Riforma della sanità per gli italiani nel mondo è ufficialmente legge
10-06-2026 10:55 -
GD - Roma, 10 giu. 26 – La riforma della sanità per gli italiani nel mondo è ufficialmente legge dello Stato. Il Senato della Repubblica ha infatti approvato definitivamente, in sede redigente,il disegno di legge n. 1730 a prima firma di Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia). Il provvedimento, che aveva già avuto il semaforo verde della Camera dei Deputati, corregge dopo quasi mezzo secolo una storica distorsione legislativa, restituendo dignità e tutele alla comunità italiana d'oltreconfine. Il testo, composto da quattro articoli strutturali, modifica l'articolo 19 della Legge 23 dicembre 1978, n. 833, al fine di colmare un vuoto normativo che da anni penalizzava milioni di connazionali residenti all’estero, privati di un accesso strutturato e lineare alle cure del Servizio Sanitario Nazionale SSN. La nuova legge consente ai cittadini regolarmente iscritti all'AIRE Anagrafe degli italiani residenti all'estero e abitanti in Paesi extra-UE non aderenti all'EFTA Associazione Europea di Libero Scambio, l'iscrizione automatica al SSN, mentre il rilascio della tessera sanitaria per usufruire del sistema sanitario è subordinato al versamento di un contributo economico di compartecipazione. La norma stabilisce inoltre il principio cardine dell'esenzione totale e della gratuità assoluta delle cure per tutti i minori residenti all'estero, qualora almeno un genitore o tutore sia in possesso della tessera sanitaria e effettui la relativa richiesta di iscrizione. La legge prevede, inoltre, la totale esenzione dal pagamento del contributo per tutti i pensionati che versano le imposte alla fonte in Italia, configurando l'accesso assistenziale su base contributiva e non più meramente residenziale. Attualmente si stimano oltre 7.3 milioni di italiani stabilmente residenti fuori dall’Unione Europea, ma per molti di essi l’iscrizione all’AIRE – effettuata regolarmente solo da circa la metà della platea complessiva – veniva percepita come una sanzione amministrativa che comportava la perdita automatica dell'assistenza medica primaria, l'impossibilità di mantenere il medico di base sul territorio nazionale e l'esclusione dai percorsi del fascicolo sanitario elettronico. Questa distorsione non solo ha falsato per anni i rilevamenti statistici ufficiali sui flussi demografici degli italiani all'estero, ma ha anche generato un carico finanziario occulto e non rendicontato sulle strutture sanitarie nazionali, costrette a sostenere i costi di prestazioni urgenti per cittadini che non contribuivano al mantenimento del sistema. Il testo supera tale asimmetria stabilendo che chi si iscrive all’AIRE non perde i propri diritti, ma li consolida in modo trasparente e legittimo. Tutti i connazionali saranno infatti iscritti al SSN, legando l'effettivo rilascio della tessera sanitaria alla verifica della posizione contributiva e fiscale del cittadino. Dal punto di vista economico, la riforma promuove un modello di corresponsabilità sostenibile che non grava sul bilancio statale e non comporta oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. I contributi versati dai connazionali, gestiti tramite piattaforme digitali tracciabili, confluiranno direttamente nei bilanci e nelle tesorerie delle singole sanità regionali e delle ASL competenti, garantendo che ogni risorsa sostenga concretamente la copertura dei costi reali delle prestazioni erogate. Sotto il profilo dell'efficienza dei servizi, la legge introduce elementi fortemente innovativi per semplificare le procedure di adesione, tra cui l'istituzione di sportelli informativi dedicati AIRE-ASL, la sottoscrizione di accordi mirati tra il Ministero della Salute e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e lo sviluppo di un'architettura digitale di interoperabilità in tempo reale tra i registri anagrafici e i sistemi sanitari regionali. "Oggi firmiamo una svolta epocale che cancella decenni di ingiustificata marginalizzazione", ha commentato il primo proponente Andrea Di Giuseppe. "L'approvazione di questa legge dimostra che per il governo di Fratelli d'Italia non esistono cittadini di serie B. Abbiamo sanato una ferita profonda: da oggi l'iscrizione all'AIRE non sarà più percepita come una punizione dello Stato che priva del diritto alla salute, ma come il consolidamento di un legame identitario inscindibile. Dare la possibilità di curarsi in Patria ai nostri connazionali e garantire la sanità gratuita ai loro figli è un atto di giustizia dovuto, di coerenza e di rispetto verso chi rappresenta l'Italia nel mondo. Non si tratta di creare corsie preferenziali o privilegi, ma di rafforzare il rapporto di fiducia tra lo Stato e i cittadini oltreconfine, offrendo una risposta strutturata a un bisogno reale. La tessera sanitaria torna a essere un simbolo tangibile di appartenenza, dignità e riconoscenza per la nostra comunità globale".