Yūgen: incanto sottile del Giappone. Opere da MAO di Coccaglio a Museo Civico Crema

29-04-2026 14:57 -

GD - Milano, 29 apr. 26 - Yūgen: l’incanto sottile del Giappone nasce dalla collaborazione tra il Museo Civico di Crema e del Cremasco e il Museo d’Arte Orientale – Collezione Mazzocchi di Coccaglio, con il supporto dell’Associazione Culturale Mnemosyne di Dello, il patrocinio della Fondazione Italia-Giappone e rientra nel ciclo per un mese dedicato alle brevi temporanee. La mostra sarà aperto dal 24 maggio al 2 agosto 2026.
Queste istituzioni, a partire dal connubio nell’ambito della mostra Ver Sacrum e la grafica della Secessione viennese – in cui è stata indagata l’influenza che ebbero la grafica e l’artigianato giapponese sull’arte della Mitteleuropa – hanno deciso di focalizzarsi su alcuni manufatti e opere d’arte giapponesi presenti nella precedente esposizione, uniti ad altri che ne ampliano lo sguardo sulla straordinarietà e l’eccezionale impatto estetico dell’arte nipponica.
Proprio come lo yūgen – l’incanto sottile, quell’attimo di epifania che sorprende e fa cogliere la bellezza di tutto ciò che è nascosto –, parola con la quale Motokyio Zeami, teorico del teatro nō, descrive l’atto sublime del grande attore capace, magari con un solo gesto, di commettere quell’impercettibile divergenza, quella recitazione aberrante che attraverso un errore voluto, si discosta dalla traccia drammatica consueta, così l’arte giapponese giunta in Europa all’improvviso seppe generare negli artisti occidentali un senso di straniante stupore e un impatto tale che avrebbe per sempre mutato l’intuizione dell’immagine.
Se la precedente mostra si era riproposta di evidenziare la derivazione di alcune idee grafiche della Secessione dall’estetica giapponese, qui gli oggetti, isolandosi, divengono richiamo per l’ammirazione di una armonia a cui è impossibile essere indifferenti.
A partire dalle più semplici forme di utensili di uso quotidiano, fino alla xilografia policroma, disciplina che in Giappone raggiunse il suo apice, e di cui sarà possibile scoprirne i segreti, attraverso l’esposizione di alcuni trattati che la introdussero in Occidente nella prima metà del Ventesimo secolo, saranno esposti anche giocattoli stencil per kimono, lacche, suppellettili, volumi e incisioni sciolte provenienti da collezioni private e, soprattutto, dall’importante patrimonio posseduto dal Museo d’Arte Orientale – Collezione Mazzocchi di Coccaglio. Un focus sarà dedicato alla percezione che la cultura europea ebbe del paese nipponico, attraverso alcune edizioni che ne raccontano l’infatuazione.
Tra i manga di Hokusai, le scatole e le ciotole decorate con rappresentazioni di insetti, animali e decori vegetali, le stampe ukiyo-e, ponendo attenzione all’effimero, al minuto, cogliendo il senso, ora di una realtà transitoria e minima, di mutamento perenne, ora di una estrema attenzione al particolare, lì si troverà, nel bagliore della propria sensibilità emotiva, quella percezione della intima meraviglia, lo yūgen.

Carlo Franza
Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea

Fonte: Carlo Franza