconosciuta, parte integrante della comunità d'affari dei Paesi in cui operano. Circa l'88% delle imprese associate è rappresentato da aziende locali che riconoscono nell'Italia un partner commerciale e di investimento.


Fonte: ASSOCAMERESTERO