Sudan: per quasi 20 mln persone elevati livelli insicurezza alimentare
14-05-2026 17:49 -
GD - Milano, 14 mag. 26 – I nuovi dati dell'IPC Integrated Food Security Phase Classification, il sistema di classificazione della sicurezza alimentare sviluppato dalle agenzie ONU, rivelano che quasi 20 milioni di persone in Sudan stanno affrontando livelli elevati di insicurezza alimentare acuta. Ossia patiscono sistematicamente la fame. Si stima che, soltanto quest'anno, 825.000 bambini soffriranno di malnutrizione acuta grave, una condizione che comporta un reale rischio di morte: si tratta di un aumento del 7% rispetto al 2025 e del 25% rispetto ai livelli precedenti al conflitto. Da maggio a settembre la crisi alimentare tende a peggiorare, poiché l'inizio della stagione delle piogge coincide con il periodo di massima carestia. Le precipitazioni, combinate agli elevati livelli di insicurezza e all'accesso limitato alle risorse, ostacolano l'approvvigionamento di cibo, la produzione agricola e l'erogazione dei servizi essenziali. Dal Golfo proviene circa il 54% delle importazioni di fertilizzanti del Sudan: le interruzioni nello Stretto di Hormuz stanno già limitando la produzione di sorgo, alimento base della dieta nazionale. Tutto ciò si inserisce in un contesto di fame cronica aggravato dal conflitto prolungato, dalle condizioni climatiche avverse, dal collasso dei servizi di base e dalla più grande crisi di sfollamento al mondo. Nonostante questo scenario, Azione Contro la Fame prosegue le proprie operazioni nel Paese, mettendo a disposizione della popolazione cliniche mobili, programmi nutrizionali, progetti di assistenza alimentare e di supporto alla produzione agricola; nell'ultimo anno ha assistito oltre 600.000 persone. I nuovi dati IPC segnalano che 14 aree del Paese sono a rischio carestia nei prossimi mesi. Sebbene questa cifra sia inferiore alle 20 aree identificate nel novembre 2025, la riduzione non riflette un miglioramento delle condizioni sul campo, ma uno spostamento della concentrazione del rischio e le limitazioni nella disponibilità dei dati. «Nella vita quotidiana, innumerevoli famiglie non hanno nulla da mangiare e sopravvivono come possono, ricorrendo a foglie, erba o mangime per animali, saltando i pasti o dando priorità soltanto ad alcuni membri della famiglia», ha affermato Samy Guessabi, direttore di Azione Contro la Fame in Sudan. «Siamo in un contesto di fame cronica aggravato da oltre tre anni di conflitto, condizioni meteorologiche avverse e dal collasso dei servizi di base: il 37% dei servizi sanitari è stato distrutto. A questo si aggiunge la più grande crisi di sfollamento al mondo, che conta circa 14 milioni di sfollati. Quasi 34 milioni di persone, pari ai due terzi della popolazione, avranno bisogno di aiuti umanitari quest'anno: il dato più alto a livello globale al momento, con un aumento di 3,3 milioni di persone rispetto al 2025». Fertilizzanti e medicinali bloccati nel pieno della stagione delle piogge - I nuovi dati giungono in un momento particolarmente critico. Tra maggio e settembre, elevati livelli di insicurezza e forti precipitazioni interrompono i mercati, riducono la produzione agricola e ostacolano l'accesso al cibo e ai servizi essenziali. La situazione geopolitica nel Medio Oriente aggrava ulteriormente il quadro, con ricadute dirette sul Sudan: Fertilizzanti: dal Golfo proviene circa il 54% delle importazioni nazionali. Le interruzioni nello Stretto di Hormuz stanno già limitando la produzione di sorgo, alimento base della dieta sudanese. L'evoluzione della situazione nei prossimi mesi richiede un monitoraggio costante. Forniture umanitarie sospese: medicinali essenziali di Azione Contro la Fame sono rimasti bloccati nei magazzini logistici di Dubai a causa della carenza di voli disponibili e dell'alto costo del carburante. La risposta umanitaria di Azione Contro la Fame in Sudan - Per garantire la continuità degli interventi nonostante le tensioni nello Stretto di Hormuz, i team di Azione Contro la Fame hanno individuato rotte alternative per la consegna dei beni essenziali. Sul campo, l'organizzazione continua a distribuire cibo, medicinali e assistenza sanitaria di base attraverso cliniche mobili destinate alle comunità isolate, offrendo cure contro la malnutrizione, accesso all'acqua potabile, promozione dell'igiene, protezione dalla violenza sessuale e di genere e supporto alle popolazioni più vulnerabili. Azione Contro la Fame avverte che, in mancanza di un intervento rapido, i prossimi mesi potrebbero rivelarsi ancora più drammatici per la popolazione sudanese. «Senza un'azione diplomatica immediata e un aumento dei finanziamenti, la concomitanza della stagione delle piogge e delle tensioni geopolitiche rischia di lasciare ancora più persone in balia della fame e della violenza», ha dichiarato Guessabi. «È indispensabile garantire l'accesso degli aiuti umanitari alle aree colpite e rafforzare la protezione della popolazione civile, del personale umanitario e delle infrastrutture essenziali danneggiate dal conflitto armato».