Diplomazia in crisi, allarme AESI: “ONU paralizzata da rivalità geopolitiche”

27-05-2026 21:36 -

GD - Roma, 27 mag. 26 - La crisi del multilateralismo, le difficoltà delle missioni di peacekeeping ONU e la necessità di formare una nuova generazione di diplomatici capaci di comprendere le dinamiche reali dei conflitti saranno al centro del seminario “New Challenges of the Diplomatic Careers”, promosso dall’AESI il prossimo 16 giugno a Villa Madama a Roma.
L’iniziativa, ospitata al Casale di Villa Madama, è l’ultima del programma AESI per i primi sei mesi del 2026: riunirà esponenti delle Nazioni Unite, del mondo accademico internazionale, della diplomazia italiana e della Difesa per discutere il futuro della governance globale e della prevenzione delle crisi.
Ad aprire i lavori saranno il consigliere Davide Bradanini, vice direttore della formazione delle risorse umane della Farnesina; l’ambasciatore Stefano Baldi, coordinatore della formazione online del ministero degli Esteri, e il presidente di AESI, Massimo Maria Caneva.
Tra gli ospiti attesi figurano Tshilidzi Marwala, sottosegretario generale ONU e rettore della United Nations University, Aaron Domingues, presidente della Catholic University of America di Washington, il rettore dell’Università di Lisbona Luis Manuel dos Anjos Ferreira, Daniela Salvati di UNICRI e il generale Massimiliano Del Casale del CASD del ministero della Difesa.
Nel presentare il seminario, Caneva ha denunciato quella che definisce una crescente “mancanza di leadership forte” sia nelle organizzazioni internazionali sia tra gli Stati che in passato guidavano gli equilibri globali.
Secondo il presidente AESI, le Nazioni Unite e l’Unione Europea appaiono sempre più condizionate dalla competizione geopolitica tra grandi potenze come Stati Uniti, Russia e Cina. “Assistiamo a riunioni del Consiglio di Sicurezza in cui gli Stati si offendono a vicenda, erigono barriere e cercano consenso geopolitico invece di affrontare seriamente le cause delle crisi”, sostiene Caneva.
Tra gli esempi citati dal presidente AESI figura la situazione della missione UNIFIL in Libano meridionale. Secondo Caneva, i peacekeeper soffrirebbero oggi la mancanza di strategie politiche condivise da parte degli Stati membri e del Consiglio di Sicurezza, trovandosi spesso “paralizzati” nel loro ruolo operativo.
Il seminario affronterà anche il rapporto tra università, diplomazia e gestione delle crisi internazionali.
Per Caneva, il mondo accademico dovrebbe uscire dalle “torri d’avorio” e puntare maggiormente sulla formazione pratica di esperti con esperienza diretta nei territori di conflitto.
Particolare attenzione sarà dedicata all’esperienza sviluppata da AESI nei Balcani dopo gli Accordi di Dayton, attraverso programmi di “cooperazione universitaria per la pace” realizzati con il sostegno delle missioni di peacekeeping e della diplomazia ONU a Sarajevo. Secondo AESI, infatti, l’università resta oggi “uno dei pochi attori internazionali” in grado di promuovere nuove strategie e strumenti di analisi per affrontare le crisi contemporanee.
AESI organizza ogni anno corsi, forum e seminari ad alto livello in collaborazione con istituzioni come il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Centro Alti Studi per la Difesa (CASD), la Commissione Europea e il Parlamento Europeo.
Tra i relatori che hanno partecipato alle sue iniziative figurano ambasciatori, rappresentanti delle Nazioni Unite, accademici e personalità di spicco della diplomazia. Quest’anno i seminari hanno preso il via il 20 gennaio con un incontro sul tema del rafforzamento dell’unità europea – tra i partecipanti, oltre a Caneva, Carlo Corazza, direttore del Parlamento UE in Italia, Claudio Casini, capo della Commissione UE a Roma, l’Ambasciatore Vincenzo Celeste, Rappresentante Permanente italiano presso la UE (in video da Bruxelles) e l’Ambasciatore Franco Mistretta, direttore dell’Istituto Diplomatico del Ministero degli Esteri.
Sono seguiti focus sulla riforma del Consiglio di Sicurezza con l’ex Rappresentante Permanente italiano all’ONU Sebastiano Cardi e l’ex comandante di UNIFIL, Generale Stefano Del Col, il cui successore Diodato Abagnara, in collegamento dal quartier generale di Naqoura, è stato tra i partecipanti al panel del 17 marzo sulle sfide alla difesa comune europea.
Le crisi nel commercio internazionale e i loro riflessi sull’economia europe sono state poi al centro della discussione del 14 aprile tra Fabrizio Spada, capo delle relazioni internazionali al Parlamento Europeo in Italia, l’ex ambasciatore all’OSCE a Vienna Gianfranco Varvesi, l’economista di Tor Vergata Leonardo Becchetti e Domenico Giani, presidente della Fondazione ENI.
Il 19 maggio si è parlato del ruolo della Santa Sede nei processi di pace con il Segretario dei Rapporti con gli Stati, Mons. Paul R. Gallagher, l’ambasciatore italiano in Vaticano, Francesco Di Nitto, il vicesegretario generale della Farnesina Carlo Lo Cascio e Michele Valensise, presidente di IAI.

Fonte: @OnuItalia