Il doppiopesismo e ipocrisia, la confusione regna alle Nazioni Unite
03-05-2026 12:10 -
GD - Roma, 3 mag. 26 - Il doppiopesismo, ovvero la confusione che regna alle Nazioni Unite. In un'intervista con Mary Julia Koch del "Wall Street Journal", il direttore esecutivo di UN Watch, Hillel Neuer, ha parlato dei presunti pregiudizi all'interno del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite e della sua “reazione asimmetrica” alla guerra in Iran. La giornalista ha chiesto a Hillel Neuer qual è secondo lui il ruolo delle Nazioni Unite nel conflitto in corso in Iran: Neue ha risposto che è “sorprendente” che l’unico organismo delle Nazioni Unite creato nel 2022 per indagare sulle violazioni dei diritti umani legate alle proteste "Women Life Freedom" e alla repressione dei manifestanti in Iran, sia intervenuto la scorsa settimana solo per condannare gli attacchi aerei statunitensi e israeliani contro l'Iran. Eppure, secondo quanto riferito dalla dissidenza, almeno quarantamila manifestanti iraniani sono stati massacrati nei mesi scorsi. L’organismo, che avrebbe dovuto difendere i manifestanti contro la repressione e il massacro del regime, è intervenuto solo adesso e per condannare l’unico sforzo globale volto a salvare i manifestanti dalla repressione del regime sanguinario dei Pasdaran. Le persone, gli iraniani, gli attivisti per i diritti umani con cui UN Watch è in contatto in tutto il mondo imploravano la comunità internazionale di proteggere i manifestanti e i giovani iraniani dalla repressione del regime teocratico. Invece l’entità delle Nazioni Unite, che non ha altro mandato se non quello di difendere i manifestanti, ha deciso di condannare gli Stati Uniti e Israele per l’azione militare contro il regime iraniano. Una dichiarazione decisamente di parte, per la quale non ha alcun mandato e che rappresenta in un certo senso l’esatto contrario di ciò per cui è stata creata. Se analizzassimo seriamente i dossier su ciò che sta accadendo in Medio Oriente, bisognerebbe partire dal fatto che da 47 anni il regime di Teheran invoca la morte dell'America e la distruzione totale di Israele. Il regime teocratico iraniano ha posto in essere tutte le misure che ha potuto mettere in campo per raggiungere i suoi obiettivi. L’Iran ha speso oltre mille miliardi di dollari per il folle programma nucleare e per costruire migliaia di missili per attaccare Israele e tutti i Paesi nell’area del Golfo persico, mentre in Iran 92 milioni di persone sono costrette a vivere in condizioni di privazione non solo della libertà, ma anche dei mezzi minimi di sussistenza. Gli iraniani hanno finanziato il terrorismo in tutto il Medio Oriente: Houthi in Yemen, Hezbollah in Libano e Hamas a Gaza. Hanno tentato di assassinare Masih Alinejad, la giornalista iraniana e attivista per i diritti delle donne a Brooklyn e si sospetta che ci sia l’Iran dietro il tentativo di assassinare anche il presidente Donald Trump. Per non dire il massiccio supporto di droni e altro armamento fornito alle Russia per corroborare la guerra contro l'Ucraina. Tutti puntano il dito contro la guerra degli Stati Uniti e Israele, mentre l’Iran finanzia e arma i gruppi terroristici alleati, che continuano a lanciare migliaia e migliaia di razzi contro gli israeliani. Non si può più ignorare che è in corso una guerra per la quale bisogna guardare entrambi i fronti impegnati nel conflitto. e non solo ad una parte di essa. Il rappresentante di UN Watch, parlando a Ginevra di fronte al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, ha ricordato che da settimane stanno chiedendo all’ONU di intervenire sulla repressione violenta del regime iraniano contro la popolazione civile e di convocare una sessione speciale. Solo quando gli Stati Uniti e Israele sono intervenuti in Iran, nel giro di poche ore diverse agenzie e funzionari delle Nazioni Unite, che erano rimasti in silenzio per settimane, sono intervenuti per condannare solo una parte: l’America e Israele. Sono ben più di una dozzina le agenzie e i funzionari che sembrano essere stati mobilitati dall’ufficio del segretario generale António Guterres per esprimere tutti allo stesso modo la loro condanna contro Israele e Stati Uniti. Lo stesso segretario generale Guterres, l’alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani Volker Türk, l’UNESCO, che si occupa di scienza e cultura, l’UNICEF, che si occupa dei bambini, agenzie che erano rimaste a guardare durante il massacro dei civili in Iran, i vari relatori delle Nazioni Unite che non hanno detto nulla su quello che purtroppo è successo in Iran da gennaio ad oggi. Poi, improvvisamente, si attivano per rilasciare dichiarazioni di condanna degli Stati Uniti e Israele. Neuer si domanda se si tratti di una offensiva propagandistica delle Nazioni Unite a favore del regime islamico in Iran? E ricorda, inoltre, che c'è un rapporto delle Nazioni Unite che documenta il danneggiamento o la distruzione di 1600 scuole in Ucraina da parte della Russia. Ed è proprio la Russia, che ha invaso l'Ucraina e che bombarda i civili ogni giorno, a parlare di “protezione dei civili in Iran” alle Nazioni Unite. Si tratta, quindi, di ipocrisia ai massimi livelli da parte della Russia, ma ancora più sorprendente è il fatto che siano le Nazioni Unite ad offrire alla Russia lo spazio per manifestare queste assurde ipocrisie. Non è solo doppiopesismo, è la confusione totale che ormai regna all’ONU, un organismo nato con le migliori e più nobili intenzioni, che però nel corso del tempo è stato “occupato” da regimi non democratici. Attualmente, oltre il 50% dei membri delle Nazioni Unite non proviene da Paesi democratici, ma da dittature o regimi che purtroppo non si distinguono per il rispetto dei diritti umani e della libertà dei popoli. Nota - In una dichiarazione del 4 marzo 2026, la Missione di accertamento dei fatti delle Nazioni Unite sull’Iran, composta da tre esperti indipendenti, ha chiesto di “condannare fermamente gli attacchi sferrati contro l’Iran da Israele e dagli Stati Uniti d’America”. Sebbene la dichiarazione affermasse in ultima analisi che i contrattacchi dell’Iran contro i Paesi del Golfo Persico violavano la Carta delle Nazioni Unite, li descrive comunque come “attacchi di ritorsione”, classificandoli come una “risposta”, conferendo loro una certa “giustificazione implicita”, piuttosto che come un'aggressione immotivata, quindi illegale, contro i Paesi del Golfo.
Ciro Maddaloni Esperto di eGovernment internazionale