Non c'è fine alla stupidità umana, tiene testa anche all'IA

27-05-2026 15:12 -

GD - Roma, 27 mag. 26 - Intelligenza artificiale e stupidità umana. Nella prima Enciclica papale si parla di intelligenza artificiale, delle opportunità che può offrire; ma anche dei pericoli che potrebbe generare se utilizzata in modo superficiale o peggio, malevolo. Quasi mai si parla della “stupidità naturale” che, purtroppo, affligge ogni giorno, tutti i giorni, il mondo in cui viviamo e crea problemi enormi all'umanità.
Viviamo in un momento storico nel quale la stupidità umana ha raggiunto livelli sinceramente molto difficili, se non impossibili, da comprendere, tanta è la carica di illogicità di molte azioni umane.
Ad esempio, l'attacco russo su Kyiv del 24 maggio scorso. I russi affermano che si è trattato di una “ritorsione per gli atti terroristici compiuti dagli ucraini che hanno bombardato dei siti sensibili in Russia”.
Evidentemente i russi credono che le persone siano senza alcuna memoria, che non ricordano che la Russia bombarda Kyiv e l'ucraina da 4 anni e mezzo; insomma, ancor prima che gli ucraini colpissero in profondità la Russia con le loro “azioni terroristiche”.
L'apoteosi della stupidità umana è stata raggiunta non tanto per il bombardamento in sé a cui purtroppo siamo abituati, ma per il fatto che è stato utilizzato un missile balistico che sembra possa costare tra 40 e 100 milioni di dollari! Avete letto bene, tra 40 e 100 milioni di dollari “bruciati” in un colpo solo, per colpire un garage di Kyiv.
Probabilmente non sapremo mai quale decisione avrebbe preso, in un caso simile, un sistema di intelligenza artificiale. Sappiamo per certo che la stupidità naturale umana lo ha fatto.
Cosa voleva dimostrare la stupidità umana? Che i russi possono colpire, se vogliono, Kyiv? Che se potessero, avrebbero lanciato con quel missile una testata nucleare?
Ecco, adesso sappiamo che vorrebbero, ma non possono farlo. I russi non possono usare le armi nucleari contro l’Ucraina neanche per “difendersi” dagli attacchi "terroristici" Ucraini. Figuriamoci se lo posso fare per conquistare l’Ucraina!
Le sorti della Russia e la sua capacità di continuare questa guerra di attrito sono dipendenti totalmente dalle forniture “dual-use” cinesi e dai pochi soldi che i cinesi pagano ai russi in cambio delle forniture di idrocarburi.
Secondo diverse fonti di intelligence, ossia funzionari cinesi e occidentali, Xi Jinping ha intimato a Vladimir Putin di non utilizzare armi nucleari. Nemmeno un'arma nucleare tattica a basso potenziale nella guerra in Ucraina. Se Putin lo avesse fatto, avrebbe superato una linea rossa inaccettabile per Pechino.
Questo stop a Putin ad usare le armi nucleari è arrivato sia attraverso canali formali, sia con dichiarazioni pubbliche. Questo è stato ribadito in modo molto più incisivo da Xi Jinping, durante i colloqui privati con Putin.
Ecco perché Putin ha le mani legate. Vorrebbe usare le armi nucleari ma non lo può fare. Allora lancia un missile che costa quel che costa, ma senza testata nucleare. Una dimostrazione di forza? Assolutamente no. Un gesto di rabbia e frustrazione che rende ancor più ridicolo il dittatore del Cremlino. Insomma, un gesto di grande inutile stupidità!
L’economia russa è legata con un filo sottilissimo alla Cina. Se la Cina decidesse di recidere quel filo, la Russia potrebbe andare avanti, forse, per due settimane.
Nel mondo attuale, fortemente globalizzato, le economie sono interconnesse e interdipendenti tra loro. Poi ci sono alcune economie, come quella russa, totalmente dipendente dalla Cina per tutte le forniture con un contenuto tecnologico elevato.
La Russia può ripagare la Cina solo con le materie prime, non avendo nient’altro da offrire, che possa essere di valore per la Cina.
Sono due filosofie totalmente diverse: i russi usano la forza per tentare di soggiogare i Paesi limitrofi. I cinesi usano l'economia: le donazioni per conquistare l'amicizia dei Paesi poveri; i prestiti finanziari per conquistare i Paesi meno poveri, come la Russia, e le merci a basso costo per conquistare i mercati dei Paesi ricchi.
La dipendenza completa della Russia dalla Cina è evidente anche ai dirigenti del regime che in alcune conversazioni private hanno ammesso senza giri di parole che il presidente Putin è davanti ad una crisi che non può più gestire. Lo scetticismo nei confronti di Putin e della sua “Operazione Speciale” non è più sottaciuto.
Il numero dei soldati russi che muoiono in guerra supera ormai quello dei nuovi arruolati. Adesso il Cremlino offre di estinguere i debiti a tutti coloro che vanno ad immolarsi al fronte.
Mandano a morire padri di famiglia, che hanno problemi a pagare il mutuo della casa, o i debiti contratti per altre ragioni. Parliamo di “persone comuni”, senza alcuna preparazione militare, che al fronte in condizioni difficilissime anche per i militari esperti, durano pochissimo. Anche per questo le perdite russe sono ogni giorno più elevate.
Più la guerra in Ucraina si protrae, più il sostegno popolare al presidente Vladimir Putin scende. L'ansia e il pessimismo si stanno diffondendo all'interno dell'apparato statale russo, come riferisce il quotidiano indipendente russo «Verstka», che ha intervistato diversi funzionari vicini al Cremlino.
A questo punto si può solo sperare che questa agonia per il popolo russo e il popolo ucraino possa terminare al più presto. Magari per mano di qualcuno coraggioso che decide di rinchiudere “il matto” che sta al Cremlino.

https://verstka.media/kak-rossiiskie-elity-zhivut-v-ozhidanii-koncza-voiny-i-krizisa-vlasti - da leggere con Translate.

Ciro Maddaloni
Esperto di eGovernment internazionale

Fonte: Ciro Maddaloni