Romania: a Bucarest celebrata Giornata Legalità per vittime di mafia

27-05-2026 10:51 -

GD - Bucarest, 27 mag. 26 - Italia e Romania hanno celebrato la prima Giornata della Legalità, promossa dall'Ufficio dell'esperto per la sicurezza presso l'ambasciata d'Italia a Bucarest e sostenuta dall'ambasciata d'Italia in Romania.
L'iniziativa nasce per rendere omaggio ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi dalla mafia nelle stragi di Capaci e via D'Amelio insieme a Francesca Morvillo e ai poliziotti delle scorte Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, Emanuela Loi, nonché a tutte le vittime della criminalità organizzata.
Si tratta di un messaggio europeo di memoria, responsabilità civile e cooperazione internazionale, nel solco dell'insegnamento di Giovanni Falcone, che comprese come la lotta alla criminalità organizzata non potesse arrestarsi ai confini nazionali, ma dovesse fondarsi su una collaborazione sempre più stretta tra stati, magistrature e Forze di polizia.
Celebrare questa giornata a Bucarest assume un significato profondo e altamente simbolico perché in una capitale europea che rappresenta un ponte tra culture, istituzioni e valori democratici condivisi, prende forma una memoria comune che guarda al futuro.
La giornata si è aperta al monumento dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel Parco Kiseleff, con una cerimonia commemorativa alla presenza di autorità italiane e romene, rappresentanti istituzionali, religiosi, studenti e membri della comunità italiana.
All'evento era presente l'ambasciatore d'Italia in Romania, Laura Aghilarre; il nunzio apostolico in Romania e Moldova, Giampiero Gloder; il capo della Polizia romena, Benone Matei; rappresentanti della magistratura antimafia romena, la Diicot Direcția de investigare a infracțiunilor de criminalitate organizată și terorism, nonché il direttore dell'European Cybercrime Centre.
Presenti anche i vertici della comunità economica e associativa italiana in Romania, i rappresentanti di Confindustria Romania, della Camera di commercio italiana per la Romania, del Comitato degli italiani all'estero (Comites) di Bucarest e un rappresentante del Comitato elettrotecnico italiano (Cei).
Un ruolo centrale è stato affidato agli studenti della scuola italiana “Aldo Moro” di Bucarest, perché la memoria della legalità non appartiene soltanto alla storia, ma deve diventare patrimonio delle nuove generazioni, coscienza civile, responsabilità e scelta quotidiana.
Determinante anche il contributo dell'Istituto italiano di cultura di Bucarest, che ha ospitato il momento pomeridiano dell'iniziativa, riaffermando il ruolo della cultura come strumento essenziale di educazione civica, costruzione della memoria collettiva e diffusione dei valori democratici.
Ospiti d'onore della giornata due figure simbolo della storia investigativa italiana: il direttore centrale della Polizia stradale, ferroviaria e per i Reparti speciali della Polizia di Stato Renato Cortese, e il già vicecapo vicario della Polizia Luigi Savina.
Il prefetto Renato Cortese, tra i più autorevoli protagonisti della lotta alla mafia in Italia, rappresenta una figura emblematica di dedizione, coraggio e straordinaria capacità investigativa. Da giovane investigatore della Squadra mobile di Palermo, guidò il lungo e complesso percorso investigativo culminato, nel 2006, nella cattura di Bernardo Provenzano, capo di Cosa nostra e latitante da oltre quarant'anni; una delle operazioni più significative nella storia della Repubblica italiana.
Accanto a lui, il prefetto Luigi Savina, altra figura di assoluto rilievo della Polizia di Stato, protagonista di fondamentali indagini antimafia che portarono all'arresto di Giovanni Brusca, autore materiale della strage di Capaci.
Nell'Istituto italiano di Cultura di Bucarest si è poi svolto un incontro pubblico dedicato alla memoria, alla legalità e alla cooperazione internazionale, che ha offerto ai cittadini, soprattutto ai giovani, l'opportunità di ascoltare testimonianze dirette di chi questa battaglia l'ha combattuta sul campo.

Fonte: Redazione